La mia Resistenza, di Roberto Denti

La mia Resistenza
Roberto è solo un ragazzo quando compie la prima di tante scelte importanti: a Cremona, in un’Italia divisa in due, nel cuore della guerra si aggrega a una singolare compagnia di finti teatranti, che di notte fanno saltare i ponti sul Po per impedire il passaggio delle truppe tedesche. Il gruppo viene scoperto, molti componenti sono arrestati. Roberto riesce a fuggire. È solo il primo episodio di una lunga, dolorosa, faticosa avventura: la separazione dalla famiglia, la fuga in montagna, l’arresto e la cella d’isolamento, infine la lotta con una brigata partigiana fino all’arrivo degli alleati. Una storia di resistenza, di coraggio inevitabile, raccontata con semplicità a chi vuole sapere oggi com’è stato fare la Storia senza saperlo.

Titolo: La mia Resistenza
Autore: Roberto Denti
Anno prima edizione: 2010
Editore: BUR

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La frontiera è anche quella linea che separa ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, che in certe circostanze si differenzia da ciò che è dettato dalla legge e non. Avere il coraggio di opporsi a ciò che è sbagliato ma ci impongono, lottare in nome di ideali e valori universali, resistere per costruire un paese migliore, anche questo è attraversare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Un attimo, e le nostre armi spararono prima delle loro: un atto istintivo che ci salvò la vita. Se soltanto avessimo voluto pensare a cosa era opportuno fare, i fascisti avrebbero usato le armi per primi. Più tardi, quando il rastrellamento fu terminato, mi ritrovai a riflettere: certamente avevo ucciso un uomo uguale a me, anche se con idee e ideali diversi. Non avrei potuto agire diversamente, ma non per questo mi sentivo in pace con me stesso.”

TEMI TRATTATI:

  • guerra
  • opposizione alla dittatura
  • lotta per la libertà
  • famiglia

PAROLE CHIAVE:

  • Resistenza
  • Fascismo
  • Seconda guerra mondiale

L’AUTORE:

Roberto Denti è stato il fondatore e la guida della Libreria dei Ragazzi di Milano per quarant’anni. Nato a Cremona nel 1924, visse a Milano dal 1946, dove iniziò a lavorare come giornalista del Sole 24 ORE e dove, nel 1948, conobbe Gianni Rodari. Nel 1972, insieme a Gianna Vitali, diede inizio all’avventura della prima libreria italiana dedicata esclusivamente a bambini e ragazzi. Con i suoi collaboratori partecipò per anni alla giuria che assegna il Premio Andersen. Morì a Milano il 21 maggio 2013. Ne La mia Resistenza racconta la sua esperienza, da “sbandato” prima e partigiano dopo, durante la Seconda guerra mondiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro inizia con una data storica, quella dell’8 settembre 1943 con la resa dell’Italia agli Alleati, da cui nasceranno i primi “sbandati”, soldati italiani allo sbando in seguito allo sfascio dell’esercito e delle istituzioni, ma da cui avrà origine anche la Resistenza contro la successiva occupazione tedesca. Potete leggere un approfondimento sui giorni successivi all’8 settembre in questo articolo, dove si cita anche il generale Kesserling, oscuro protagonista del XXIII capitolo del libro. Qui potete trovare invece un approfondimento su tutti gli avvenimenti, dal governo del generale Badoglio alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolini, che portarono alla nascita del movimento partigiano.
  • In questo sito trovate una cronistoria in pillole dei fatti della Seconda guerra mondiale riguardanti l’Italia, utile per avere in mente il quadro generale degli avvenimenti citati nel libro.
  • Denti ci racconta che negli anni ’40, per esigenze economiche, si ritrovò a lavorare per la testata cremonese Il Regime Fascista. Negli archivi storici sono consultabili alcune pagine del giornale, e oggi appaiono al limite del grottesco certi articoli, come questo in cui il fondatore del quotidiano, Roberto Farinacci, risponde ad un elogio di Mussolini: “Ti comunico questo magnifico risultato con l’intima soddisfazione di veder coronata una iniziativa fascistissima del mìo giornale che ha una sola incorreggibile ambizione: servire con devozione ed intelligenza il Regime e il Duce.”. In questo sito è possibile ricercare tutti gli articoli della testata data per data, le annate de Il Regime Fascista vanno dal 1926 al 1945.
  • Dopo l’8 settembre Denti e la madre perdono le tracce del fratello e vanno a Curtatone temendo sia stato deportato in un campo di concentramento. In quel comune, nella località Valletta dell’Aldriga, il 19 settembre si consumò un eccidio: dieci soldati detenuti nei campi di concentramento vicino a Mantova vennero lì attirati con l’inganno dagli ufficiali tedeschi e costretti a scavare le fosse dove sarebbero stati poi gettati dopo la fucilazione. Trovate maggiori approfondimenti sull’eccidio in questo breve documento. Qui invece un approfondimento sui campi di concentramento in Italia.
  • A pag. 21 si fa riferimento all’invasione e successiva conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia, e Denti non nasconde gli orrori che son stati perpetrati in quella regione per arrivare ad una rapida vittoria. Qui trovate un approfondimento della storia coloniale italiana in Africa.
  • “Fui portato al comando tedesco, dove un interprete mi fece parlare e si rese conto che non ero francese. Meno semplice l’accusa di ‘giuivo’ (giudeo). […] Per quanto riguarda l’appartenenza alla religione ebraica (accusa pericolosissima!), il soldato disse che lo aveva pensato vedendo il mio naso, piuttosto lungo e con una gobba.” (pag. 29). In questo articolo potete trovare un approfondimento sull’antisemitismo in Italia, e qui il Manifesto sulla Razza pubblicato il 14 luglio 1938 (al punto 9: Gli ebrei non appartengono alla razza italiana), che successivamente diventerà la base ideologica e pseudo-scientifica della politica razzista dell’Italia fascista.
  • A pag. 36 Denti fa riferimento ad un libro proibito dalla censura fascista: All’ovest niente di nuovo (o, come è meglio conosciuto oggi, Niente di nuovo sul fronte occidentale) di Erich Maria Remarque. Il romanzo, ambientato durante la Prima guerra mondiale, racconta le crude vicende di un giovane soldato al fronte. Un romanzo dai toni pacifisti che certamente non si allineava a quella che era l’ideologia fascista.
  • A pag. 50 si fa riferimento alle donne staffette, il cui compito era quello di curare “i collegamenti tra le varie formazioni impegnate nella lotta armata, permettendo la trasmissione di ordini, direttive, informazioni, e il conferimento di beni alimentari, medicine, armi, munizioni, stampa clandestina. […] Le staffette solitamente non sono armate e quindi si trovano nell’impossibilità materiale di difendersi. Molte sono quelle che pagheranno con le torture e la vita il loro impegno, che tuttavia è indispensabile. Senza le staffette, la guerra partigiana sarebbe stata inattuabile.” (fonte).
    In questo articolo potete trovare le testimonianze di Tina Anselmi e Marisa Ombra, partigiane ai tempi della Resistenza.
  • Il “cugino” che Denti incontra nel suo periodo di prigionia è Teresio Olivelli, figura di spicco nella guerra partigiana. All’inizio membro attivo del regime fascista (era segretario dell’Istituto di Cultura fascista), dopo due viaggi ufficiali nella Germania nazista iniziò a nutrire le prime perplessità, fino all’8 settembre 1943, data che cambiò anche la sua vita. Qui trovate un approfondimento su questo personaggio storico.
  • Dopo la scarcerazione e la vita da clandestino, Denti entra a far parte ufficialmente dei partigiani, nella III Brigata Rosselli. Questa deve il suo nome a Carlo Rosselli, leader della formazione politica antifascista “Giustizia e Libertà”, ucciso nel 1937 dai servizi segreti del regime fascista. Trovate in questo articolo un approfondimento sulla sua figura e su quella del fratello, Nello, antifascista militante.
  • In contrapposizione alle Brigate dei partigiani, il 1° luglio del 1944 vengono istituite le Brigate Nere (citate a pag. 109), un corpo paramilitare fascista della Repubblica Sociale Italiana (RSI). Qui potete trovare un breve approfondimento.
  • L’ultimo capitolo del libro è dedicato al ricordo delle canzoni della guerra partigiana, con i vari testi, e se volete ascoltarle, potete cliccare nei seguenti link: Bella Ciao, Fischia il vento, Dalle belle città, Pietà l’è morta, Sul ponte di Perati.
  • Qui trovate un breve intervista a Roberto Denti all’uscita del libro.

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