Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Il Cirque de la Lune ha in programma una tournée in Inghilterra e si imbarca su un immenso piroscafo che attraverserà la Manica. Ma una notte di tempesta mette fuori uso la bussola e lascia la nave in balia delle onde.. Per fortuna Viola, Samir e uno strambo nonnetto con il pallino per l’avventura, tale Jules Verne, hanno un piano folle ma geniale per portare tutti in salvo!

Titolo: Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Piemme

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Viola e gli altri membri del Cirque de la Lune sono alle prese con una frontiera fisica: l’attraversamento della Manica, ma la vera frontiera che verrà superata è quella dell’arrendersi alla sorte avversa. La frontiera può essere anche un ostacolo, superarla vuol dire ingegnarsi e affrontare le sfide che la vita ci pone davanti.

LA CITAZIONE:

“- Ma dico: possibile che nessuno di voi capisca che per andare avanti bisogna restare con i piedi per terra?
– Zio, chi tiene entrambi i piedi per terra… sta fermo.”

TEMI TRATTATI:

  • ricerca di sé stessi
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • superamento di sfide

PAROLE CHIAVE:

  • Attraversamento del canale della Manica
  • Jules Verne, Nadar e Viola… inventori improvvisati

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il ritratto della felicità è il terzo libro di una serie di “romanzini”, così definiti dagli stessi autori, che vedono protagonista la Viola della graphic novel Viola Giramondo (presente in bibliografia). Il personaggio nasce lì, e in questi romanzini la ritroviamo più giovane e alla ricerca di un suo particolare talento speciale con il quale potrà dare il suo contributo all’interno del Cirque de la Lune, il circo dove è nata e cresciuta.
  • Sul Dauphin, il piroscafo su cui i membri del Cirque stanno viaggiando attraverso la Manica, Viola incontra due simpatici vecchietti: Jules Verne e Gaspard-Félix Tournachon, meglio noto come Nadar. Verne e Nadar sono due personaggi storici straordinari: il primo è stato uno dei più grandi scrittori di avventura di tutti i tempi, considerato, insieme a H.G. Wells, il fondatore della moderna fantascienza; il secondo è stato un grande fotografo ritrattista francese, fra i nomi più celebri che hanno posato dietro la sua macchina fotografica troviamo Victor Hugo, Alexandre Dumas, Manet e gli italianissimi compositori Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi.
  • Il padre di Viola, Konrad Vermeer è un grandissimo appassionato dei libri di Jules Verne, ne cita diversi alla figlia, e inizia a raccontarle la storia di Ventimila leghe sotto i mari. Ma l’elenco di papà Konrad è molto ridotto: ne I viaggi straordinari, il ciclo di libri che raccoglie tutti i romanzi d’avventura di Verne, si contano più di 50 opere! Qui trovate l’elenco completo.
  • Riguardo a Jules Verne, il sito della Mursia, la casa editrice che ha portato in Italia i suoi Viaggi Straordinari, scrive: “La sua vita presenta molte pagine misteriose come quelle delle carte geografiche che ammaliavano i protagonisti delle sue avventure. Venne al mondo con la passione per i viaggi: all’età di quindici anni s’imbarcò di nascosto su una nave diretta verso le Indie, e al padre che lo recuperò al primo scalo spiegò di essere partito alla ricerca di coralli per la cugina Carolina. Scrittore generoso – i numerosi romanzi che compongono il ciclo dei viaggi straordinari sono fra i più tradotti al mondo – Verne è considerato il padre della fantascienza: la passione per l’ignoto e le esplorazioni, l’amore per la tecnologia e l’attrazione per mondi misteriosi sono i mattoni su cui sono costruite a mano le sue avventure, che hanno per protagonisti uomini dal genio visionario, che amano la sfida e che estendendo la conoscenza del mondo approfondiscono la conoscenza di se stessi.”.
  • Come raccontato nella storia, Jules Verne e Nadar era sul serio grandi amici, e non solo il protagonista di Dalla Terra alla Luna, Michel Arden, è ispirato a Nadar, come aveva ben capito papà Konrad, ma anche Cinque settimane in pallone è un romanzo che nasce grazie all’amico: Nadar fu infatti un appassionato amante dell’aerostatica e costruì un enorme pallone ad aria calda battezzato Le Géant (Il gigante).
  • Se Viola e gli altri membri del Cirque avessero attraversato la Manica nei giorni nostri, avrebbero potuto scegliere di non viaggiare sulla superficie dell’acqua, ma… sotto. Il 6 maggio 1994 viene infatti inaugurato il tunnel della Manica, una galleria ferroviaria lunga circa 50 km scavata sotto il fondo del Canale, che unisce il comune britannico di Cheriton al comune francese Conquelles, nei pressi di Calais. Per la maggior parte il tunnel si trova a 40 metri sotto il fondo del mare. È il tunnel con il percorso sottomarino più lungo al mondo.

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Viola Giramondo, di Teresa Radice e Stefano Turconi

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Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, è una ragazzina curiosa, allegra ed espansiva, con una spiccata sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme. Nel suo cammino in giro per il mondo – da Parigi a New York, dalla laguna veneziana all’India, dal Canada ad Amsterdam, da Damasco alle vette dell’Himalaya – incontrerà personaggi straordinari (come il pittore Toulouse-Lautrec o il compositore Antonín Dvorák) che, contagiati dal suo ottimismo, l’accompagneranno attraverso quell’età in bilico tra la voglia di spiccare il volo e il bisogno di avere un posto cui tornare.

Titolo: Viola Giramondo
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2013
Editore: Tunué

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare tutte le frontiere del mondo: i confini tra i Paesi, la distanza fra persone di diverse etnie e fra culture diverse… Viola Vermeer lo fa, insieme alla sua grande famiglia del Cirque de la Lune.

LA CITAZIONE:

“Ma chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso, dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora si che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

TEMI TRATTATI:

  • scoprire la bellezza che ci circonda
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • il ciclo della vita

PAROLE CHIAVE:

  • “Cittadina del mondo”
  • Incontri che arricchiscono

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il nome della protagonista, Viola, non è scelto a caso, esso contiene “un intero universo di cose belle: un fiore (la natura), un colore (l’arte), uno strumento dell’orchestra (la musica)” (fonte), e inoltre è il nome della protagonista della commedia di Shakespeare (La Dodicesima Notte) citata a pag. 106 da Konrad Vermeer, il padre di Viola.
  • Nel primo capitolo della storia, Un tesoro in ogni dove, Viola fa la conoscenza di un bizzarro personaggio: Toulouse-Lautrec, una delle figure che più hanno lasciato il segno nell’arte e nella vita parigina di fine Ottocento. Potete trovare un approfondimento sull’artista qui. A pag. 16 sono visibili anche due suoi quadri: uno è una litografia ispirata a Le Cirque Fernando, l’altro è il dipinto Ballo al Moulin Rouge. Figura importante nella vita dell’artista, nonché sua musa ispiratrice è Jane Avril, ballerina del Moulin Rouge che ritroviamo anche fra le pagine di questo primo capitolo.
  • Nel secondo capitolo, Sinfonia d’autunno, Viola incontra un altro grande nome della Storia: Antonín Leopold Dvořák, uno dei più grandi compositori del XIX secolo. Fra le pagine del capitolo vediamo parti dello spartito della sua “nuova” composizione, è la sinfonia n. 9, Nuovo Mondo. Qui potete ascoltare il quarto e ultimo movimento.
  • Nel terzo capitolo, Ritorno a casa, papà Konrad fa trovare alla figlia diversi libri per tenerle compagnia durante il viaggio del circo vero l’Himalaya, questi sono: Il piccolo Lord, Il giro del mondo in 80 giorni, Le avventure di Tom Sawyer, L’isola del Tesoro, Alice nel Paese delle Meraviglie, Piccole donne e Il Milione.
  • Tra le pagine del libro riecheggiano spesso citazioni provenienti da diversi autori: da Tiziano Terzani a Kahlil Gibran, dal mistico persiano Rumi ai romantici inglesi.
  • Nel loro blog i due autori condividono spesso le fasi di lavorazione delle loro opere: qui potete trovare gli studi dei personaggi, e qui le diverse fasi di creazione di una tavola.
  • Viola Giramondo ha vinto nel 2014 il Premio Boscarato come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
  • Dalla graphic novel, cioè dalla versione a fumetti di Viola, è nata poi una serie di “romanzini”, come li definiscono i due autori, dove troviamo una Viola più giovane alle prese con mille avventure. La serie è pubblicata dalla PIEMME nella collana del Battello a Vapore, il terzo volume è presente in bibliografia.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Nell’isola di Orlando qualcuno si diverte a far sparire un calzino su due, costringendo gli abitanti ad indossare calzini di colori diversi, e non solo: questo dà origine ad una serie di sospetti e malumori… Per far tornare la pace sull’isola, Orlando decide di risolvere il mistero dei calzini spaiati, e l’indagine lo porterà ad una vera sorpresa.

Titolo: Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2018
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso ciò che non si capisce porta alla nascita di sospetto e conflitto: è importante non innalzare frontiere, ma cercare sempre di conquistare la verità.

LA CITAZIONE:

“A pensarci bene, siamo tutti calzini spaiati…
Ognuno in cerca di qualcosa che completi la sua vita…”

TEMI TRATTATI:

  • puntarsi il dito a vicenda
  • nostalgia di casa
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • Pasticci fatti a fin di bene

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati è il secondo libro che racconta le avventure del piccolo Orlando, nel primo (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, presente in bibliografia), il nostro protagonista ha a che fare con un’altra indagine: Monte Sbuffone sbuffa così tanto che fa scappare tutti gli abitanti dell’isola, Orlando si sente così solo che decide di scoprire il perché di quelle grosse “sbuffate”.
  • La cameretta di Orlando contiene sempre diverse chicche: nel primo libro vediamo le sue letture preferite, qua scopriamo altre passioni: cowboy e indiani, lo spazio, il disegno di una nave vichinga e un disegno legato alla sua prima avventura.
  • Il mistero che si cela dietro alla scomparsa dei calzini è collegato in qualche modo ai miti e alle leggende irlandesi. Se avete già letto la storia, forse potrebbe interessarvi scoprire qualcosa in più su una certa figura che incontra Orlando, qui.
  • Nei miti sardi ci sono delle creature molto simili a quella che incontrerà Orlando durante la storia: sono gli Ammutandori (o Ammutantori, Ammuttatori), “gracili Folletti sardi che vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena d’oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo di monete d’oro.” (fonte).
  • Alla fine del volume ci sono dei simpaticissimi contenuti speciali, potete vederne la realizzazione dietro le quinte nel blog dei due autori, qui.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso
Orlando vive con la famiglia su un’isoletta gli abitanti della quale guardano con infinito sospetto il vulcano, perché… non si sa mai. Orlando però è un bambino troppo curioso per non andare a esplorare nei dintorni del fumaiolo di Monte Sbuffone, e lì troverà una straordinaria sorpresa!

Titolo: Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

A volte ciò che è diverso, ciò che non capiamo ci spaventa. Non lasciarci spaventare e cercare di conoscere quel che sta dall’altra parte, essere curiosi, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Che noia, fino a poco tempo fa! Enorme, come il mare. Finalmente qualcosa di nuovo! Finalmente qualcuno! Tu.”

TEMI TRATTATI:

  • paura dell’ignoto
  • l’importanza di essere curiosi
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • L’amicizia si trova anche nei luoghi più impensabili

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando è talmente curioso che certamente non poteva esser soddisfatto di aver svelato solo il segreto dietro al Monte Sbuffone, quindi ecco che non appena si presenta un nuovo mistero si rimette subito all’opera! Infatti una nuova avventura lo attende con il secondo libro della serie, Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati (presente in bibliografia), dove il nostro piccolo eroe scoprirà quanto malumore possa provocare nelle persone il dover indossare calzini di colori e fantasie diverse.
  • Orlando è un amante delle avventure, ne vuole vivere lui stesso, ma vuole ritrovarle anche nei libri! Se fate attenzione, nella sua camera si posso intravedere alcuni titoli: L’isola del tesoro di Stevenson, I pirati della Malesia di Salgari, 20.000 leghe sotto i mari di Verne, Robin Hood e un’Enciclopedia dei mostri marini che, chissà, potrebbe esser stata scritta dallo stesso Capitan Nemo.
  • Il libro è illustrato principalmente con la tecnica tradizionale: matita e pastelli. Si possono vedere alcune fasi del processo di creazione delle tavole nel loro blog, qui.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Onora il padre. Una storia di coraggio e di mafia, di Annamaria Piccione

Onora il padre
Valentina ha quasi diciott’anni, è bella, ricca, brava a scuola, ha amici fidati, abita in una prestigiosa casa d’epoca nel centro di Palermo. Ha un padre commercialista che la adora, una mamma francese molto elegante che la sostiene in tutto, un fidanzato che frequenta già l’università ed è figlio di carissimi amici di famiglia. In questa vita praticamente perfetta, il fatto di essere stata adottata per lei è un dettaglio irrilevante. Ma il giorno del suo compleanno, nella posta, tra le tante buste di auguri, Valentina trova un biglietto anonimo: qualcuno le vuole rivelare la verità sulle sue origini. La ragazza non confida nulla ai genitori ed esce di nascosto per incontrare l’autore del biglietto…

Titolo: Onora il padre. Una storia di coraggio e di mafia
Autrice: Annamaria Piccione
Anno prima edizione: 2018
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Le frontiere son spesso difficili da superare, fisiche o mentali che siano, ma è ancor più difficile scegliere fra giusto e sbagliato quando questa scelta coinvolge persone a cui vogliamo bene. In quei casi è fondamentale ricordare che siamo noi a convivere con la nostra coscienza, nessun altro, e che quindi, con grande coraggio, va sempre scelta la strada giusta.

LA CITAZIONE:

“‘Svegliati principessa!’ urlò l’amico. ‘Il problema non sono i delinquenti che conosciamo tutti, loro sono la punta dell’iceberg! Non sono quelli che sparano, chiedono il pizzo e si arricchiscono con la droga. Non solo almeno. I mafiosi finirebbero subito isolati se in tanti non stringessero con loro delle alleanze. E sai chi? Le persone normali, che si vendono in cambio di promesse.’”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • mafia
  • identità
  • rivoluzioni interiori

PAROLE CHIAVE:

  • Colletti bianchi e mafia
  • Coraggio

L’AUTRICE:

Annamaria Piccione è nata a Siracusa e si occupa di letteratura per ragazzi. È molto sensibile al tema della mafia, cui ha dedicato questo suo ultimo libro, Onora il padre, ma nelle sue storie sono presenti altri importanti temi sociali, quali l’immigrazione, l’accoglienza, il razzismo e le guerre. Scrive anche per il teatro e vive fra Siracusa e Palermo.

APPROFONDIMENTI:

  • Le citazioni ad inizio libro sono di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due magistrati noti per la lotta contro la mafia, uccisi a pochi mesi di distanza nel 1992. Furono fra i giudici del pool antimafia che diedero origine al Maxi Processo dello Stato contro la mafia nel 1986: il processo fu reso necessario in seguito agli spargimenti di sangue causati dalla mafia negli anni ’80, periodo in cui imperversava una guerra interna a Cosa Nostra (termine con cui oggi si identifica la mafia siciliana) per il predominio del traffico di stupefacenti, da cui uscì vittorioso il clan corleonese con a capo Totò Riina. Ma le stragi non coinvolsero solo i mafiosi, l’organizzazione iniziò anche a prendere di mira autorità dello stato. In seguito a questi eventi il magistrato Rocco Chinnici creò il pool antimafia, in questo modo venivano unite le singole indagini riguardanti la mafia e i magistrati a capo di queste potevano condividere le informazioni rompendo il loro isolamento. Dopo breve tempo Chinnici venne ucciso in un attentato, ma il pool antimafia sopravvisse e ne venne messo a capo Antonino Caponnetto, e nel febbraio del 1986 si arrivò al Maxi Processo. Il Maxi Processo, conclusosi nel dicembre del 1987, portò a 360 condanne e fu il più grande attacco alle mafie mai realizzato in Italia. Fra i condannati ci fu anche Totò Riina, capo dell’organizzazione mafiosa in quegli anni e mandante degli omicidi di Falcone e Borsellino.
    In questo articolo trovate un approfondimento sui due magistrati, sulla guerra tra mafie, il Maxi Processo e sugli attentati che metteranno fine alle loro vite. Qui invece trovate un documentario prodotto dalla Rai che inserisce il racconto delle vite di Falcone e Borsellino all’interno dei grandi fatti riguardanti la mafia, dalla prima guerra di mafia degli anni ’60, fino allo smantellamento del pool antimafia e gli attentati che misero fine alle loro vite.
  • “Poi arrivò il 23 maggio e la scuola si fermò, l’intera Palermo si fermò, per rievocare il giorno maledetto che bruciava ancora, come una ferita mai rimarginata.” (pag. 42). Ogni anno studenti e non si radunano all’albero situato davanti a quella che era la casa di Giovanni Falcone, a lui ora intitolato, in memoria di questo grande magistrato, morto il 23 maggio 1992 in seguito all’esplosione di 500 kg di tritolo nell’autostrada allo svincolo per Capaci, insieme alla scorta e alla moglie. In questo articolo potete leggere il resoconto della manifestazione di quest’anno.
  • “‘Con me la malasorte arrivò però di mattina e avevo solo cinque anni’, pensò la signorina. E non era l’unica ad averla subita, anzi lei poteva dirsi quasi fortunata: ci aveva rimesso sì una gamba, ma l’intera Palermo era stata distrutta. I segni di quel 9 maggio del 1943 erano ancora evidenti sui muri della città, proprio come la protesi del suo moncherino, invecchiata con lei.” (pag. 13). Cosa accadde in questa data? Siamo in piena Seconda guerra mondiale e il 9 maggio 1943 222 bombardieri angloamericani scaricarono 1.114 ordigni da 227 kg sulla città di Palermo, a causa dell’importanza strategia del suo porto. Poco tempo dopo, il 10 luglio, ci fu lo sbarco degli Alleati in Sicilia, un evento che vide il coinvolgimento della stessa mafia: si ritiene infatti che la relativa rapidità con cui si svolsero le operazioni di sbarco furono dovute alla collaborazione con alcuni boss mafiosi in America, tra cui Charles “Lucky” Luciano, mafioso italo-americano, che avrebbe ottenuto in cambio la liberazione dal carcere. In seguito allo sbarco i mafiosi avrebbero anche approfittato della situazione di confusione per accaparrarsi la maggior parte degli incarichi amministrativi rimasti vacanti. Potete trovare un approfondimento in questo articolo. In questo video potete invece trovare immagini di repertorio della Palermo post 9 maggio 1943.
  • A pag. 141 si fa riferimento a Giuseppe, detto Peppino, Impastato, quale simbolo di ribellione alla mafia, anche a discapito dei suoi stessi parenti. Impastato nacque nel 1948 in provincia di Palermo da una famiglia mafiosa, il cognato era perfino un boss. Ruppe ben presto i rapporti con loro, non accettando il loro coinvolgimento con la criminalità organizzata, e divenne in seguito giornalista e attivista politico, e fondò Radio Aut, in cui denunciava le attività mafiose, parlando in particolar modo del boss mafioso Gaetano Badalamenti, il futuro mandante del suo omicidio. Nella notte fra l’8 e il 9 maggio del 1978 Impastato verrà legato morto ai binari di un treno, dove esplose a causa di una carica di tritolo che servì ad inscenare un attentato. Le forze dell’ordine chiusero in fretta il caso ritenendo Impastato un terrorista suicida, solo diversi anni più tardi venne accertata la natura mafiosa dell’omicidio, e all’inizio degli anni Duemila Badalamenti venne condannato all’ergastolo. Per approfondire, qui.
  • La mafia di Onora il padre non è quella che immaginiamo di solito: non gangster stile Il Padrino, non delinquenti e spacciatori, ma persone comuni che scelgono di favorire con le loro capacità e competenze la proliferazione delle attività mafiose. È la mafia dei cosiddetti “colletti bianchi”, ossia professionisti di un determinato settore: “Le pronunce delle Corti giudicanti di Nord, Centro e Sud Italia raccontano di gruppi criminali che si rivolgono a commercialisti per ripulire i proventi degli affari illeciti, ad avvocati per sottrarre beni patrimoniali ai provvedimenti giudiziari di varia natura, a medici per ottenere diagnosi che alleggeriscano lo stato detentivo di boss o affiliati, ad architetti per assicurare la formale regolarità di lavori condotti in spregio delle normative urbanistiche, sino a coinvolgere quasi tutte le categorie professionali.“. Potete leggere il resto di questo interessante articolo sul legame fra professionisti e mafia qui.

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L’occhio del lupo, di Daniel Pennac

L'occhio del lupo
In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l’atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.

Titolo: L’occhio del lupo
Autore: Daniel Pennac
Illustrazioni: Paolo Cardoni
Traduzione: Donatella Ziliotto
Anno prima edizione: 1984
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare la frontiera è anche capire l’altro, conoscere la sua storia. L’esperienza di profonda condivisione che vivono Lupo Azzurro e Africa è di quelle che superano tutte le frontiere.

LA CITAZIONE:

“Ma il ragazzo sa benissimo che un nome non significa nulla senza la sua storia. È come un lupo nello zoo: una bestia in mezzo alle altre se non si conosce la storia della sua vita.”

TEMI TRATTATI:

  • solitudine
  • amicizia
  • dialogo fra mondi diversi
  • condivisione

PAROLE CHIAVE:

  • Vedere attraverso gli occhi dell’altro

L’AUTORE:

“Daniel Pennac è nato nel 1944 durante uno scalo a Casablanca. Nel periodo della sua felice infanzia ha viaggiato moltissimo, in Africa, Asia, Europa, Alpi Marittime, ed è rimasto sempre interessato al destino di tutti gli immigrati, animali o uomini che siano, tant’è vero che per vent’anni è vissuto a Belleville, il quartiere di Parigi dove più si trovano mescolate razze e mestieri. Ha anche insegnato per più di vent’anni a ragazzi difficili, a parte un’interruzione di due anni in Brasile, dove si è innamorato delle amache, «letto fra cielo e terra, in cui si possono concepire le idee più geniali», e da dove probabilmente hanno origine le sue migliori fantasticherie!” (Fonte)

APPROFONDIMENTI:

  • Ne L’occhio del lupo viaggiamo attraverso paesaggi completamente diversi fra loro, fra distese di sabbia e distese di neve. Attraverso l’occhio di Lupo Azzurro vediamo le Barren Lands, un territorio del Canada Settentrionale definito anche come “il Grande Nord”, mentre l’occhio di Africa ci porta nelle tre Afriche: quella Gialla del grande deserto del Sahara, quella Grigia della Savana (“Sassi infuocati, cespugli spinosi e, ancor più a sud, grandi distese di erba secca”) e quella Verde della Foresta Tropicale. Qui potete vedere come sono ripartite le tre zone geograficamente. Infine c’è l’Altro Mondo, che è quello nostro, della civiltà.
  • Il rapporto fra Lupo Azzurro e Africa si basa su una profonda comprensione fra l’uno e l’altro: Lupo Azzurro all’inizio deve guardare guardare i due occhi di Africa con il suo solo occhio, e questo lo mette “maledettamente a disagio”, perché è costretto a far saltare lo sguardo da sinistra a destra e viceversa. Il suo “non è dolore, è impotenza, e collera”. Il ragazzo quindi a sua volta chiude un occhio, e questo fa sentire il lupo a suo agio. Da questo semplice, ma profondo gesto, i terapeuti hanno intravisto un metodo di approccio per relazionarsi con chi ha bisogno di aiuto. Trovate un approfondimento al riguardo in questo articolo.
  • Da L’occhio del lupo è stato tratto uno spettacolo teatrale, arrivato anche in Italia nel 2013. In questo video potete vedere parti dello spettacolo e brevi interviste alla regista, agli attori e allo stesso Daniel Pennac.
  • Oltre ad uno spettacolo teatrale, nel 1998 è uscito anche un corto d’animazione prodotto da Les Films de l’Arlequin. Si può trovare qui la versione integrale, ma solo in lingua originale (francese).
  • In questo video potete ascoltare Daniel Pennac leggere un brano tratto dal libro, nella sua lingua madre, il francese, sottotitolato in italiano.
  • L’occhio del lupo è illustrato da Paolo Cardoni, grande illustratore italiano, coinvolto anche nel mondo dell’animazione. Qui trovate il suo sito interattivo, e nascoste per la camera che vedrete son nascosti gli elenchi di tutte le sue opere.

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La strana guerra delle formiche, di Hubert Nyssen e Christine Le Bœuf

La strana guerra delle formiche
In origine le formiche erano verdi e blu e vivevano tranquillamente. Per comunicare tra di loro si toccavano con le antenne. Un giorno Eloisa, una fata curiosa e pettegola, per scoprire i loro segreti dona loro la facoltà di esprimersi col linguaggio umano. Una volta scoperto il linguaggio, formiche blu e formiche verdi giocano con le parole, e si scambiano messaggi e idee. Ed ecco iniziati i problemi… Ben presto le frasi diventano taglienti e le parole diventano armi pericolose. Il finale lascia di che riflettere…

Titolo: La strana guerra delle formiche
Autore: Hubert Nyssen
Illustrazioni: Christine Le Bœuf
Traduzione: Sandra Magnolfi
Anno prima edizione: 1996
Editore: Motta Junior

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso siamo noi a creare frontiere là dove non esistono, e basta poco per farlo… anche il semplice utilizzo delle parole: le parole infatti possono essere usate per i complimenti, per belle frasi e cose buone, ma possono anche creare differenze, possono creare l’altro.

LA CITAZIONE:

“- Dopotutto non sono come noi, sono straniere!… sono verdi!
E «verdi» suonò immediatamente come villane, voraci, violente, vanitose e addirittura ladre.
Lo disse con un’intensità tale che parecchie blu ebbero la netta sensazione di aver sentito tutto questo nell’unica parola «verdi». E allo stesso tempo si dicevano con orgoglio che loro erano blu, e blu suonava come belle, benevoli, nobili e tutta una serie di cose piacevoli e affascinanti.”

TEMI TRATTATI:

  • potere delle parole
  • interferire con la natura
  • creare frontiere
  • conflitto

PAROLE CHIAVE:

  • Pericoloso uso del linguaggio
  • Ascoltare le parole dei saggi

L’AUTORE:

Hubert Nyssen è uno scrittore belga di lingua francese nato a Bruxelles 1925 e morto in Francia nel 2011. È saggista, romanziere, poeta, autore di opere ci teatro e ha scritto sia per adulti che per ragazzi. Nel 1978, ad Arles, ha fondato Actes Sud che grazie a lui e alla moglie Christine Le Bœuf, l’illustratrice di questo libro, è diventata una delle principali case editrici francesi, apprezzata in tutto il mondo.

APPROFONDIMENTI:

  • “Dapprincipio la fata non aveva prestato molta attenzione alle formiche. Ma, un bel giorno, essendosi fermata in campagna, cominciò a osservare il loro via vai. Dopo un po’ si disse che un attaccamento così grande al lavoro doveva avere un senso che le sfuggiva.” (pag. 14-15). La fata curiosa del libro forse non sa che le formiche sono il simbolo dell’operosità! Ma come funziona il loro mondo? Le formiche si raggruppano in colonie e sono estremamente collaborative fra di loro. Hanno una regina e dei soldati che servono per la loro difesa, e poi ci sono le tante operaie che puliscono il nido, procurano il cibo e si occupano anche delle uova della regina. E, come si dice nel libro, comunicano attraverso il tatto e l’olfatto! Infatti per segnalare un pericolo, per indicare la strada emettono dal proprio corpo dei segnali chimici chiamati “feromoni” che vengono percepiti dalle altre formiche attraverso le loro antenne. Potete trovare una spiegazione completa di come funzioni il mondo delle formiche in questo video animato.
  • Una classe di Borgofranco d’Ivrea ha creato una scheda su questo libro raccogliendo tutti i buoni insegnamenti che ne hanno tratto. Potete vederla qui.
  • Il libro è illustrato da Christine Le Bœuf, illustratrice di molte delle copertine dei libri pubblicati per la casa editrice Actes Sud fondata con il marito, Hubert Nyssen, nel 1978. Ma non si è limitata solo a questo, ha infatti anche tradotto in francese molti romanzi americani e inglesi, fra i quali anche quelli di Arthur Conan Doyle, lo scrittore di Sherlock Holmes (fonte).

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