Non restare indietro, di Carlo Greppi

Non restare indietro
Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l’hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio “per non dimenticare” in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così – K. – perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti – se si vuole pensare al futuro – a non restare indietro.

Titolo: Non restare indietro
Autore: Carlo Greppi
Anno prima edizione: 2015
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Alcuni episodi della Storia sembrano ormai separati dal presente da una frontiera invalicabile, pagine talmente forti e crudeli che sembrano non appartenere alla realtà. Distruggere quella frontiera e capire come noi in passato si sia potuti arrivare a commettere certi crimini, capire come persone comuni si siano rese complici di un genocidio… togliere il velo dell’irrealtà e capire di cosa siamo capaci, essere coscienti che la storia “fa le rime” e non si può mai essere certi che le cose non riaccadano, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Erano quasi tutti d’accordo, sul fatto che una storia del genere potrebbe ricapitare, o che addirittura fosse già successa dopo il 1945, come se un’altra tabellina invisibile continuasse a battere il tempo, e ogni tot anni, in qualche parte del mondo, qualcuno provasse a spazzare via dalla faccia della terra un altro gruppo umano individuato sulla base di caratteristiche più o meno reali. Gianluca aveva ritirato fuori la roba delle rime: ‘La storia non si ripete mai uguale a se stessa: al massimo fa le rime’, aveva detto.”

TEMI TRATTATI:

  • genocidio
  • demitizzazione della Shoah
  • ritrovare sé stessi
  • amicizia
  • lutto

PAROLE CHIAVE:

  • Nuova Scuola
  • Auschwitz
  • Shoah
  • La storia “fa le rime”

L’AUTORE:

Carlo Greppi nasce nel 1982 a Torino, è uno storico, collabora con Rai Storia come conduttore, inviato e ospite, fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, collabora inoltre con il blog Doppiozero e la Scuola Holden, ed è, ovviamente, scrittore. È anche socio fondatore dell’associazione Deina, il cui intento è realizzare percorsi formativi per i giovani legati al tema della memoria. Per Non restare indietro ha vinto il premio premio Adei-Wizo 2017, sezione ragazzi.

APPROFONDIMENTI:

  • Come raccontato a pag. 17, il Giorno della Memoria è un’istituzione recente, degli anni Duemila. Qui trovate la legge n. 211 del 20 luglio 2000 con cui in Italia si istituisce il Giorno della Memoria (Art. 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.).
  • A pag. 19 si fa riferimento al processo di Adolf Eichmann, ufficiale nazista a capo della sezione che si occupava della deportazione delle persone considerate di “razza ebraica”. In questo articolo trovate un approfondimento sulla persona di Eichmann e sul suo processo a Gerusalemme, qui invece trovate un video del processo (che fu ripreso dalle telecamere americane) sottotitolato in italiano. Nell’articolo si fa riferimento ad Hannah Arendt, citata anche nel libro, i cui pensieri su Eichmann e il suo processo vennero riuniti nel libro La banalità del male (“Arendt non disse che Eichmann era semplicemente un burocrate, nonostante le sia stata attribuita questa versione che apparteneva piuttosto alla linea degli avvocati della difesa: per lei Eichmann rappresentava «l’assenza di pensiero» cioè l’assenza di una dimensione interiore etica della coscienza. Tale assenza di pensiero era anche assenza di responsabilità, ossia incapacità di elaborare il significato del proprio agire e dunque le sue conseguenze.”).
  • Nel libro si fa riferimento diverse volte a foto risalenti al regime nazista e alla persecuzione ebraica, eccone alcune: foto dell’uomo con le braccia conserte, Amburgo 1936 (pag. 28), in questo articolo trovate la storia di quest’uomo, August Landmesser; foto del giovale ufficiale nazista col fucile puntato contro sei uomini (pag. 52); “L’ultimo ebreo di Vinnycja” (pag. 54); il Battaglione 101 (pag. 90); il Battaglione 101 in festa (pag. 104); Sonderkommandos ad Auschwitz (pag. 148).
  • Da pag. 78 vengono citati diverse parti della poesia Messaggio, letta da un’anziana signora che racconta la sua esperienza dopo la promulgazione in Italia delle leggi razziali. Questa signora è Nedelia Lolli, scappata al destino di tanti ebrei come lei grazie all’aiuto di Dalmiro e Verbena Costa, torinesi, che nell’inverno tra il 1943 e il 1944 nascosero l’allora tredicenne Nedelia, spacciandola come educatrice dei loro figli Marcello e Giorgio. Qui trovate riportata per intero questa storia di coraggio e di salvezza.
  • “La signora si mette a raccontare di quando arrivarono le leggi razziali: a nove anni lei scoprì di essere di una razza inferiore. Secondo le logiche deliranti del fascismo, naturalmente, aggiunge con un mezzo sorriso, prima di farsi seria.” (pag. 82). Qui trovate tutti gli articoli de Il manifesto della razza pubblicato in Italia nel 1938, pochi mesi dopo verranno promulgate le leggi razziali. Al punto 9 si può leggere “Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”.
  • A pag. 80 si fa riferimento al corto animato Educazione alla morte: è un corto realizzato dalla Disney che denuncia la manipolazione dei bambini tedeschi avviati all’ideologia nazista sin dalla tenera età. Lo trovate qui con i sottotitoli in italiano.
  • A pag. 140 si fa riferimento allo psichiatra Franco Basaglia, che oggi viene ricordato soprattutto per la legge 180/1978, chiamata proprio “Legge Basaglia”, grazie alla quale vennero chiusi i manicomi in Italia.
  • A pag. 165 si fa riferimento a un tentativo di fuga del 7 ottobre 1944: quel giorno a Birkenau alcuni elementi di due Sonderkommandos si ribellano alle SS, uccidono tre soldati nazisti e distruggono un forno crematorio con esplosivo ottenuto grazie alla collaborazione di alcune donne polacche impiegate presso alcune fabbriche di munizioni nei dintorni. La rivolta si conclude in un bagno di sangue, con lo sterminio dei deportati ribelli e l’impiccagione, alcuni mesi dopo, di quattro donne polacche. Qui trovate un approfondimento sugli accadimenti di quel giorno.
  • L’autore del libro ha partecipato ad una puntata del programma Il tempo e la storia (citato anche da lui a pag. 218) prodotto dalla Rai in cui si parla proprio dei Lager nazisti, potete vedere l’episodio qui.
  • Dopo aver letto il libro potrebbe essere interessante associare delle immagini ai luoghi raccontati, in questo breve video potete vedere ciò che i ragazzi della III C hanno visto in quella fredda giornata ad Auschwitz.
  • Qui potete trovare una breve intervista all’autore Carlo Greppi, in cui parla del libro, dei suoi obiettivi e del viaggio ad Auschwitz.
  • Non restare indietro non è il primo libro di Carlo Greppi con a tema la Shoah, ha scritto anche L’ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager, e La nostra Shoah. italiani, sterminio, memoria, di cui potete trovare qui un estratto.

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