Il tuo nome è coraggio, di Aquilino

Il tuo nome è coraggio
Asad e Zarah sono due fratelli come tanti, ma il loro papà è un personaggio scomodo: sta facendo di tutto per denunciare i trafficanti di uomini che, in condizioni disumane, trasportano i migranti fuori dall’Africa. Dopo un attacco da parte dei criminali Asad finisce in un istituto, mentre Zarah, convinta di essere ormai sola al mondo, si imbarca con i migranti e raggiunge l’Italia. I due bambini iniziano a costruirsi nuove vite. Ma sono vite sospese. Presto il passato verrà a bussare alla loro porta e i loro destini torneranno a incrociarsi…

Titolo: Il tuo nome è coraggio
Autore: Aquilino
Illustrazioni: Alessandro Baronciani
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Nella vita possiamo trovarci davanti a ingiustizie e soprusi: attraversare la frontiera vuol dire anche avere il coraggio di lottare contro queste situazioni, ed è ciò che decide di fare il padre di Asad e Zarah, il che porterà loro ad attraversare altre frontiere…

LA CITAZIONE:

“La vita ci strazia con le cose brutte. Ma se le affrontiamo sa anche offrirci le gioie più grandi.
Il nostro nome è coraggio.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • sopravvivenza
  • fuga
  • accoglienza

PAROLE CHIAVE:

  • Trafficanti di esseri umani
  • Centri di accoglienza

L’AUTORE:

Aquilino Salvadore (ma pubblica solo col nome Aquilino) è nato a Tradate, in provincia di Varese. Insegnante fino al 2006, dal 1984 al 1994 ha condotto, con Benedetta Bonacina, “La bottega dei ragazzi”, luogo di animazione e di sostegno psicologico, che si è sempre più caratterizzata come compagnia teatrale. Scrive libri per ragazzi e per adulti. Conduce laboratori di teatro, ed è direttore artistico dell’associazione di teatro “Tecneke”.

Sito ufficiale e blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro si apre con il grande atto di coraggio del padre di Asad e Zarah: quello di denunciare i trafficanti di esseri umani che operano nel Nord Africa (“- Conosciamo la situazione del Paese. Violenza e disordine dilagano, ma a sentir lei sembra che tutto sia nelle mani di organizzazioni militari… – Ecco, ha detto bene, – lo interrompe Osman, esasperato. – Organizzazioni criminali potenti, quasi intoccabili. S’impadroniscono di tutte le imbarcazioni per il traffico dei migranti.”). In questo articolo trovate un approfondimento su questo fenomeno, sulle vittime più comuni (“Il rapporto conferma che i gruppi maggiormente a rischio sono quelli più vulnerabili, in particolare coloro che fuggono dalle guerre o dalle persecuzioni.”), e sulla situazione degli arresti (“E benché le condanne risultino in aumento, ‘esse sono ancora estremamente basse in rapporto al numero di crimini commessi – spiega il documento -. La realtà è che i trafficanti non rischiano quasi mai di trovarsi di fronte alla giustizia’.”).
  • Baba, l’uomo che aiuta Salem prima, e il giovane Asad dopo, è un emissario della Frontex, l’Agenzia europea della Guardia Costiera: “Ho l’incarico di assistere e proteggere tuo padre. Inutile raccontarti i dettagli.”. Ma per chi questi dettagli li volesse, si può dire che la Frontex aiuta i paesi membri dell’Unione Europea nella gestione delle frontiere esterne, contribuisce ad armonizzare i controlli, agevola la collaborazione tra le autorità di frontiera dei singoli paesi e mette a disposizione gruppi di intervento rapido in situazioni eccezionali e urgenti. Qui potete trovare la lista completa delle funzioni dell’agenzia.
  • Il viaggio che affronta la piccola Zarah è lo stesso che compiono molti altri migranti: prima il mare, poi gli hotspot e i vari centri di accoglienza. In questa infografica si possono vedere i vari passaggi, non resta che spiegare i nomi e le sigle.
    Gli hotspot sono centri dove vengono raccolti i migranti al momento del loro arrivo in Italia. Qui ricevono le prime cure mediche, vengono sottoposti a screening sanitario, vengono identificati e fotosegnalati e possono richiedere la protezione internazionale.
    Coloro i quali non fanno domanda di asilo politico, vengono condotti nei CPR (Centri di Permanenza e Rimpatrio), ex CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione). I CPR sono centri dove vengono rinchiusi coloro che hanno ricevuto procedimenti di espulsione e devono essere rimpatriati.
    I migranti che fanno domanda di asilo invece vengono trasferiti (in teoria entro 48 ore) nei centri di prima accoglienza, dove vengono trattenuti il tempo necessario per individuare una soluzione nella seconda accoglienza.
    Prima della nuova legge del 2018, una volta transitati dagli hotspot e dai centri di prima accoglienza, i richiedenti asilo venivano assegnati alla seconda accoglienza, entrando a far parte del programma SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) in cui era entrata anche Zarah: questo sistema aveva l’obiettivo di curare un’integrazione a 360° nella comunità locale, da realizzarsi attraverso attività di inclusione sociale, scolastica, lavorativa, culturale. Ora non è più così. I richiedenti asilo rimangono nella prima accoglienza, finendo o nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria), o nei centri di prima accoglienza. Il programma SPRAR invece ora è stato ribattezzato Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per minori stranieri non accompagnati. Come si intuisce dal nuovo nome, i richiedenti asilo sono appunto esclusi dal nuovo sistema di protezione, che si rivolge solo a coloro che hanno già ottenuto una risposta positiva alla domanda di asilo (status di rifugiato o protezione sussidiaria) e ai minori stranieri non accompagnati. (Fonte)
  • A pag. 116 Asad e Baba fanno tappa in un centro di raccolta di pomodori: qua vedono a lavoro diversi immigrati, alcuni probabilmente clandestini. Purtroppo alcune aziende approfittano della situazione per sfruttare al massimo il lavoro di queste persone, lavoro spesso talmente sottopagato che diventa nei fatti schiavitù. In questo articolo del 2015 trovate un approfondimento su questa triste “campagna dello sfruttamento”.
  • Nel suo blog personale, l’autore parla della nascita de Il tuo nome è coraggio, ecco cosa dice: “Data la mia recente esperienza con i migranti (piccolo spettacolo ‘Uomini’), voglio un romanzo in tema che riguardi un bambino. La prima versione s’intitola ‘Il destino di un bambino’. Interessa Raffaello, ma l’editore vuole che lo porti ad almeno centomila caratteri e che cambi molto cose. Rispondo che si tratta di un esperimento: un testo breve e incisivo, con ritmo e montaggio da serie televisiva. Tuttavia, poco dopo m’incuriosisce verificare se posso trarne qualcos’altro. Lo riscrivo con il titolo ‘Il tuo nome è coraggio’. Aggiungo una sorellina al protagonista, approfondisco i caratteri e gli ambienti, do maggiore respiro alla vicenda.” (Fonte).
  • La copertina e le immagini presenti ad ogni inizio capitolo sono di Alessandro Baronciani, che ritroviamo anche in un altro libro presente nella bibliografia di quest’anno: Nello spazio con Samantha di Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli. Baronciani oltre ad essere un illustratore è anche fumettista e musicista. Qui trovate il suo blog con l’elenco delle sue opere.

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