Il segreto della casa abbandonata, di Paola Alcioni

Il segreto della casa abbandonata
Venerdì: allo squillo della campanella d’uscita, qualcosa di pericoloso si nasconde in uno sgabuzzino della scuola. Fuori dal cancello si aggira un misterioso individuo, che da qualche tempo spia i bambini. Nel pomeriggio tre di loro – Ciriaco, Vera e Gianni – che hanno buoni motivi per non voler tornare a casa, decidono di nascondersi in una villa, abbandonata da decenni. Non si accorgono, però, che dal comignolo sale un filo di fumo. Quando, più tardi, scoprono che maestra Erme non è quella che sembra e che la Casa Abbandonata nasconde un segreto, si rendono conto di avere ormai un mucchio di gente strana alle calcagna, e di essersi cacciati in grossi guai…

Titolo: Il segreto della casa abbandonata
Autrice: Paola Alcioni
Illustrazioni: Carlo Lai
Anno prima edizione: 2004
Editore: Condaghes

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

I protagonisti di questa storia attraversano una “magica” frontiera, ma quelle più importanti da superare sono altre: quella fra genitori e figli, e quella fra il prima e il dopo, quando si inizia a crescere…

LA CITAZIONE:

“È microscopica, e con ciò? Forse che quando si è piccoli è piccola e insignificante anche la sofferenza? Lo credi? Allora è proprio vero, Bordo: stai crescendo e non ti ricordi più cosa significa essere bambini.

TEMI TRATTATI:

  • leggende antiche
  • amicizia
  • famiglia
  • mistero
  • coraggio

PAROLE CHIAVE:

  • Surbile
  • Mommotti

L’AUTRICE:

Paola Alcioni è nata a Cagliari il 12 marzo 1955, ed è laureata in Giurisprudenza. Ha vinto numerosi premi di poesia in lingua sarda e tra questi si ricordano i primi premi più importanti: Ozieri, Romangia, Posada; alcune sue poesie sono state pubblicate e tradotte in inglese, in tedesco e in galiziano.

APPROFONDIMENTI:

  • All’interno della storia diventano molto importanti due figure della tradizione sarda: le Sùrbile e Mommotti. Le prime, chiamate anche Coga, sono delle streghe-vampiro, e “nell’immaginario collettivo sardo, donne che di giorno conducono una vita normale, ma di notte, spesso inconsapevolmente, si trasformano in un essere indefinito, quasi sempre in forma di insetto o di gatto, che vola da un paese all’altro, insinuandosi nelle abitazioni, per molestare le persone che dormono, succhiare il sangue dei bambini o semplicemente morsicare, lasciando lividi sul corpo chiamati “mossigu de Coga”, morso di Coga.” (fonte). Si pensava che un modo per salvare i bambini dal loro appetito fosse quello di mettere un pettine dentato vicino alla culla “così che il maligno – con una particolare inclinazione per il far di conto – perdesse l’intera nottata a contarne e ricontarne i denti, fino a quando il sorgere del sole non lo costringeva a fare ritorno al corpo poche ore prima abbandonato. Secondo la tradizione, la donna che nascondeva dentro di sé una presenza tanto oscura non ricordava nulla – al mattino – di quanto fatto durante la notte trascorsa (fonte). Si possono trovare molti punti in comune con le figure descritte nel libro.
  • L’altra figura fantasiosa che ritroviamo nel libro e che fa parte delle leggende sarde è Mommotti, o Bobbotti a seconda della zona, il nostro personalissimo Uomo Nero che rapisce i bambini che non si comportano bene. È dubbia l’origine del nome e ci sono diverse teorie, “la più attendibile sembra essere quella che considera il termine Mommotti come una storpiatura Mohammed, un corsaro arabo dalla pelle scura che in epoca giudicale compiva razzie nei villaggi della Sardegna, e le cui principali vittime erano appunto i bambini, rapiti dal feroce pirata. Un’altra versione fa risalire questa inquietante figura alla famiglia Marotta, che in epoca napoleonica si rese responsabile di una serie di efferati reati fra i quali, appunto, rapimenti.” (fonte).
  • A pag. 13 si fa riferimento a un libro, Il fantasma di Canterville, che Cirianco vorrebbe tanto prendere in prestito in biblioteca (“C’era solo una cosa che poteva rendere quella giornata meno squallida e di nuovo degna di essere vissuta: il libro che aveva scelto durante l’ora di ricreazione e che ora lo aspettava sul tavolo della Biblioteca.”)… Si tratta di una simpatica storia di fantasmi (o meglio, di un fantasma) scritta dall’autore inglese Oscar Wilde nel 1887, e racconta delle (dis)avventure del fantasma del povero Sir Simon di Canterville costretto a subire le angherie dei nuovi proprietari americani della sua magione, che, lungi dall’esser spaventati da lui, si divertono a prenderlo un po’ in giro.
  • Il libro è illustrato da Carlo Lai, che recentemente ha collaborato alla realizzazione di un teaser (video anteprima) ufficiale di Iskìda della Terra di Nurak diretto dal premio Oscar Anthony LaMolinara, tratto dalla serie fantasy di Andrea Atzori. Potete vederlo qui.
  • Paola Alcioni oltre ad essere scrittrice è anche poetessa… Se siete curiosi di leggere qualche suo componimento, potete trovarne alcuni in questo blog.

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