Piccole storie dell’antica Grecia, di Stefano Bordiglioni

Piccole storie dell'antica Grecia
Queste piccole storie ambientate nell’antica Grecia hanno tutte un fondo di verità storica: sono fatti, invenzioni, idee e curiosità della Grecia di tremila anni fa. Si racconta ad esempio la battaglia di Salamina, oppure il principio di Archimede, per il quale un corpo solido può galleggiare in un liquido, o ancora la coppa di Pitagora che si svuota per effetto della pressione. Piccole storie di fantasia, ma con un solido aggancio alla realtà storica dei Greci di allora.

Titolo: Piccole storie dell’antica Grecia
Autore: Stefano Bordiglioni
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2014
Editore: Einaudi Ragazzi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Interrogandoci sul mondo, su noi stessi e sulla vita superiamo la frontiera di un’esistenza passiva, vissuta senza porsi domande… In questo senso, non c’è niente come un viaggio verso la patria della filosofia, l’antica Grecia, per superare le frontiere!

LA CITAZIONE:

“- E che cosa c’è in queste bisacce di fantasia?
– In quella che portiamo davanti ci sono i difetti e gli errori degli altri. In quella sulle spalle, molto più grossa dell’altra, ci sono invece i nostri.
– E questo che vuol dire? – chiese ancora Idra, che non riusciva a capire.
– Vuol dire che noi vediamo bene i difetti degli altri e siamo subito pronti a criticarli. Ma non vediamo per niente i nostri, perché ce li portiamo sulla schiena.
La piccola Idra spalancò gli occhi sorpresa: – Ora ho capito, Esopo!”

TEMI TRATTATI:

  • civiltà antiche
  • storia
  • guerra
  • scienza e filosofia

PAROLE CHIAVE:

  • Grecia
  • Guerre persiane
  • Menti geniali
  • Leggende

L’AUTORE:

Stefano Bordiglioni, nato a Roma nel 1955, oltre che essere scrittore è anche insegnante in una scuola primaria di Forlì e autore di canzoni e programmi televisivi per ragazzi. Ha pubblicato numerosi libri per ragazzi e ricevuto diversi riconoscimenti, fra cui il premio Gianni Rodari – Città di Orvieto e il premio Hans Christian Andersen – Baia delle Favole, dedicato alla letteratura per l’infanzia. Inoltre è un grande viaggiatore, per terra e per mare, o meglio… sotto il mare! Ha infatti un brevetto da istruttore subacqueo.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Tutto il volume tratta di personaggi storici, battaglie e grandi opere d’arte dell’antica Grecia. Per capire meglio il contesto storico e geografico delle storie presenti fra queste pagine, potrebbe essere utile la visione di questo video didattico realizzato da una maestra di scuola, Selene.
  • Ne La nave sulla collina il giovane Balio vede una nave e dice “ho temuto che fosse quella di Caronte che veniva a prendere la mia anima.”. Caronte infatti nella mitologia greca è il traghettatore che portava le anime dei morti negli inferi, nell’Ade. Lo incontra anche il nostro Dante nella Divina Commedia, infatti è lui che darà un passaggio al nostro poeta con la sua barca per scendere verso l’Inferno.
  • Nelle storie Il secondo sentiero, Le navi in trappola e L’uomo che correva si parla delle tre grandi battaglie che i greci dovettero combattere contro i Persiani, prima guidati da Dario I e poi dal figlio Serse. Queste sono, in ordine cronologico, la battaglia di Maratona del 490 a.C., la battaglia delle Termopili del 480 a.C. e la battaglia di Salamina dello stesso anno. Trovate un approfondimento sulle guerre persiane, con strategie e descrizione delle battaglie in questo video realizzato sempre da maestra Selene.
  • Ne Il secondo sentiero i due caprai Fetonte e Filo avvisano Leonida del pericolo imminente che porterà alla sconfitta degli Spartani alle Termopili, ma la risposta che sentono non è quella che si aspettavano: “- Ma i nemici sono troppi! – protestò Fetonte, quasi piangendo. – È vero, – lo consolò Leonida, – ma siamo Spartani, e Sparta vuole che restiamo.”. Nella storia La scuola a Sparta si capirà meglio il perché delle parole di Leonida: tutta la società spartana ruotava intorno alla guerra e all’educazione militare.
  • Nell’antico mondo ellenico nasce la filosofia, campo di studi che s’interroga su noi stessi e su tutto ciò che ci circonda, e nel libro vengono citati alcuni dei suoi massimi rappresentanti: ne L’uomo nella botte abbiamo Diogene di Sinope, in Apollodoro lo scultore sta creando una statua di Antistene, che fu maestro di Diogene, e in Achille e la tartaruga vengono citati Zenone di Elea, Parmenide e Socrate. Secondo le leggende, Diogene di Sinope visse per davvero dentro una botte, infatti professava l’indifferenza verso i beni materiali e le futili passioni dell’uomo. Questo pensiero fu alla base della scuola cinica che fondò insieme al suo maestro Antistene. Il termine “cinico” deriva dal greco κύων (kyon), che significa “cane”, ed è così che i greci chiamavano i membri della scuola di Antistene e Diogene, come insulto per il loro rifiuto ai costumi e alle tradizioni dell’epoca e per il loro voler vivere per strada. Famoso è poi l’incontro fra Diogene e Alessandro Magno, in cui il filosofo trattò il monarca con impertinenza: qui potete ascoltare dalla voce di Sergio Carlacchiani quanto racconta Plutarco, biografo dell’antica Grecia, sull’avvenimento.
    Veniamo ora ai tre filosofi nominati in Achille e la tartaruga. Parmenide fu il fondatore della scuola di Elea, di cui Zenone fu allievo, e la loro filosofia sosteneva che le cose non sono come i sensi ce le fanno percepire, ma che possiamo conoscere la realtà soltanto attraverso la ragione: questo è il sentiero della verità. Socrate invece intese la ricerca filosofica come un incessante esame di sé stesso e degli altri. Sua è la nota massima “so di non sapere”. Questi tre filosofi verranno poi riuniti insieme da Platone nel Parmenide, dialogo in cui i tre filosofeggiano e si confrontano fra di loro.
  • Protagonista de La corona d’oro è uno stravagante personaggio di nome Archimede: si tratta di uno dei più grandi scienziati e matematici della storia, a lui si devono diverse invenzioni, fra cui il planetario. Trovate un approfondimento sulla sua figura in questo video prodotto da Rai Scuola.
  • Ne L’ultimo giorno del Colosso si fa riferimento ad una delle sette meraviglie del mondo antico: il colosso di Rodi. La sua costruzione terminò nel 293 a.C. e, in seguito ad un terremoto, crollò in mare nel 226 a.C., 67 anni dopo. Nonostante ciò, anche sott’acqua il colosso rimase un grande spettacolo per i viaggiatori, scrive infatti Plinio il vecchio: “Questa statua, caduta a terra dopo sessantasei anni a causa di un terremoto, anche se a terra, costituisce tuttavia ugualmente uno spettacolo meraviglioso. Pochi possono abbracciare il suo pollice, e le dita sono più grandi che molte altre statue tutte intere.”. Dopo la conquista di Rodi da parte degli arabi, questi portarono via la statua tagliandola in blocchi. Trovate una ricostruzione di come doveva apparire la statua in origine qui.
  • In Milone alle Olimpiadi protagonisti sono i famosi giochi che tuttora vengono organizzati a cadenza quadriennale (alternandosi con le Olimpiadi invernali). I giochi olimpici hanno origine proprio in Grecia nel 776 a.C., ad Olimpia, ed erano organizzati in onore di Zeus. Qui trovate un breve approfondimento.
  • Ne L’ombra di Eratostene, lo scienziato, nonché direttore della grande biblioteca di Alessandria, in compagnia della nipote misura la circonferenza della Terra… grazie a un’ombra! Ma come ha fatto? In questo video è spiegato brevemente il suo ragionamento, ma, attenzione!, c’è un piccolo errore: nel calcolo in video si dice che la distanza fra Alessandria e Siena sia di 500 stadi, ma manca uno 0: la distanza in realtà è di 5.000 stadi, quindi la misurazione finale della circonferenza della terra per Eratostene è di 250.000 stadi. Oggi ci sono due teorie sulla misura di 1 stadio: corrispondesse a 185 metri, il calcolo finale sarebbe di una circonferenza di circa 46.000 km, una cifra che supera quella attualmente riconosciuta di circa 6.000 km, ma sarebbe comunque un ottimo risultato. Per altri studiosi però lo stadio usato da Eratostene corrispondeva a 157,5 metri, quindi il calcolo porterebbe ad una circonferenza di 39.690 km, contro i 40.075 km reali, un risultato straordinario!
  • Ne La testa di Atene viene citato Fidia, scultore, architetto e pittore greco, che viene oggi considerato come il più alto rappresentante dell’arte del mondo ellenico. Qui trovate un approfondimento.
  • Nella storia Il bicchiere di Pitagora si parla di una coppa “magica” che se riempita troppo… si svuota. Nessuna magia: Pitagora, filosofo, matematico e scienziato, aveva trovato un sistema per impedire che fra i commensali di un simposio (momento finale di un banchetto) qualcuno si versasse più vino degli altri. In questo video è spiegato il funzionamento della coppa.
  • La volpe e l’uva, La cicala e la formica, La lepre e la tartaruga… sono solo alcune delle favole che sicuramente conoscete di Esopo, il protagonista della storia La gerla di Esopo. Non si sa molto della sua vita, originario della Tracia o della Frigia, nacque come schiavo fra il VII e il VI secolo a.C. Le favole di Esopo sono storie brevi, spesso con animali come protagonisti, che si chiudono con una morale. Qui ne trovate alcune.
  • In Omero si fa riferimento a tre grandi poemi epici: Le Argonautiche di Apollonio Rodio, che racconta l’avventuroso viaggio sulla nave Argo di Giasone e di altri eroi per la conquista del vello d’oro, e l’Iliade e l’Odissea di Omero che raccontano rispettivamente la guerra dei greci contro Troia e l’avventuroso ritorno a casa di Ulisse, l’eroe che ebbe l’idea di costruire il cavallo di Troia per far entrare i greci nella città fortificata (storia questa che verrà narrata in seguito da Virgilio nell’Eneide).
  • Stefano Turconi, l’illustratore del volume, è un nome che ritroviamo in altri libri presenti nella bibliografia di quest’anno, ossia in: Piccole storie di un lontano Oriente, Viola Giramondo, Viola Giramondo Vol. 3. La ricerca della felicità, Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone e Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati.

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