Saltafrontiera, di Lucia Tumiati

Saltafrontiera
Giorgio ha inventato un gioco, che è anche una parola: saltafrontiera. Il suo papà ha un lavoro da “giramondo”, ed è una gran fortuna per tutta la famiglia, che così riesce a conoscere persone di tutti i tipi e di tutti i colori! Dalla Calabria alla Svizzera, da New York alla Cina, salto dopo salto, fino in Groenlandia e in India… i tanto poveri e i tanto ricchi, piccole ladre generose di baci, non-pastori con centinaia di pecore, tappeti e perfino… un gatto!

Titolo: Saltafrontiera
Autrice: Lucia Tumiati
Illustrazioni: Paolo D’Altan
Anno prima edizione: 1962
Editore: Giunti

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Come dice Giorgio nell’introduzione del libro: “Saltare le frontiere vuol dire vivere meglio, coi popoli vicini e quelli lontani. Vuol dire saltare sui pregiudizi, sulle divisioni e sentirsi amico dei cinesi come dei messicani, dei neri, dei verdi, dei rossi, dei blu…
Il mondo è grande, bellissimo, appunto. E non ti basterà una vita per conoscerlo tutto. Ma saltando le frontiere si fa prima.”

LA CITAZIONE:

“Io, che ho dovuto seguire la mia famiglia (il babbo ha un lavoro per cui deve viaggiare molto), di frontiere ne ho passate tante. Guardie, passaporti, vaccinazioni. Ti senti un intruso, alla frontiera, e sei guardato con sospetto. Ma dall’aereo, se guardi giù, vedi che non ci sono frontiere e il mondo, tutto unito, è bellissimo.

TEMI TRATTATI:

  • amicizia
  • viaggio
  • tradizioni e costumi diversi

PAROLE CHIAVE:

  • Saltafrontiera

L’AUTRICE:

Nata a Venezia nel 1926 da Corrado Tumiati, medico scrittore antifascista, e Maria Luzzatto, ebrea, Lucia Tumiati a causa delle leggi razziali fu costretta, con la madre, a vivere nascosta. Successivamente, entrò a far parte delle staffette partigiane per Giustizia e Libertà, a Padova e Venezia. Laureata in lettere con una tesi su Collodi, ha iniziato a scrivere romanzi, racconti, fiabe e testimonianze per adulti, ma soprattutto per ragazzi e bambini. Nelle sue opere la storia si mescola alla fantasia e la fantasia trova radici nella realtà, senza mai abbandonare l’impegno sociale. La fantasia e l’esperienza di vita, oltre all’amicizia con Gianni Rodari, costituiscono la base di ciò che scrive, e di come lo scrive. Ha ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti, fra i quali i premi Orvieto (vinto proprio per Saltafrontiera), Salvemini. Olzai, Bitritto, Giunti.

APPROFONDIMENTI:

  • Dice Lucia Tumiati sul libro: “È stato il mio primo libro per ragazzi, scritto poco dopo la fine della guerra (sta parlando della Seconda guerra mondiale), e voleva essere il contrario di quanto era accaduto a me e ad altri: era l’idea di un mondo di amicizia proprio per rifiutare quanto la guerra aveva significato per milioni di bambini ed adulti: dolore, disprezzo, diffidenza. No, volevo scrivere un invito all’amicizia. Ogni paese ha cose buone, belle, importanti da conoscere. Saltare le frontiere era allora quasi un miraggio. Oggi saltare le frontiere è diventato una gioiosa scoperta per molti giovani, e l’amicizia fra i popoli è un poco più attuabile. Ma non per tutti. Vale ancora la fatica e la speranza di saltare tutti i confini del mondo.” (Fonte).
  • A pag. 21 Hanka parlando a Giorgio del suo paese cita anche una torta natalizia: la Kutia. Questo “è un piatto speciale tradizionalmente preparato come parte della cena Ucraina della Vigilia di Natale e in molti paesi dell’Europa dell’Est. Infatti, è tipico in Ucraina, Bielorussia, Polonia, è molto popolare in Russia e dolci similari si trovano anche in Libano e Grecia.”. Se volete provare a farlo, qui trovate la ricetta.
  • Nel racconto Adlata, Giorgio viene ospitato da Adlata e dalla sua famiglia all’interno del loro igloo: queste sono delle costruzioni realizzate interamente col ghiaccio, che però in realtà sono cadute in disuso già da molto tempo, infatti gli inuit (il vero nome delle popolazioni chiamate impropriamente “eschimesi”) ormai vivono in case di mattoni, e questo già dal periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, quindi dalla metà del secolo scorso. Se volete scoprire tutte le curiosità sugli igloo, come funzionano, come si costruiscono e il perché non faccia poi così freddo al loro interno nonostante siano fatti di ghiaccio, leggete questo articolo.
  • A pag. 49 si fa riferimento a Pancho Villa, una sorta di Robin Hood messicano, egli infatti rubava ai ricchi proprietari terrieri e difendeva i peones, i poveri contadini e braccianti. Nel libro si fa riferimento a un film, ma Pancho Villa è un personaggio storico realmente esistito: partecipò e guidò la rivoluzione messicana in difesa dei peones contro il dittatore Porfirio Díaz, e poi andò contro i gringos, ossia gli americani, che appoggiarono Venustiano Carranza, nuovo presidente dopo Diaz e Francisco Madero, il presidente appoggiato da Pancho Villa, ma che venne ucciso dopo breve tempo. In questo articolo trovate un approfondimento sulla sua figura.
  • Nel racconto Daniele, Giorgio fa la conoscenza di un bambino israeliano che gli racconta del conflitto con i loro vicini palestinesi: “Ce l’hanno con noi, perché dicono che gli abbiamo portato via la terra.” (pag. 80). Nei fatti, quello che dicono i palestinesi è vero: dopo le persecuzioni ai tempi del nazismo, le Nazioni Unite decisero di dare alle popolazioni ebraiche un pezzo di terra della Palestina… ovviamente già occupato dalla popolazione locale palestinese. Da questo momento inizierà un conflitto fra i due popoli che purtroppo ancora oggi non vede la sua fine. All’inizio di questo corto animato viene spiegata la storia del conflitto fra i due popoli, dal principio fino a oggi.
  • A pag. 82 si fa riferimento alla Città Proibita, l’immenso Palazzo Imperiale dove un tempo viveva l’Imperatore della Cina con la sua famiglia e tutta la sua corte. Se voleste vedere il palazzo e sentire qualche accenno storico e curiosità, ecco un breve documentario in due parti: parte 1 e parte 2.

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