Continua a camminare, di Gabriele Clima

Continua a camminare
Una ragazzina cammina nella notte, diretta verso un campo militare. Sotto il niqab indossa una cintura esplosiva. Nello stesso momento, un ragazzino cammina nel deserto. Come talismano ha un libro di poesie appartenuto al fratello. Scappa dalla guerra, vuole arrivare in Europa. Siamo a Raqqa, capitale del sedicente Stato islamico, occupata dagli uomini di Daesh. È qui che vivono Salìm e Fatma, che alternano le loro voci per raccontare la propria storia. Salìm ha tredici anni, è coraggioso e testardo, e ha visto morire l’adorato fratello sotto le bombe mentre entrambi erano impegnati a recuperare i libri dagli edifici sventrati. Il fratello era convinto che solo i libri potessero fermare i kalashnikov, “perché se salvi i libri, salvi la tua anima e il paese”, ma la guerra se l’è preso. Fatma ha tredici anni, gli occhi dolci come il velluto, che cercano la bellezza di Raqqa sotto la polvere e le macerie. Anche lei prova un amore incondizionato per suo fratello, che però è un fanatico del regime. È lui a convincerla a farsi esplodere, a sacrificarsi per la gloria di Dio. E Fatma e Salìm camminano, quella notte, lei verso la morte, lui verso una nuova vita.

Titolo: Continua a camminare
Autore: Gabriele Clima
Anno prima edizione: 2017
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Siamo abituati a considerare le frontiere come un qualcosa che divide nazioni e popoli diversi, ma le frontiere possono esistere anche fra persone che continuano a camminare su strade parallele e vicine, ma allo stesso tempo distanti. I destini di Salìm e Fatma sono opposti: uno va verso la vita, l’altra verso la morte… ma forse anche questa distanza di destini è una frontiera che si può superare.

LA CITAZIONE:

“Non so bene cosa cerco, forse qualcosa che non sembri Raqqa, che non sia così nero, e aspro, e ruvido, che mi possa far capire che c’è spazio, lì, per qualcos’altro, che c’è spazio per cambiare.
[…] Io lo so che, se uno cerca, qualcosa trova sempre. Basta un fiore, una luce, una pietra che brilla a lato della strada, qualcosa di bello, insomma, un sorriso che si apre sul volto di chi passa; se uno cerca la trova la bellezza, anche quando si nasconde. Ed è lì, è dentro alla bellezza che le cose possono cambiare.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • guerra
  • migrazione
  • estremismo religioso
  • riconoscere la bellezza

PAROLE CHIAVE:

  • Storie parallele ma distanti
  • Islam
  • Raqqa
  • “Continua a camminare”
  • “I libri fermano i kalashnikov”

L’AUTORE:

Gabriele Clima nasce a Milano nel 1967. Scrittore e illustratore per ragazzi, ha pubblicato moltissimi libri per diverse fasce d’età, dalla prima infanzia alla narrativa per giovani adulti. Tiene incontri e laboratori nelle scuole sulla lettura e la scrittura, proponendo la letteratura per ragazzi come strumento per leggere e comprendere la realtà contemporanea. Le sue storie toccano spesso tematiche sociali quali il disagio, la diversità, l’integrazione, l’immigrazione. È membro dell’ICWA, Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in una quindicina di lingue. Il sole fra le dita ha vinto il premio Andersen 2017 come miglior libro oltre i 15 anni, ed è entrato nella selezione IBBY dei 50 migliori libri al mondo che parlano di disabilità.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • “In particolare, questo libro racconta due storie vere, romanzate qui a fini narrativi: la storia di Abu Malek, che salva i libri dalle case bombardate per ridare storia e anima alla propria gente; e quella di Spozhmay, spinta dai propri famigliari a un’azione kamikaze in un posto di controllo a sud-ovest di Kabul.
    Le due vicende, apparse tempo fa sui quotidiani, si possono trovare online; consiglio di cercarle, e approfondire la ricerca per capire le ragioni che muovono chi rischia la vita per salvare la storia del proprio paese e chi è pronto a sacrificarla in nome di qualcosa che gli viene imposto” (pag. 9).
    Le vicende reali che hanno ispirato i personaggi di Abèd, il fratello di Salìm, e di Fatma sono raccontate in diversi articoli: in questo troviamo un accenno alla devastante storia della piccola Spozhmay, con un approfondimento sul perché stia sempre più aumentando il numero di bambini kamikaze, mentre in questo breve servizio la bambina racconta alle telecamere la sua storia. In questo articolo si parla della biblioteca creata da Abu Malek e dagli altri volontari, perlopiù ragazzi dell’università di Damasco che hanno interrotto gli studi a causa della guerra. Qui invece si elencano tutte le biblioteche nate da giovani volontari in quelle realtà e territori afflitti dalla guerra.
  • Gabriele Clima ad inizio libro scrive che la storia raccontata si svolge all’interno del conflitto siriano, “una guerra fra le più complesse di questi ultimi tempi”. La guerra civile in Siria, ancora in corso, nasce all’interno della cosiddetta Primavera Araba, quel periodo di rivolte che ebbe inizio in Tunisia nel 2010. Nel marzo del 2011 in Siria iniziarono le proteste contro il regime di Assad: si trattava di un evento fisiologico dopo 40 anni di dittatura di Hafiz Assad prima e di suo figlio Bashar poi. Ma quelle proteste, ben presto, sono state strumentalizzate da pesanti intromissioni straniere, che hanno creato, in alcune zone, una voragine di potere, di cui hanno subito approfittato gli jihadisti, i radicalisti islamici (le cui bandiere vede Fatma a pag. 107), tra cui figura anche l’Isis. In poco tempo, quelle rivolte si sono trasformate in una delle peggiori guerre civili della storia: il patrimonio storico e culturale (proprio quello che il fratello di Salìm tiene a recuperare) è stato in gran parte annientato, e sono milioni e milioni le vittime civili e gli sfollati.
    Qui trovate un approfondimento completo sul conflitto siriano, con anche la timeline delle sue tappe principali.
  • Una parte della storia si svolge a Raqqa, un posto che Fatma descrive come “nero, e aspro, e ruvido”. Nel periodo in cui si svolge il racconto, Raqqa è in mano all’Isis, la città verrà poi liberata in seguito a numerosi e continui bombardamenti nell’ottobre del 2017, ma a quale costo: “Alla fine della guerra, l’80 per cento di Raqqa è stato dichiarato inabitabile dall’Onu. […] Da ottobre, mese della riconquista da parte delle forze curdo siriane, Raqqa sta ancora contando i danni: la città, che un tempo era abitata da più di 400 mila persone, è oggi un ammasso di macerie, priva di servizi e ancora disseminata di ordigni esplosivi. […] In città manca tutto: non ci sono acqua potabile e luce. Né personale a sufficienza per estrarre dalle macerie i cadaveri che sono ancora lì a sei mesi dalla proclamata vittoria.”. Trovate qui l’intero articolo con le foto di Raqqa dopo i bombardamenti.
  • Il tema della bibliografia di quest’anno è “la frontiera”, ed è interessante scoprire cosa al riguardo pensano gli autori dei libri scelti. Dice Gabriele Clima in un’intervista riguardo ai conflitti fra le nazioni (quindi fra le frontiere): “Aprire un dialogo, invece, creare ponti, gettare le basi per un reale scambio di pensiero, mediare, costruire relazioni (non muri), questa è l’unica via.”. Qui potete leggere l’intervista completa all’autore, in cui parla delle ragioni che l’hanno spinto a scrivere il libro e di ciò che voleva comunicare ai lettori, spigando inoltre la scelta del suo finale.
  • Qui trovate un’altra intervista all’autore, più generale, in cui parla delle sue storie, del suo stile narrativo, delle sue ispirazioni… e parla un po’ anche di Continua a camminare: Continua a camminare è raccontato da due personaggi molto diversi l’uno dall’altro che parlano entrambi in prima persona. È un modo per cercare di vedere una stessa realtà – la guerra – da due prospettive differenti, in quel caso addirittura opposte.”.

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