Batti il muro. Quando i libri salvano la vita, di Antonio Ferrara

Batti il muro
Caterina è solo una bambina quando sua madre comincia a chiuderla in un armadio, al buio. È il segnale di una malattia che non assume mai manifestazioni violente, però infligge a Caterina questa pena ripetuta che non tocca invece alla sorella, chissà perché. Dentro l’armadio Caterina ha paura, all’inizio. Poi comincia a portare con sé un libro e una torcia elettrica, e tutto cambia. La lettura diventa lo strumento per contrastare la volontà della madre in modo sommesso. Caterina non urla, non protesta: rimane buona e zitta dentro la sua casetta di legno, al riparo, con i suoi libri. Sono le storie a salvarla. E sarà l’amore per i libri, un amore fedele e paziente, a dare infine un senso alla sua vita.

Titolo: Batti il muro. Quando i libri salvano la vita
Autore: Antonio Ferrara
Anno prima edizione: 2011
Editore: BUR

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Nella vita possiamo andare incontro a difficoltà e dolore, e a questo punto si crea una frontiera: possiamo stagnare nella sofferenza o cercare aiuto in qualcuno o in qualcosa. Cercare aiuto nei momenti bui, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Leggendo capivo che non potevo impedire che le cose accadessero, ma che potevo almeno immaginarne altre, più dolci, che prima o poi sarebbero potute accadere.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • malattia
  • abusi domestici
  • crescita

PAROLE CHIAVE:

  • Batti il muro
  • Potere della lettura
  • Prigione, fisica e mentale

L’AUTORE:

Classe ’57, Antonio Ferrara è uno scrittore e illustratore italiano, insignito nel 2012 del premio Andersen (premio italiano per la letteratura per ragazzi) per Ero cattivo, una delle sue opere più conosciute. Dopo aver conseguito la maturità classica, frequenta la facoltà di Architettura e nel mentre lavora come grafico. L’interesse per la letteratura per ragazzi nasce in seguito alla sua esperienza in alcune comunità di alloggio dei minori, è qui infatti che capisce l’importanza della diffusione della lettura fra i giovani. Diventerà quindi illustratore e, infine, anche autore di libri a loro destinati, raccontando storie ricche di speranza e con protagonisti in cui i lettori possono ritrovare se stessi.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro si apre con una citazione dal Diario di Anna Frank, giovane ragazza ebrea che ai tempi della persecuzione nazista era stata costretta alla clandestinità e a vivere nascosta in una casa senza mai poter uscire. In questo periodo di prigionia anche lei trovò conforto nei libri, come Caterina, e nella scrittura del suo diario. Qui un approfondimento.
  • La madre di Caterina nei momenti di maggiore crisi si faceva ricoverare in un manicomio: oggi queste strutture non esistono più, precisamente dal 1978, grazie agli studi dello psichiatra Franco Basaglia che rivoluzionò la concezione di “salute mentale”, portando l’Italia ad essere il paese con la legislazione più avanzata al mondo in campo psichiatrico.
    I manicomi vengono regolamentati in Italia per la prima volta nel 1904 dalla legge Giolitti, il cui 1° articolo recitava “Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa da alienazione mentale, quando siano pericolose a sé o agli altri e riescano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi”. Negli anni si son date spesso comode interpretazioni allo stato di “alienazione mentale” facendo divenire il manicomio un carcere per personaggi indesiderati. I trattamenti erano inoltre spesso discutibili: dall’elettroshock alle cinghie per legare i pazienti, dall’isolamento alle camicie di forza. Qui potete trovare un documentario prodotto dalla Rai sulla storia dei manicomi in Italia, e qui un articolo che approfondisce il tema.
  • Caterina trova la sua salvezza nei libri, è grazie a loro che resiste e va avanti. Oggi ci sono diversi studi sul potere terapeutico della lettura, e si parla sempre più spesso di biblioterapia, termine nato nei paesi anglosassoni intorno all’inizio del Novecento. Qui trovate un articolo scientifico al riguardo, qui uno più scanzonato e romantico, con diverse testimonianze.
  • Qui trovate una breve intervista all’autore, Antonio Ferrara.

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