Saltafrontiera, di Lucia Tumiati

Saltafrontiera
Giorgio ha inventato un gioco, che è anche una parola: saltafrontiera. Il suo papà ha un lavoro da “giramondo”, ed è una gran fortuna per tutta la famiglia, che così riesce a conoscere persone di tutti i tipi e di tutti i colori! Dalla Calabria alla Svizzera, da New York alla Cina, salto dopo salto, fino in Groenlandia e in India… i tanto poveri e i tanto ricchi, piccole ladre generose di baci, non-pastori con centinaia di pecore, tappeti e perfino… un gatto!

Titolo: Saltafrontiera
Autrice: Lucia Tumiati
Illustrazioni: Paolo D’Altan
Anno prima edizione: 1962
Editore: Giunti

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Come dice Giorgio nell’introduzione del libro: “Saltare le frontiere vuol dire vivere meglio, coi popoli vicini e quelli lontani. Vuol dire saltare sui pregiudizi, sulle divisioni e sentirsi amico dei cinesi come dei messicani, dei neri, dei verdi, dei rossi, dei blu…
Il mondo è grande, bellissimo, appunto. E non ti basterà una vita per conoscerlo tutto. Ma saltando le frontiere si fa prima.”

LA CITAZIONE:

“Io, che ho dovuto seguire la mia famiglia (il babbo ha un lavoro per cui deve viaggiare molto), di frontiere ne ho passate tante. Guardie, passaporti, vaccinazioni. Ti senti un intruso, alla frontiera, e sei guardato con sospetto. Ma dall’aereo, se guardi giù, vedi che non ci sono frontiere e il mondo, tutto unito, è bellissimo.

TEMI TRATTATI:

  • amicizia
  • viaggio
  • tradizioni e costumi diversi

PAROLE CHIAVE:

  • Saltafrontiera

L’AUTRICE:

Nata a Venezia nel 1926 da Corrado Tumiati, medico scrittore antifascista, e Maria Luzzatto, ebrea, Lucia Tumiati a causa delle leggi razziali fu costretta, con la madre, a vivere nascosta. Successivamente, entrò a far parte delle staffette partigiane per Giustizia e Libertà, a Padova e Venezia. Laureata in lettere con una tesi su Collodi, ha iniziato a scrivere romanzi, racconti, fiabe e testimonianze per adulti, ma soprattutto per ragazzi e bambini. Nelle sue opere la storia si mescola alla fantasia e la fantasia trova radici nella realtà, senza mai abbandonare l’impegno sociale. La fantasia e l’esperienza di vita, oltre all’amicizia con Gianni Rodari, costituiscono la base di ciò che scrive, e di come lo scrive. Ha ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti, fra i quali i premi Orvieto (vinto proprio per Saltafrontiera), Salvemini. Olzai, Bitritto, Giunti.

APPROFONDIMENTI:

  • Dice Lucia Tumiati sul libro: “È stato il mio primo libro per ragazzi, scritto poco dopo la fine della guerra (sta parlando della Seconda guerra mondiale), e voleva essere il contrario di quanto era accaduto a me e ad altri: era l’idea di un mondo di amicizia proprio per rifiutare quanto la guerra aveva significato per milioni di bambini ed adulti: dolore, disprezzo, diffidenza. No, volevo scrivere un invito all’amicizia. Ogni paese ha cose buone, belle, importanti da conoscere. Saltare le frontiere era allora quasi un miraggio. Oggi saltare le frontiere è diventato una gioiosa scoperta per molti giovani, e l’amicizia fra i popoli è un poco più attuabile. Ma non per tutti. Vale ancora la fatica e la speranza di saltare tutti i confini del mondo.” (Fonte).
  • A pag. 21 Hanka parlando a Giorgio del suo paese cita anche una torta natalizia: la Kutia. Questo “è un piatto speciale tradizionalmente preparato come parte della cena Ucraina della Vigilia di Natale e in molti paesi dell’Europa dell’Est. Infatti, è tipico in Ucraina, Bielorussia, Polonia, è molto popolare in Russia e dolci similari si trovano anche in Libano e Grecia.”. Se volete provare a farlo, qui trovate la ricetta.
  • Nel racconto Adlata, Giorgio viene ospitato da Adlata e dalla sua famiglia all’interno del loro igloo: queste sono delle costruzioni realizzate interamente col ghiaccio, che però in realtà sono cadute in disuso già da molto tempo, infatti gli inuit (il vero nome delle popolazioni chiamate impropriamente “eschimesi”) ormai vivono in case di mattoni, e questo già dal periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, quindi dalla metà del secolo scorso. Se volete scoprire tutte le curiosità sugli igloo, come funzionano, come si costruiscono e il perché non faccia poi così freddo al loro interno nonostante siano fatti di ghiaccio, leggete questo articolo.
  • A pag. 49 si fa riferimento a Pancho Villa, una sorta di Robin Hood messicano, egli infatti rubava ai ricchi proprietari terrieri e difendeva i peones, i poveri contadini e braccianti. Nel libro si fa riferimento a un film, ma Pancho Villa è un personaggio storico realmente esistito: partecipò e guidò la rivoluzione messicana in difesa dei peones contro il dittatore Porfirio Díaz, e poi andò contro i gringos, ossia gli americani, che appoggiarono Venustiano Carranza, nuovo presidente dopo Diaz e Francisco Madero, il presidente appoggiato da Pancho Villa, ma che venne ucciso dopo breve tempo. In questo articolo trovate un approfondimento sulla sua figura.
  • Nel racconto Daniele, Giorgio fa la conoscenza di un bambino israeliano che gli racconta del conflitto con i loro vicini palestinesi: “Ce l’hanno con noi, perché dicono che gli abbiamo portato via la terra.” (pag. 80). Nei fatti, quello che dicono i palestinesi è vero: dopo le persecuzioni ai tempi del nazismo, le Nazioni Unite decisero di dare alle popolazioni ebraiche un pezzo di terra della Palestina… ovviamente già occupato dalla popolazione locale palestinese. Da questo momento inizierà un conflitto fra i due popoli che purtroppo ancora oggi non vede la sua fine. All’inizio di questo corto animato viene spiegata la storia del conflitto fra i due popoli, dal principio fino a oggi.
  • A pag. 82 si fa riferimento alla Città Proibita, l’immenso Palazzo Imperiale dove un tempo viveva l’Imperatore della Cina con la sua famiglia e tutta la sua corte. Se voleste vedere il palazzo e sentire qualche accenno storico e curiosità, ecco un breve documentario in due parti: parte 1 e parte 2.

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ALCUNI LIBRI DELLA STESSA AUTRICE:

Prestami le ali. Storia di Clara la rinoceronte, di Igiaba Scego

Prestami le ali
La storia di Clara, una rinoceronte indiana, è una storia vera. Il suo padrone (un capitano olandese) l’ha mostrata nelle principali città d’Europa come un fenomeno da baraccone. Siamo nel diciottesimo secolo, e certo nessuno aveva mai visto un animale così. Di Clara hanno parlato scrittori e poeti dell’epoca e molti pittori l’hanno ritratta. Alla storia vera di Clara la scrittrice Igiaba Scego ha aggiunto altre storie, più fantastiche, più ottimistiche, di sentimento e di avventura, ambientate a Venezia durante il carnevale del 1751. Conosceremo anche una bambina ebrea del ghetto veneziano e uno schiavo di origine africana, che aiuteranno Clara a trovare la sua libertà.

Titolo: Prestami le ali. Storia di Clara la rinoceronte
Autrice: Igiaba Scego
Illustrazioni: Fabio Visintin
Introduzione: Antonella Agnoni
Anno prima edizione: 2017
Editore: Rrose Sélavy

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

C’è qualcosa che accomuna la rinoceronte Clara con i piccoli Ester e Suleiman: tutti e tre sono in un modo o nell’altro prigionieri, confinati dietro una frontiera da altre persone. Insieme sogneranno la libertà, e cercheranno un modo per ottenerla, infrangendo queste frontiere inesistenti.

LA CITAZIONE:

“«Proprio così, cari bambini, Clara è una schiava» sospirò il gatto. «Ma alla gente sembra non importare nulla. Pagano per vederla e il Capitano diventa ricco. C’è una vera rinocerontemania in Europa, lo sapete?
[…] Clara ora è stanca. Vorrebbe indietro la vita di quando era piccola. Una volta, quando ancora parlava, mi ha detto ‘Voglio volare. Voglio un paio di ali. Con un paio di ali potrò fare quello che voglio. Potrò tornare nella mia foresta, potrò tornare dalla mia mamma’».”

TEMI TRATTATI:

  • prigionia
  • libertà
  • animali come fenomeni da baraccone
  • amicizia
  • diversità culturale

PAROLE CHIAVE:

  • Venezia
  • Ghetto degli ebrei
  • Clara la rinoceronte

L’AUTRICE:

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974, da una famiglia somala. Dopo la carriera universitaria conclusasi con un dottorato di ricerca in Pedagogia presso l’Università di Roma Tre, ha contributo attraverso la propria attività di scrittrice e giornalista a formare una nuova sensibilità riguardo temi d’attualità quali la migrazione e i delicati equilibri delle odierne società multiculturali, arricchendo il dibattito con la propria esperienza personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Come spiega Antonella Agnoni nell’introduzione e poi anche la stessa Igiaba Scego nel “dietro le quinte”, la storia della rinoceronte Clara è purtroppo vera. Clara era una rinoceronte indiana originaria di Assam, e venne adottata da Jan Albert Sichterman dopo aver perso la madre, uccisa dai cacciatori. Questi la tenne in casa, come animale dimestico, fino a che non iniziò a crescere troppo… la vendette allora al marinaio olandese Douwemont Van der Meer, che decise di portarla in Europa, che girarono in lungo e in largo dal 1741 al 1758: “da Breslavia a Parigi, da Berlino a Napoli, da Vienna a Lione e a Venezia e perfino con breve tappa a Milano e Bologna.Il tour finì a Londra, dove Clara morì, ben stressata da 17 anni di tournée . Aveva 20 anni. In media avrebbe potuto viverne 50.” (fonte).
  • Nel “dietro le quinte” Igiaba Scego racconta che conobbe Clara per la prima volta con un dipinto di Pietro Longhi dal titolo Clara al carnevale di Venezia: potete vederlo qui. Si pensa che l’uomo a sinistra sia il capitano Van der Meer, che, per simboleggiare il suo possesso sull’animale, tiene il suo corno in mano.
    Questo però non fu l’unico ritratto fatto a Clara, eccone un altro dipinto dal pittore Jean-Baptiste Oudry a Parigi. Questo invece è uno dei disegni fatti a Clara e venduto come souvenir durante la sua esposizione a Mannheim nel 1747.
  • Nel 2013, per annunciare la nuova edizione del carnevale di Venezia, il comune promosse una locandina che era un riadattamento fumettoso del triste quadro di Pietro Longhi. Molti, per buone ragioni, non hanno apprezzato. Ecco cosa ha detto al riguardo Cristina Romieri, dell’associazione Vegetariani: “In questi tempi di accresciuta sensibilità e rispetto verso gli animali, di partecipate mobilitazioni e precise scelte capaci di lasciare importanti tracce nel cammino verso un mondo più giusto e meno violento, ci indigna e ci stupisce che uno dei manifesti ufficiali del Carnevale di Venezia di quest’anno sia questa riproduzione. Oltre ad essere irrispettoso per questo e per gli altri animali e per quanti lottano con grande coraggio e fatica per la sua salvezza, la raffigurazione è alquanto diseducativa anche per i bambini, inglobando in sé violenza, dominazione, indifferenza e scherno”.
  • Ester e Suleiman sono entrambi prigionieri, la prima non può uscire dal Ghetto degli ebrei, il secondo è schiavo. Siamo nel 1751, e la schiavitù verrà abolita solo nel secolo successivo. Invece l’obbligo di residenza degli ebrei nel Ghetto venne abolito verso la fine di quel secolo. In questo breve video potete vedere come appare il Ghetto di Venezia oggi, e ascoltare la sua storia.
  • Il leone alato che compare nel libro e che aiuterà i protagonisti della storia è il leone di San Marco, simbolo di Venezia, e in città lo si può ritrovare rappresentato un po’ ovunque. Qui trovate un approfondimento.
  • “E poi doveva andare al ghetto a comprare, dalla pasticceria ebrea, i biscotti a forma di S che alla padrona piacevano tantissimo.” (pag. 9). I biscotti a cui Suleiman fa riferimento sono le bisse veneziane, trovate qui la ricetta. Ma le bisse non son l’unico dolce che Suleiman nomina, di seguito tutti i nomi, se ci cliccate sopra troverete le ricette: le impade, le azzime, gli zuccherini e le orecchie di Amman.
  • Qui trovate un’intervista all’autrice, in cui parla della nascita del libro e ci racconta qualcosa di lei. Alla domanda sulla scrittura del libro risponde: “Ho scritto prima una versione per adulti (che sarà pubblicata in un’antologia) e poi, grazie ai bambini della Pisacane, questa favola. Volevo dare a Clara una speranza di felicità che nella vita reale non ha avuto. E dando speranza alla Clara della mia storia, la stavo dando anche a me stessa e a tutti noi. Ho cercato di mettere della poesia in una storia che di poetico purtroppo non aveva nulla”.
    In questo articolo trovate anche un’altra intervista, in cui si parla di un altro tema molto importante: il razzismo (“Mi immedesimo in entrambi i bambini. Sono un’afro-discendente nata in Italia e il razzismo è stato una costante della mia infanzia; oggi sono corazzata e come strategia, quando sono arrabbiata, scrivo.”).
    Qui invece potete ascoltare la puntata di Fahrenheit, programma di Radio 3 sulla letteratura, dedicata a Prestami le ali, potrete ascoltare anche la voce dell’autrice.
  • Prestami le ali è illustrato da Fabio Visintin, artista veneziano anche autore di fumetti. Qui potete scoprire tutta la sua carriera.

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Grogu. Il piccolo sole a nascondino, di Maria Teresa Rosu

Grogu. Il piccolo sole a nascondino
Grogu s’annoia dentro casa mentre fuori Malestru maltratta, sconvolge, distrugge. Come fermarlo? Comincia la sfida a nascondino, un’avventura in cui gli abitanti del cielo, della terra e del mare dimostrano con i fatti tutta la potenza dell’amicizia e della solidarietà. Tutto ha inizio da una domanda comparsa sullo schermo del portatile: «Perché Grogu è sotto il mare?».

Titolo: Grogu. Il piccolo sole a nascondino
Autrice: Maria Teresa Rosu
Illustrazioni: Giuseppe Porcu
Anno prima edizione: 2017
Editore: Condaghes

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Grogu ha paura di Malestru e per questo non esce di casa… la paura ha creato una frontiera che il piccolo sole riuscirà ad attraversare solo con gran coraggio e con l’aiuto dei suoi amici.

LA CITAZIONE:

“‘Farò capire a quello sbruffone che non è invincibile e che deve vergognarsi delle sue malefatte!’ si esalta, continuando a riflettere. ‘Perché non posso farlo io?’ si domanda, infine.
[…] Mentre cerca di convincersi, mescola alla speranza di vincere un po’ della disperazione di perdere. Così riesce a ingrandire i Monticelli del coraggio che ha sempre avuto e a riempire i cassetti della volontà che gli servono per andare avanti nell’impresa.”

TEMI TRATTATI:

  • affrontare le proprie paure
  • coraggio
  • dolore che si trasforma in rabbia
  • la forza degli amici

PAROLE CHIAVE:

  • Su soleddu
  • Malestru

L’AUTRICE:

Maria Teresa Rosu è nata nel 1970 ad Orosei ma vive a Lula in provincia di Nuoro, dove lavora tra i libri della biblioteca comunale. Ama leggere e scrivere.
Le illustrazioni all’interno di Grogu sono di Giuseppe Porcu, suo figlio, che aveva già illustrato il suo primo libro, Parole in rime.

APPROFONDIMENTI:

  • “Pur essendo un Sole bambino, Grogu sa bene che la Terra ha il compito di fare le piroette intorno a lui.” (pag. 14). Le “piroette” che la Terra compie attorno al sole non sono altro che i giri che compie attorno a sé stessa mentre orbita, appunto, intorno al sole. Per capire meglio come funziona il nostro sistema solare, potete vedere questo simpatico video prodotto dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Nel video il piccolo alieno Paxi vi porterà alla scoperta dei movimenti della Terra e degli altri pianeti che girano intorno al sole.
  • A pag. 60 si fa riferimento al nuraghe di Osalla a Orosei, chiamato anche Nuraghe Golunie, che si trova a metà strada tra i comuni di Orosei e Dorgalli: a picco sul mare, domina quasi tutto il golfo. Vista la sua posizione, probabilmente ai tempi aveva una funzione di avvistamento. Potete vedere qui una foto, mentre in questo video potete ammirarlo a 360°.
  • La ballata di Grogu a fine libro è presentata in due versioni, la seconda è Su Soleddu a mamacua, adattamento alla variante campidanese della lingua sarda a cura di Paola Alcioni… Questo è un nome che ritroviamo anche nella bibliografia di quest’anno, infatti è l’autrice del libro Il segreto della casa abbandonata.

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Viaggio in Italia, di Gianni Rodari

Viaggio in Italia
Ore 9: lezione di geografia fantastica. Dove si scopre perché a Milano non si riesce a prendere il volo e a Trieste o in Romagna sì. Dove in quel di Perugia si riescono a imparare 214 lingue e dialetti diversi. Dove si capisce come si possa allungare il corso del Po. Dove si viene a conoscere che a Bologna si costruiscono i palazzi di gelato e in quel di Barletta le strade di cioccolato… Tante storie e tante rime con le quali Gianni Rodari racconta il nostro paese.

Titolo: Viaggio in Italia
Autore: Gianni Rodari
Illustrazioni: Elenia Beretta
A cura di: Arianna e Davide Tolin
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi Ragazzi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Rodari ci accompagna in un viaggio senza frontiere per l’Italia, riunendo posti lontanissimi fra di loro magari in una stessa strofa, rendendoli vicini. Ma anche la lingua può essere una frontiera superabile, e lui lo fa giocando con le parole, l’ortografia e l’alfabeto.

LA CITAZIONE:

“Siamo tutti sulla stessa Terra,
marinai dello stesso bastimento:
perché farci la guerra
invece di filare
avanti sempre con le vele al vento?”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio
  • fratellanza
  • libertà
  • fantasia

PAROLE CHIAVE:

  • Filastrocche e giochi di parole
  • Lezioni di geografia fantastica

L’AUTORE:

Gianni Rodari nasce il 1920 a Omegna, sul lago d’Orta e muore nel 1980 a Roma. Ben noto per il suo contributo alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi, oltre che scrittore è stato anche maestro elementare, giornalista e pedagogista. Durante la Seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza, e solo dopo la sua conclusione, negli anni ’50 inizia la sua produzione letteraria. Nel 1970 viene insignito del prestigioso premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. A Omegna, città dei suoi natali, gli è stato dedicato un parco, il Parco della Fantasia Gianni Rodari.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Viaggio in Italia è un’antologia curata da Arianna e Davide Tolin che raccoglie tutte le poesie, le filastrocche e i testi di Gianni Rodari che ci portano in viaggio per il nostro paese. Ecco i volumi da cui i due curatori hanno attinto: Il secondo libro delle filastrocche, Fiabe lunghe un sorriso, Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Filastrocche per tutto l’anno, Filastrocche lunghe e corte e Il Pianeta degli alberi di Natale.
  • Riguardo all’antologia, dice David Tolin, uno dei curatori: “Ci piacerebbe che il libro diventasse un prontuario per le agenzie di viaggio capaci di creare itinerari per turisti curiosi e alla ricerca di nuove modalità per scoprire il nostro paese. Nell’opera Il gioco dei quattro cantoni, c’è un testo, Codice d’avviamento fantastico, che è forse alla base dell’idea di creare una piccola antologia che avesse come filo conduttore la ‘geografia fantastica’ di Rodari. Il testo raccoglie infatti filastrocche e racconti.”.
  • Davide Tolin non parla a caso di “prontuario per le agenzie di viaggio”, infatti nel retro del volume è presente un QR code attraverso il quale si può scaricare un file PDF in cui si troverà un lungo elenco (ben 34 pagine!) di tutti i posti che Rodari visita nei suoi testi. Visita anche un po’ della Sardegna: in Codice di avviamento fantastico son citati Bari Sardo, Samassi, Samatzai e San Sperate.
  • Se volete ascoltare la voce di Gianni Rodari recitare una delle sua filastrocche, in questo video, al minuto 1:19, legge Un tale di Macerata, che trovate nel volume a pag. 82.
  • In occasione del Festival letterario Pordenonelegge 2018, i Gatti Ostinati (un duo, formato da Davide Fischanger e Cataldo Nalli, che si occupa di animazione culturale e di promozione della lettura) ha presentato uno spettacolo proprio sulla base dei viaggi in Italia di Rodari: come la definiscono loro, “una lettura animata per viaggiatori da tre a novantanove anni”. Hanno poi composto una canzone in omaggio allo scrittore e ai suoi fantastici viaggi, s’intitola Un filo e la potete trovare sul loro sito.
  • Il volume è illustrato da Elena Beretta, illustratrice italiana, di stanza a Berlino. Collabora con diverse case editrici e riviste italiane e ha partecipato con le sue opere a diverse mostre. Per scoprire qualcosa di più su di lei e sui suoi lavori potete visitare il suo sito ufficiale.

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Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Il Cirque de la Lune ha in programma una tournée in Inghilterra e si imbarca su un immenso piroscafo che attraverserà la Manica. Ma una notte di tempesta mette fuori uso la bussola e lascia la nave in balia delle onde.. Per fortuna Viola, Samir e uno strambo nonnetto con il pallino per l’avventura, tale Jules Verne, hanno un piano folle ma geniale per portare tutti in salvo!

Titolo: Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Piemme

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Viola e gli altri membri del Cirque de la Lune sono alle prese con una frontiera fisica: l’attraversamento della Manica, ma la vera frontiera che verrà superata è quella dell’arrendersi alla sorte avversa. La frontiera può essere anche un ostacolo, superarla vuol dire ingegnarsi e affrontare le sfide che la vita ci pone davanti.

LA CITAZIONE:

“- Ma dico: possibile che nessuno di voi capisca che per andare avanti bisogna restare con i piedi per terra?
– Zio, chi tiene entrambi i piedi per terra… sta fermo.”

TEMI TRATTATI:

  • ricerca di sé stessi
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • superamento di sfide

PAROLE CHIAVE:

  • Attraversamento del canale della Manica
  • Jules Verne, Nadar e Viola… inventori improvvisati

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il ritratto della felicità è il terzo libro di una serie di “romanzini”, così definiti dagli stessi autori, che vedono protagonista la Viola della graphic novel Viola Giramondo (presente in bibliografia). Il personaggio nasce lì, e in questi romanzini la ritroviamo più giovane e alla ricerca di un suo particolare talento speciale con il quale potrà dare il suo contributo all’interno del Cirque de la Lune, il circo dove è nata e cresciuta.
  • Sul Dauphin, il piroscafo su cui i membri del Cirque stanno viaggiando attraverso la Manica, Viola incontra due simpatici vecchietti: Jules Verne e Gaspard-Félix Tournachon, meglio noto come Nadar. Verne e Nadar sono due personaggi storici straordinari: il primo è stato uno dei più grandi scrittori di avventura di tutti i tempi, considerato, insieme a H.G. Wells, il fondatore della moderna fantascienza; il secondo è stato un grande fotografo ritrattista francese, fra i nomi più celebri che hanno posato dietro la sua macchina fotografica troviamo Victor Hugo, Alexandre Dumas, Manet e gli italianissimi compositori Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi.
  • Il padre di Viola, Konrad Vermeer è un grandissimo appassionato dei libri di Jules Verne, ne cita diversi alla figlia, e inizia a raccontarle la storia di Ventimila leghe sotto i mari. Ma l’elenco di papà Konrad è molto ridotto: ne I viaggi straordinari, il ciclo di libri che raccoglie tutti i romanzi d’avventura di Verne, si contano più di 50 opere! Qui trovate l’elenco completo.
  • Riguardo a Jules Verne, il sito della Mursia, la casa editrice che ha portato in Italia i suoi Viaggi Straordinari, scrive: “La sua vita presenta molte pagine misteriose come quelle delle carte geografiche che ammaliavano i protagonisti delle sue avventure. Venne al mondo con la passione per i viaggi: all’età di quindici anni s’imbarcò di nascosto su una nave diretta verso le Indie, e al padre che lo recuperò al primo scalo spiegò di essere partito alla ricerca di coralli per la cugina Carolina. Scrittore generoso – i numerosi romanzi che compongono il ciclo dei viaggi straordinari sono fra i più tradotti al mondo – Verne è considerato il padre della fantascienza: la passione per l’ignoto e le esplorazioni, l’amore per la tecnologia e l’attrazione per mondi misteriosi sono i mattoni su cui sono costruite a mano le sue avventure, che hanno per protagonisti uomini dal genio visionario, che amano la sfida e che estendendo la conoscenza del mondo approfondiscono la conoscenza di se stessi.”.
  • Come raccontato nella storia, Jules Verne e Nadar era sul serio grandi amici, e non solo il protagonista di Dalla Terra alla Luna, Michel Arden, è ispirato a Nadar, come aveva ben capito papà Konrad, ma anche Cinque settimane in pallone è un romanzo che nasce grazie all’amico: Nadar fu infatti un appassionato amante dell’aerostatica e costruì un enorme pallone ad aria calda battezzato Le Géant (Il gigante).
  • Se Viola e gli altri membri del Cirque avessero attraversato la Manica nei giorni nostri, avrebbero potuto scegliere di non viaggiare sulla superficie dell’acqua, ma… sotto. Il 6 maggio 1994 viene infatti inaugurato il tunnel della Manica, una galleria ferroviaria lunga circa 50 km scavata sotto il fondo del Canale, che unisce il comune britannico di Cheriton al comune francese Conquelles, nei pressi di Calais. Per la maggior parte il tunnel si trova a 40 metri sotto il fondo del mare. È il tunnel con il percorso sottomarino più lungo al mondo.

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Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Nell’isola di Orlando qualcuno si diverte a far sparire un calzino su due, costringendo gli abitanti ad indossare calzini di colori diversi, e non solo: questo dà origine ad una serie di sospetti e malumori… Per far tornare la pace sull’isola, Orlando decide di risolvere il mistero dei calzini spaiati, e l’indagine lo porterà ad una vera sorpresa.

Titolo: Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2018
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso ciò che non si capisce porta alla nascita di sospetto e conflitto: è importante non innalzare frontiere, ma cercare sempre di conquistare la verità.

LA CITAZIONE:

“A pensarci bene, siamo tutti calzini spaiati…
Ognuno in cerca di qualcosa che completi la sua vita…”

TEMI TRATTATI:

  • puntarsi il dito a vicenda
  • nostalgia di casa
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • Pasticci fatti a fin di bene

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati è il secondo libro che racconta le avventure del piccolo Orlando, nel primo (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, presente in bibliografia), il nostro protagonista ha a che fare con un’altra indagine: Monte Sbuffone sbuffa così tanto che fa scappare tutti gli abitanti dell’isola, Orlando si sente così solo che decide di scoprire il perché di quelle grosse “sbuffate”.
  • La cameretta di Orlando contiene sempre diverse chicche: nel primo libro vediamo le sue letture preferite, qua scopriamo altre passioni: cowboy e indiani, lo spazio, il disegno di una nave vichinga e un disegno legato alla sua prima avventura.
  • Il mistero che si cela dietro alla scomparsa dei calzini è collegato in qualche modo ai miti e alle leggende irlandesi. Se avete già letto la storia, forse potrebbe interessarvi scoprire qualcosa in più su una certa figura che incontra Orlando, qui.
  • Nei miti sardi ci sono delle creature molto simili a quella che incontrerà Orlando durante la storia: sono gli Ammutandori (o Ammutantori, Ammuttatori), “gracili Folletti sardi che vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena d’oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo di monete d’oro.” (fonte).
  • Alla fine del volume ci sono dei simpaticissimi contenuti speciali, potete vederne la realizzazione dietro le quinte nel blog dei due autori, qui.

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Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso
Orlando vive con la famiglia su un’isoletta gli abitanti della quale guardano con infinito sospetto il vulcano, perché… non si sa mai. Orlando però è un bambino troppo curioso per non andare a esplorare nei dintorni del fumaiolo di Monte Sbuffone, e lì troverà una straordinaria sorpresa!

Titolo: Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

A volte ciò che è diverso, ciò che non capiamo ci spaventa. Non lasciarci spaventare e cercare di conoscere quel che sta dall’altra parte, essere curiosi, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Che noia, fino a poco tempo fa! Enorme, come il mare. Finalmente qualcosa di nuovo! Finalmente qualcuno! Tu.”

TEMI TRATTATI:

  • paura dell’ignoto
  • l’importanza di essere curiosi
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • L’amicizia si trova anche nei luoghi più impensabili

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando è talmente curioso che certamente non poteva esser soddisfatto di aver svelato solo il segreto dietro al Monte Sbuffone, quindi ecco che non appena si presenta un nuovo mistero si rimette subito all’opera! Infatti una nuova avventura lo attende con il secondo libro della serie, Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati (presente in bibliografia), dove il nostro piccolo eroe scoprirà quanto malumore possa provocare nelle persone il dover indossare calzini di colori e fantasie diverse.
  • Orlando è un amante delle avventure, ne vuole vivere lui stesso, ma vuole ritrovarle anche nei libri! Se fate attenzione, nella sua camera si posso intravedere alcuni titoli: L’isola del tesoro di Stevenson, I pirati della Malesia di Salgari, 20.000 leghe sotto i mari di Verne, Robin Hood e un’Enciclopedia dei mostri marini che, chissà, potrebbe esser stata scritta dallo stesso Capitan Nemo.
  • Il libro è illustrato principalmente con la tecnica tradizionale: matita e pastelli. Si possono vedere alcune fasi del processo di creazione delle tavole nel loro blog, qui.

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