Il giorno che venne la guerra, di Nicola Davies e Rebecca Cobb

Il giorno che venne la guerra
Questa è la storia vera di una bambina che fugge dalla guerra nel suo paese. Arrivata in Europa il suo sogno è quello di andare a scuola, ma viene respinta da tutti, fino a quando saranno proprio i bambini della scuola, che con un gesto troveranno il modo di farla studiare insieme a loro.

Titolo: Il giorno che venne la guerra
Autrice: Nicola Davies
Illustrazioni: Rebecca Cobb
Traduzione: Marinella Barigazzi
Anno prima edizione: 2018
Editore: Nord-Sud

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La piccola protagonista del libro sembra lontana da noi, sembra venire da una frontiera diversa, eppure lei è una bambina normale che viveva in un paese normale… finché non è arrivata la guerra. Per colpa della guerra è rimasta sola, ed è dovuta scappare alla ricerca di un posto dove la guerra non c’è. Eppure trova la guerra anche dove in teoria non ci dovrebbe essere, e la trova nelle porte chiuse in faccia, negli sguardi ostili delle persone. Eppure basterebbe poco per infrangere quella frontiera inesistente che alcune persone creano, anche un piccolo gesto, anche prestare una sedia.

LA CITAZIONE:

“Ma la guerra mi aveva seguita.
[…] Camminai e camminai per cercare di scacciarla,
per trovare un posto dove non fosse arrivata.
Ma la ritrovavo per strada, quando mi chiudevano in faccia le porte.
La ritrovavo nella gente che non mi sorrideva e mi voltava le spalle.”

TEMI TRATTATI:

  • scappare dalla guerra
  • rimanere soli
  • affrontare un viaggio pericoloso
  • solidarietà

PAROLE CHIAVE:

  • Prestare una sedia

L’AUTRICE:

Nicola Davies è nata nel 1958 e vive nel Somerset, in Inghilterra. Dopo la laurea in zoologia, ha continuato a studiare gli animali, osservandoli nel loro habitat. Ha lavorato per dieci anni nella sezione di storia naturale (Natural history unit) della BBC, prima come ricercatrice e poi come presentatrice del programma The really wild show. Ha collaborato con quotidiani e riviste e, verso i trent’anni, ha iniziato a scrivere libri per ragazzi: il suo primo volume, Big blue whale (Walker Books), ha vinto numerosi premi.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Nicola Davies scrisse questo piccolo poema in seguito alla decisione del suo paese (l’Inghilterra) di non accettare di accogliere 3.000 bambini rimasti soli, figli di rifugiati. Prima di questo episodio, la coscienza dell’autrice già ribolliva per un altro motivo: aveva sentito la storia di una bambina che era andata in una scuola vicino al campo dei rifugiati in cui stava, e a cui era stato negato l’accesso perché, dicevano, non c’erano sedie libere. Allora la bambina riprovò ad andare il giorno dopo, portando con sé una sedia, sebbene rotta. Questo è l’articolo in cui l’autrice racconta questi episodi, nella sua lingua, l’inglese.
  • In seguito alla pubblicazione del libro, l’autrice ha lanciato una campagna su twitter, dal nome “3000chairs”, ossia “3.000 sedie”: persone da tutto il mondo, colpite dalla decisione di non concedere il diritto di asilo ai 3.000 bambini siriani, hanno espresso i loro sentimenti disegnando una sedia per quei bambini. Qui potete trovare la raccolta di alcuni di questi disegni… perché non disegnate anche voi una sedia per uno di questi bambini?
  • Nel suo blog, riguardo ai 3.000 bambini siriani a cui era stato vietato l’ingresso nel suo Paese, l’autrice scrive: “In an ideal world there wouldn’t be children without parents. In an ideal world hospitals wouldn’t be bombed because they looked a bit like something else. In an ideal world everything would be sweet and smooth and we could all afford to be as selfish as we liked and it wouldn’t matter.But it isn’t. Its messy and unpredictable, and no matter how much time we spend moaning about how bloody inconvenient that is it won’t change. We can’t change the cards we are dealt, but we can change how we play them. […] The sickening shamefulness of this got to me so much on Thursday that I put aside all the other things I was supposed to be doing and wrote in the genre I can do best, a picture book text – though obviously without the pictures.“.
    Traduzione: “In un mondo ideale non esisterebbero bambini senza genitori. In un mondo ideale gli ospedali non verrebbero bombardati perché assomigliano un po’ a qualcosa di diverso. In un mondo ideale ogni cosa sarebbe bella e facile e noi potremmo permetterci di essere egoisti quanto vogliamo e non ci sarebbero conseguenze. Ma non è così. (Il mondo) è caotico e imprevedibile, e non importa quanto tempo spendiamo a lamentarci di quanto sia incredibilmente problematico, non cambierà. Non possiamo cambiare le carte in tavola, ma possiamo cambiare il modo in cui le giochiamo. […] La nauseante vergogna per tutto ciò mi ha colpito così tanto giovedì che ho messo da parte tutte le altre cose che avrei dovuto fare e ho scritto nel genere in cui riesco meglio, un libro illustrato – anche se ovviamente senza le immagini.”.
  • In questo video potete ascoltare l’autrice, Nicola Davies, leggere Il giorno che venne la guerra (The Day the War Came), nella sua lingua.
  • Le illustrazioni del libro sono di Rebecca Cobb, artista inglese che si è dedicata particolarmente ai libri per bambini. Qui trovate il suo sito ufficiale, e qui altri suoi lavori.

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