Khalifa, un immigrato da medaglia, di Daniele Nicastro

Khalifa, un immigrato da medaglia
Sobuj vive come può, a Roma, sulle banchine del Tevere, da invisibile fra gli invisibili. Finché vede il corpo di una donna galleggiare nel fiume. C’è chi urla, chi chiama i soccorsi, chi si gira dall’altra parte. Lui è l’unico con il coraggio di gettarsi in acqua. Ancora non sa che quel tuffo gli cambierà la vita.

Titolo: Khalifa, un immigrato da medaglia
Autore: Daniele Nicastro
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso creiamo una frontiera fra noi e gli altri: non lasciar vincere l’egoismo, esser sempre pronti ad aiutare il prossimo anche quando ciò vada contro i nostri interessi… tutto questo significa infrangere quella frontiera e avere coraggio.

LA CITAZIONE:

“Fu allora che mi ricordai del permesso di soggiorno scaduto.
Non ci avevo pensato mentre vedevo la donna galleggiare.
Né mentre correvo a perdifiato sull’argine.
O mentre le sollevavo la testa dall’acqua.
Avevo pensato solo a salvarle la vita. L’alternativa era stare fermo, fregarmene. Pensare solo a me stesso, perché era chiaro che dopo il salvataggio sarei stato interrogato dalla polizia. Non si può fare una cosa così e poi sparire nel nulla.
No, avevo fatto bene.
Che uomo sarei stato, altrimenti?”

TEMI TRATTATI:

  • coraggio
  • solidarietà
  • sopravvivenza
  • accoglienza
  • famiglia

PAROLE CHIAVE:

  • Eroe

L’AUTORE:

Daniele Nicastro è nato a Carmagnola nel 1978 e attualmente vive a Moretta, un piccolo paese della provincia di Cuneo, dove scrive a tempo pieno libri per ragazzi. Ha cominciato nel 2011 con un racconto fantastico. Da allora si è cimentato nei generi più diversi, dal romanzo d’avventura al racconto comico, ma sempre con una particolare attenzione ai temi della crescita che più interessano i ragazzi. Con le scuole e le biblioteche svolge incontri di promozione alla lettura e laboratori di scrittura creativa.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro racconta la storia vera di Sobuj Khalifa, un immigrato in Italia dal Bangladesh che non essendo riuscito a trovare lavoro, si ritrovò per un certo periodo a vivere nella Cloaca Massima, un antico condotto fognario, fino a che non arrivò quel giorno del 12 maggio 2015, in cui salvò la vita di una donna che stava annegando nel Tevere. Qui trovate le immagini di quel salvataggio.
  • Tutti i fatti narrati nel libro sono realmente accaduti e trovabili in rete: qui potete trovare l’intervista del Messaggero citata a pag. 89, qui quella di Repubblica citata a pag. 90, e qui il servizio de La Vita in diretta citato a pag. 101. Qui trovate un breve articolo sulle 18 onorificenze consegnate dall’allora presidente Mattarella alle personalità che si son distinte in quel 2015 per particolari atti di eroismo, fra le quali c’è anche Sobuj Khalifa.
  • La storia di Khalifa inizia nel suo paese d’origine, il Bangladesh. L’autore attraverso il suo protagonista racconta la situazione di grave povertà che imperversa fra i bengalesi, tra scarse risorse e popolazione sempre più densa. In questo articolo potete leggere alcune informazioni che possono aiutare a capire il Bangladesh, e in questo, molto più recente, delle tensioni che coesistono attualmente all’interno del suo territorio.
  • Una volta arrivati in Italia, Sabuj Khalifa e suo fratello Galala si dirigono verso quel quartiere di Roma dove vivono molti altri bengalesi come loro, lo chiamano Banglatown. Il quartiere è quello di Tor Pignatta, che, insieme ad altri fra la Prenestina e la Tuscolana, sono quartieri nati all’inizio del Novecento da sempre abitati da immigrati, ma che venivano da meno lontano: “Quartieri nati per essere abitati da immigrati, genti arrivate da lontano, con abitudini e tradizioni diverse, che spesso non sapevano parlare l’italiano: erano abruzzesi, pugliesi, veneti, sardi, marchigiani.”. Qui trovate l’intero reportage citato.
  • A pag. 92 il padre di Matteo rimane sbalordito dalla quantità di articoli presenti sul web riguardanti il gesto eroico di Khalifa, trova anche una canzone… esiste per davvero anche questa, è composta da Roberto Biagiotti e la potete ascoltare qui.
  • A pag. 112, riferendosi a Monica Graziana Contrafatto, premiata anche lei per il suo atto di eroismo, Khalifa dice: “Ma è lo stesso diventata un’atleta e sogna di partecipare alle Paralimpiadi di Rio del prossimo anno.”. Nel 2016 Monica è riuscita per davvero a partecipare ai giochi paralimpici di Rio, ottenendo anche un importante risultato: la medaglia di bronzo nei 100 metri piani categoria T42.
  • Qui potete trovare un’intervista a Daniele Nicastro, in cui parla della sua vocazione di scrittore, dei grandi autori che l’hanno ispirato e fa un accenno anche a Khalifa, un immigrato da medaglia (“Scriverlo è stata un’esperienza illuminante sotto molti aspetti.”). Qui trovate un’intervista più estesa.
  • Qui trovate il booktrailer (video di presentazione) del libro creato dalla classe di una scuola di Bolzano per un progetto.

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