Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro, di Nadia Terranova

Storia d'agosto, di Agata e d'inchiostro
Agosto è il classico mese delle vacanze e del mare: non per Agata, sveglia dodicenne costretta dalla malattia della nonna a restare in città con la sorella Leila. Quando quest’ultima la lascia sola in casa per raggiungere il fidanzato in montagna, Agata si ritrova come unici compagni gli adorati libri, i ricordi della storia della sua famiglia e… la pizza margherita con funghi e wurstel! A consegnargliela ogni volta è Gabo, imprevedibile diciottenne che in agosto gestisce per conto dei genitori MuccaPizza. Insieme, uniranno le proprie forze (e le proprie solitudini) per portare a termine il piano top secret di Gabo: liberare i cani e i cavalli vittime delle scommesse e delle corse clandestine gestite dalla mafia. Non è però l’unico segreto di Gabo, che colpisce Agata dritto al cuore…

Titolo: Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro
Autrice: Nadia Terranova
Anno prima edizione: 2012
Editore: Sonda

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Le persone si possono sentire lontane in moltissimi modi: per l’incapacità di riuscire a comunicare, per i problemi che occupano le mente di ognuno o anche per l’età. Attraversare la frontiera significa anche avvicinarsi all’altro superando queste distanze.
E poi c’è un’altra frontiera: quella che delimita ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, in questo caso è importante fare una scelta e lottare affinché una parte prevalga sempre sull’altra.

LA CITAZIONE:

“I racconti di Gabo si sono fatti strada nelle mie abitudini mandando all’aria passato e presente, ricordi e percezione della realtà. A lungo, mentre lui parlava, non ero più Agata abbandonata, Agata sorella saggia arrabbiata con Leila sorella scema, Agata che non era nata quando sono successe le cose importanti però prova a spiegarle immaginando storie che nessuno le ha raccontato. Ma non ero nemmeno un’Agata nuova. Non ancora. Strana terra di mezzo, col il buio a farmi da scudo di protezione.

TEMI TRATTATI:

  • solitudine
  • amicizia
  • primi amori
  • famiglia
  • lotta alla criminalità

PAROLE CHIAVE:

  • Estate
  • Doppio punto di vista
  • “Pensieri d’inchiostro”
  • Zoomafia

L’AUTRICE:

Nadia Terranova nasce a Messina nel 1978 e sin dalle elementari dichiarava di voler diventare una scrittrice. Si laurea in Filosofia e si trasferisce poi a Roma. Per diverso tempo si è occupata di libri come editor, traduttrice e insegnate (ha tenuto anche un laboratorio di scrittura narrativa per le scuole). Infine è riuscita a dedicarsi completamente alla scrittura, scelta che le è valsa diversi premi letterari nel corso degli anni.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • La storia Agata e Gabo s’intreccia con quella delle corse e dei combattimenti clandestini di animali. In appendice al libro questo tipo di criminalità viene associato a una parola: zoomafia. Il tema verrà approfondito dal commento di Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, presente in chiusura al libro. Nel sito ufficiale LAV (Lega Anti Vivisezione) troviamo l’ultimo rapporto di Troiano sulla zoomafia: nel 2018 sono aumentate le denunce per maltrattamento di animali (in media una denuncia ogni 90 minuti), e le corse dei cavalli insieme al traffico di cuccioli e ai combattimenti fra animali restano la vera emergenza.
  • Agata durante i caldi giorni d’agosto in cui è ambientata la vicenda è impegnata a leggere un libro: si tratta di Incompreso di Florence Montgomery. Racconta la storia di Humphrey e Miles, due bambini di sette e quattro anni, e del loro rapporto col padre. È una storia di malintesi, difficoltà a dialogare e di conflitto… Agata scorge fra quelle pagine parti della storia della sua famiglia.
  • Nadia Terranova nel suo blog racconta che quando incontra i lettori la domanda che le rivolgono più frequentemente riguarda la sua scelta di chiamare il protagonista “Gabo”. Rivela quindi che il suo nome è un doppio omaggio: a Gabriele “Gabbo” Sandri, disc jockey italiano, e Gabriel García Márquez, detto Gabo, scrittore colombiano premio Nobel per la letteratura.

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ALCUNI LIBRI DELLA STESSA AUTRICE:

Viaggio in Italia, di Gianni Rodari

Viaggio in Italia
Ore 9: lezione di geografia fantastica. Dove si scopre perché a Milano non si riesce a prendere il volo e a Trieste o in Romagna sì. Dove in quel di Perugia si riescono a imparare 214 lingue e dialetti diversi. Dove si capisce come si possa allungare il corso del Po. Dove si viene a conoscere che a Bologna si costruiscono i palazzi di gelato e in quel di Barletta le strade di cioccolato… Tante storie e tante rime con le quali Gianni Rodari racconta il nostro paese.

Titolo: Viaggio in Italia
Autore: Gianni Rodari
Illustrazioni: Elenia Beretta
A cura di: Arianna e Davide Tolin
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi Ragazzi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Rodari ci accompagna in un viaggio senza frontiere per l’Italia, riunendo posti lontanissimi fra di loro magari in una stessa strofa, rendendoli vicini. Ma anche la lingua può essere una frontiera superabile, e lui lo fa giocando con le parole, l’ortografia e l’alfabeto.

LA CITAZIONE:

“Siamo tutti sulla stessa Terra,
marinai dello stesso bastimento:
perché farci la guerra
invece di filare
avanti sempre con le vele al vento?”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio
  • fratellanza
  • libertà
  • fantasia

PAROLE CHIAVE:

  • Filastrocche e giochi di parole
  • Lezioni di geografia fantastica

L’AUTORE:

Gianni Rodari nasce il 1920 a Omegna, sul lago d’Orta e muore nel 1980 a Roma. Ben noto per il suo contributo alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi, oltre che scrittore è stato anche maestro elementare, giornalista e pedagogista. Durante la Seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza, e solo dopo la sua conclusione, negli anni ’50 inizia la sua produzione letteraria. Nel 1970 viene insignito del prestigioso premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. A Omegna, città dei suoi natali, gli è stato dedicato un parco, il Parco della Fantasia Gianni Rodari.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Viaggio in Italia è un’antologia curata da Arianna e Davide Tolin che raccoglie tutte le poesie, le filastrocche e i testi di Gianni Rodari che ci portano in viaggio per il nostro paese. Ecco i volumi da cui i due curatori hanno attinto: Il secondo libro delle filastrocche, Fiabe lunghe un sorriso, Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Filastrocche per tutto l’anno, Filastrocche lunghe e corte e Il Pianeta degli alberi di Natale.
  • Riguardo all’antologia, dice David Tolin, uno dei curatori: “Ci piacerebbe che il libro diventasse un prontuario per le agenzie di viaggio capaci di creare itinerari per turisti curiosi e alla ricerca di nuove modalità per scoprire il nostro paese. Nell’opera Il gioco dei quattro cantoni, c’è un testo, Codice d’avviamento fantastico, che è forse alla base dell’idea di creare una piccola antologia che avesse come filo conduttore la ‘geografia fantastica’ di Rodari. Il testo raccoglie infatti filastrocche e racconti.”.
  • Davide Tolin non parla a caso di “prontuario per le agenzie di viaggio”, infatti nel retro del volume è presente un QR code attraverso il quale si può scaricare un file PDF in cui si troverà un lungo elenco (ben 34 pagine!) di tutti i posti che Rodari visita nei suoi testi. Visita anche un po’ della Sardegna: in Codice di avviamento fantastico son citati Bari Sardo, Samassi, Samatzai e San Sperate.
  • Se volete ascoltare la voce di Gianni Rodari recitare una delle sua filastrocche, in questo video, al minuto 1:19, legge Un tale di Macerata, che trovate nel volume a pag. 82.
  • In occasione del Festival letterario Pordenonelegge 2018, i Gatti Ostinati (un duo, formato da Davide Fischanger e Cataldo Nalli, che si occupa di animazione culturale e di promozione della lettura) ha presentato uno spettacolo proprio sulla base dei viaggi in Italia di Rodari: come la definiscono loro, “una lettura animata per viaggiatori da tre a novantanove anni”. Hanno poi composto una canzone in omaggio allo scrittore e ai suoi fantastici viaggi, s’intitola Un filo e la potete trovare sul loro sito.
  • Il volume è illustrato da Elena Beretta, illustratrice italiana, di stanza a Berlino. Collabora con diverse case editrici e riviste italiane e ha partecipato con le sue opere a diverse mostre. Per scoprire qualcosa di più su di lei e sui suoi lavori potete visitare il suo sito ufficiale.

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Viola Giramondo, di Teresa Radice e Stefano Turconi

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Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, è una ragazzina curiosa, allegra ed espansiva, con una spiccata sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme. Nel suo cammino in giro per il mondo – da Parigi a New York, dalla laguna veneziana all’India, dal Canada ad Amsterdam, da Damasco alle vette dell’Himalaya – incontrerà personaggi straordinari (come il pittore Toulouse-Lautrec o il compositore Antonín Dvorák) che, contagiati dal suo ottimismo, l’accompagneranno attraverso quell’età in bilico tra la voglia di spiccare il volo e il bisogno di avere un posto cui tornare.

Titolo: Viola Giramondo
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2013
Editore: Tunué

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare tutte le frontiere del mondo: i confini tra i Paesi, la distanza fra persone di diverse etnie e fra culture diverse… Viola Vermeer lo fa, insieme alla sua grande famiglia del Cirque de la Lune.

LA CITAZIONE:

“Ma chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso, dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora si che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

TEMI TRATTATI:

  • scoprire la bellezza che ci circonda
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • il ciclo della vita

PAROLE CHIAVE:

  • “Cittadina del mondo”
  • Incontri che arricchiscono

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il nome della protagonista, Viola, non è scelto a caso, esso contiene “un intero universo di cose belle: un fiore (la natura), un colore (l’arte), uno strumento dell’orchestra (la musica)” (fonte), e inoltre è il nome della protagonista della commedia di Shakespeare (La Dodicesima Notte) citata a pag. 106 da Konrad Vermeer, il padre di Viola.
  • Nel primo capitolo della storia, Un tesoro in ogni dove, Viola fa la conoscenza di un bizzarro personaggio: Toulouse-Lautrec, una delle figure che più hanno lasciato il segno nell’arte e nella vita parigina di fine Ottocento. Potete trovare un approfondimento sull’artista qui. A pag. 16 sono visibili anche due suoi quadri: uno è una litografia ispirata a Le Cirque Fernando, l’altro è il dipinto Ballo al Moulin Rouge. Figura importante nella vita dell’artista, nonché sua musa ispiratrice è Jane Avril, ballerina del Moulin Rouge che ritroviamo anche fra le pagine di questo primo capitolo.
  • Nel secondo capitolo, Sinfonia d’autunno, Viola incontra un altro grande nome della Storia: Antonín Leopold Dvořák, uno dei più grandi compositori del XIX secolo. Fra le pagine del capitolo vediamo parti dello spartito della sua “nuova” composizione, è la sinfonia n. 9, Nuovo Mondo. Qui potete ascoltare il quarto e ultimo movimento.
  • Nel terzo capitolo, Ritorno a casa, papà Konrad fa trovare alla figlia diversi libri per tenerle compagnia durante il viaggio del circo vero l’Himalaya, questi sono: Il piccolo Lord, Il giro del mondo in 80 giorni, Le avventure di Tom Sawyer, L’isola del Tesoro, Alice nel Paese delle Meraviglie, Piccole donne e Il Milione.
  • Tra le pagine del libro riecheggiano spesso citazioni provenienti da diversi autori: da Tiziano Terzani a Kahlil Gibran, dal mistico persiano Rumi ai romantici inglesi.
  • Nel loro blog i due autori condividono spesso le fasi di lavorazione delle loro opere: qui potete trovare gli studi dei personaggi, e qui le diverse fasi di creazione di una tavola.
  • Viola Giramondo ha vinto nel 2014 il Premio Boscarato come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
  • Dalla graphic novel, cioè dalla versione a fumetti di Viola, è nata poi una serie di “romanzini”, come li definiscono i due autori, dove troviamo una Viola più giovane alle prese con mille avventure. La serie è pubblicata dalla PIEMME nella collana del Battello a Vapore, il terzo volume è presente in bibliografia.

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L’occhio del lupo, di Daniel Pennac

L'occhio del lupo
In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l’atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.

Titolo: L’occhio del lupo
Autore: Daniel Pennac
Illustrazioni: Paolo Cardoni
Traduzione: Donatella Ziliotto
Anno prima edizione: 1984
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare la frontiera è anche capire l’altro, conoscere la sua storia. L’esperienza di profonda condivisione che vivono Lupo Azzurro e Africa è di quelle che superano tutte le frontiere.

LA CITAZIONE:

“Ma il ragazzo sa benissimo che un nome non significa nulla senza la sua storia. È come un lupo nello zoo: una bestia in mezzo alle altre se non si conosce la storia della sua vita.”

TEMI TRATTATI:

  • solitudine
  • amicizia
  • dialogo fra mondi diversi
  • condivisione

PAROLE CHIAVE:

  • Vedere attraverso gli occhi dell’altro

L’AUTORE:

“Daniel Pennac è nato nel 1944 durante uno scalo a Casablanca. Nel periodo della sua felice infanzia ha viaggiato moltissimo, in Africa, Asia, Europa, Alpi Marittime, ed è rimasto sempre interessato al destino di tutti gli immigrati, animali o uomini che siano, tant’è vero che per vent’anni è vissuto a Belleville, il quartiere di Parigi dove più si trovano mescolate razze e mestieri. Ha anche insegnato per più di vent’anni a ragazzi difficili, a parte un’interruzione di due anni in Brasile, dove si è innamorato delle amache, «letto fra cielo e terra, in cui si possono concepire le idee più geniali», e da dove probabilmente hanno origine le sue migliori fantasticherie!” (Fonte)

APPROFONDIMENTI:

  • Ne L’occhio del lupo viaggiamo attraverso paesaggi completamente diversi fra loro, fra distese di sabbia e distese di neve. Attraverso l’occhio di Lupo Azzurro vediamo le Barren Lands, un territorio del Canada Settentrionale definito anche come “il Grande Nord”, mentre l’occhio di Africa ci porta nelle tre Afriche: quella Gialla del grande deserto del Sahara, quella Grigia della Savana (“Sassi infuocati, cespugli spinosi e, ancor più a sud, grandi distese di erba secca”) e quella Verde della Foresta Tropicale. Qui potete vedere come sono ripartite le tre zone geograficamente. Infine c’è l’Altro Mondo, che è quello nostro, della civiltà.
  • Il rapporto fra Lupo Azzurro e Africa si basa su una profonda comprensione fra l’uno e l’altro: Lupo Azzurro all’inizio deve guardare guardare i due occhi di Africa con il suo solo occhio, e questo lo mette “maledettamente a disagio”, perché è costretto a far saltare lo sguardo da sinistra a destra e viceversa. Il suo “non è dolore, è impotenza, e collera”. Il ragazzo quindi a sua volta chiude un occhio, e questo fa sentire il lupo a suo agio. Da questo semplice, ma profondo gesto, i terapeuti hanno intravisto un metodo di approccio per relazionarsi con chi ha bisogno di aiuto. Trovate un approfondimento al riguardo in questo articolo.
  • Da L’occhio del lupo è stato tratto uno spettacolo teatrale, arrivato anche in Italia nel 2013. In questo video potete vedere parti dello spettacolo e brevi interviste alla regista, agli attori e allo stesso Daniel Pennac.
  • Oltre ad uno spettacolo teatrale, nel 1998 è uscito anche un corto d’animazione prodotto da Les Films de l’Arlequin. Si può trovare qui la versione integrale, ma solo in lingua originale (francese).
  • In questo video potete ascoltare Daniel Pennac leggere un brano tratto dal libro, nella sua lingua madre, il francese, sottotitolato in italiano.
  • L’occhio del lupo è illustrato da Paolo Cardoni, grande illustratore italiano, coinvolto anche nel mondo dell’animazione. Qui trovate il suo sito interattivo, e nascoste per la camera che vedrete son nascosti gli elenchi di tutte le sue opere.

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ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Khalifa, un immigrato da medaglia, di Daniele Nicastro

Khalifa, un immigrato da medaglia
Sobuj vive come può, a Roma, sulle banchine del Tevere, da invisibile fra gli invisibili. Finché vede il corpo di una donna galleggiare nel fiume. C’è chi urla, chi chiama i soccorsi, chi si gira dall’altra parte. Lui è l’unico con il coraggio di gettarsi in acqua. Ancora non sa che quel tuffo gli cambierà la vita.

Titolo: Khalifa, un immigrato da medaglia
Autore: Daniele Nicastro
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso creiamo una frontiera fra noi e gli altri: non lasciar vincere l’egoismo, esser sempre pronti ad aiutare il prossimo anche quando ciò vada contro i nostri interessi… tutto questo significa infrangere quella frontiera e avere coraggio.

LA CITAZIONE:

“Fu allora che mi ricordai del permesso di soggiorno scaduto.
Non ci avevo pensato mentre vedevo la donna galleggiare.
Né mentre correvo a perdifiato sull’argine.
O mentre le sollevavo la testa dall’acqua.
Avevo pensato solo a salvarle la vita. L’alternativa era stare fermo, fregarmene. Pensare solo a me stesso, perché era chiaro che dopo il salvataggio sarei stato interrogato dalla polizia. Non si può fare una cosa così e poi sparire nel nulla.
No, avevo fatto bene.
Che uomo sarei stato, altrimenti?”

TEMI TRATTATI:

  • coraggio
  • solidarietà
  • sopravvivenza
  • accoglienza
  • famiglia

PAROLE CHIAVE:

  • Eroe

L’AUTORE:

Daniele Nicastro è nato a Carmagnola nel 1978 e attualmente vive a Moretta, un piccolo paese della provincia di Cuneo, dove scrive a tempo pieno libri per ragazzi. Ha cominciato nel 2011 con un racconto fantastico. Da allora si è cimentato nei generi più diversi, dal romanzo d’avventura al racconto comico, ma sempre con una particolare attenzione ai temi della crescita che più interessano i ragazzi. Con le scuole e le biblioteche svolge incontri di promozione alla lettura e laboratori di scrittura creativa.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro racconta la storia vera di Sobuj Khalifa, un immigrato in Italia dal Bangladesh che non essendo riuscito a trovare lavoro, si ritrovò per un certo periodo a vivere nella Cloaca Massima, un antico condotto fognario, fino a che non arrivò quel giorno del 12 maggio 2015, in cui salvò la vita di una donna che stava annegando nel Tevere. Qui trovate le immagini di quel salvataggio.
  • Tutti i fatti narrati nel libro sono realmente accaduti e trovabili in rete: qui potete trovare l’intervista del Messaggero citata a pag. 89, qui quella di Repubblica citata a pag. 90, e qui il servizio de La Vita in diretta citato a pag. 101. Qui trovate un breve articolo sulle 18 onorificenze consegnate dall’allora presidente Mattarella alle personalità che si son distinte in quel 2015 per particolari atti di eroismo, fra le quali c’è anche Sobuj Khalifa.
  • La storia di Khalifa inizia nel suo paese d’origine, il Bangladesh. L’autore attraverso il suo protagonista racconta la situazione di grave povertà che imperversa fra i bengalesi, tra scarse risorse e popolazione sempre più densa. In questo articolo potete leggere alcune informazioni che possono aiutare a capire il Bangladesh, e in questo, molto più recente, delle tensioni che coesistono attualmente all’interno del suo territorio.
  • Una volta arrivati in Italia, Sabuj Khalifa e suo fratello Galala si dirigono verso quel quartiere di Roma dove vivono molti altri bengalesi come loro, lo chiamano Banglatown. Il quartiere è quello di Tor Pignatta, che, insieme ad altri fra la Prenestina e la Tuscolana, sono quartieri nati all’inizio del Novecento da sempre abitati da immigrati, ma che venivano da meno lontano: “Quartieri nati per essere abitati da immigrati, genti arrivate da lontano, con abitudini e tradizioni diverse, che spesso non sapevano parlare l’italiano: erano abruzzesi, pugliesi, veneti, sardi, marchigiani.”. Qui trovate l’intero reportage citato.
  • A pag. 92 il padre di Matteo rimane sbalordito dalla quantità di articoli presenti sul web riguardanti il gesto eroico di Khalifa, trova anche una canzone… esiste per davvero anche questa, è composta da Roberto Biagiotti e la potete ascoltare qui.
  • A pag. 112, riferendosi a Monica Graziana Contrafatto, premiata anche lei per il suo atto di eroismo, Khalifa dice: “Ma è lo stesso diventata un’atleta e sogna di partecipare alle Paralimpiadi di Rio del prossimo anno.”. Nel 2016 Monica è riuscita per davvero a partecipare ai giochi paralimpici di Rio, ottenendo anche un importante risultato: la medaglia di bronzo nei 100 metri piani categoria T42.
  • Qui potete trovare un’intervista a Daniele Nicastro, in cui parla della sua vocazione di scrittore, dei grandi autori che l’hanno ispirato e fa un accenno anche a Khalifa, un immigrato da medaglia (“Scriverlo è stata un’esperienza illuminante sotto molti aspetti.”). Qui trovate un’intervista più estesa.
  • Qui trovate il booktrailer (video di presentazione) del libro creato dalla classe di una scuola di Bolzano per un progetto.

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Sette minuti dopo la mezzanotte, di Patrick Ness e Siobhan Dowd

Sette minuti dopo la mezzanotte
Una notte di luna e brezza leggera, il piccolo Conor si sveglia di colpo sentendo bussare alla finestra della sua cameretta. Terrorizzato, allunga l’orecchio per cogliere qualche rumore sospetto dal piano di sotto. Nulla. Sono passati sette minuti dalla mezzanotte. D’un tratto, sente chiamare il suo nome. Conor è preso dal panico: potrebbe essere l’apparizione spaventosa che da giorni lo tormenta nel sonno, l’incubo che viene a trovarlo da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Invece, quando si fa coraggio e si sporge dalla finestra, trova ad attenderlo un mostro. Un mostro tutto particolare, però, senza artigli o denti aguzzi.È semplicemente un albero. Antico e selvaggio, una creatura che sembra uscita da un altro tempo. Il mostro è pronto a stringere un patto con lui: nelle notti successive racconterà a Conor tre storie, di quelle che aiutano a uccidere i draghi che ognuno di noi nasconde nel fondo del proprio animo, storie che spingono ad affrontare le paure più grandi. Ma in cambio la creatura misteriosa vuole da lui una quarta storia, un racconto che deve contenere e proteggere la cosa più pericolosa di tutte: la verità.

Titolo: Sette minuti dopo la mezzanotte
Autore: Patrick Ness (da un’idea di Siobhan Dowd)
Illustrazioni: Jim Kay
Traduzione: Giuseppe Iacobaci
Anno prima edizione: 2011
Editore: Mondadori

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La frontiera è anche mentale: quel blocco che ci impedisce di accettare o di sopportare qualcosa e che ci porta a chiuderci dentro noi stessi… oppure anche la frontiera che separa la vita dalla morte. Capire che certe situazioni fanno parte del ciclo della vita, e che tutto si può affrontare, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Gli esseri umani sono bestie complicate, credono alle bugie consolatrici pur conoscendo la realtà dolorosa che le ha rese necessarie.”

TEMI TRATTATI:

  • paura della morte
  • chiusura in sé stessi
  • bullismo

PAROLE CHIAVE:

  • I mostri nella nostra mente

L’AUTORE:

Patrick Ness ha passato i primi anni di vita girovagando per il mondo: nato nel 1971 a Fort Belvoire, una base militare dove suo padre era sergente per l’esercito degli Stati Uniti d’America, passa poi parte dell’infanzia prima alle Hawaii, poi a Washington e a Los Angeles. Si trasferisce infine nel 1999 a Londra, dove scrive il suo primo romanzo e inizia ufficialmente la sua carriera di scrittore. Tiene inoltre corsi di scrittura creativa presso l’università di Oxford e scrive per alcune testate giornalistiche inglesi.
Ha vinto numerosi premi, fra cui la Carnegie Medal, il Guardian Children’s Fiction Prize e il Booktrust Teenage Prize.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro nasce da un’idea di un’altra scrittrice: Siobhan Dowd (Londra, 4 febbraio 1960 – Oxford, 21 agosto 2007), conosciuta in Italia principalmente per Il mistero del London Eye, romanzo che le è valso il premio Andersen nel 2012. Malata terminale di un tumore al seno, non ha potuto completare la storia, che è passata quindi nelle mani di Patrick Ness.
  • Dal libro è stato tratto un film uscito nel 2016 per la regia di Juan Antonio Bayona, qui è possibile vedere il trailer.
  • Nel libro il mostro/albero racconta a Conor tre storie che lo porteranno a confrontarsi con una grande verità, a una catarsi. La struttura è quella del Canto di Natale di Charles Dickens.
  • Le illustrazioni del volume sono di Jim Kay, che in questi anni si sta occupando anche della versione illustrata di Harry Potter. Nel suo sito potete trovare tavole di alcuni dei suoi lavori, anche di Sette minuti dopo la mezzanotte (in inglese A Monster Calls).

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Ali nere, di Alberto Melis

Ali nere
1937. Il paese basco di Durango, Spagna. Un momento tragico e poco conosciuto della recente storia viene raccontato attraverso gli occhi di Tommaso, un ragazzo italiano dodicenne giunto in Biscaglia con i genitori impegnati, insieme a uomini e donne di cinquantatré diverse nazioni, a combattere contro l’esercito franchista e per la libertà. Nonostante la Guerra Civile, Tommaso vive intensamente le esperienze e i dubbi della sua età. Stringe una forte amicizia con Susa, una ragazza spagnola libera e ribelle che gli fa amare Garcia Lorca, le letture, la natura, gli animali. Un albero diventa il loro rifugio. Il 31 marzo, in un tranquillo giorno di mercato, compaiono nel cielo di Durango sagome nere di aerei. Nessuno può immaginare quello che sta per accadere. Nella storia delle guerre, il primo bombardamento a tappeto rivolto verso inermi civili avvenne a Durango, poco prima di quello di Guernica, immortalato dal celebre quadro di Picasso. Durango subì un bombardamento micidiale, eseguito dall’aviazione fascista italiana in appoggio al dittatore Franco. Un crimine contro l’umanità che anticipò gli orrori della Seconda Guerra Mondiale e che merita di essere ricordato. Anche con questo romanzo che, pur essendo frutto della fantasia dell’autore, si basa su ambienti, fatti e personaggi realmente esistiti.

Titolo: Ali nere
Autore: Alberto Melis
Anno prima edizione: 2018
Editore: Notes Edizioni

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

I genitori di Tommaso son un grande esempio per lui e per tutti noi: ci insegnano che le frontiere nazionali sono relative, non bisogna restar fedeli ad una bandiera, ma alla propria coscienza e seguire non gli ideologismi di passaggio, ma i propri valori. Questa è l’eredità di Tommaso.

LA CITAZIONE:

“Mi girai, alzai gli occhi al cielo e per qualche secondo restai abbagliato dai raggi del sole. Poi vidi grandi ali nere, simili a quelle che avevo sognato: appartenevano a giganteschi aerei che avevano la stessa sagoma dei bombardieri italiani Murciélagos, i Pipistrelli.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • amicizia
  • superstizioni
  • guerra

PAROLE CHIAVE:

  • Guerra Civil
  • Durango
  • Murciélagos

L’AUTORE:

Alberto Melis nasce a Cagliari, dove ancora vive, nel 1957. Dal 1983 è maestro di scuola, ma le sue passioni ed occupazioni variano: ama la fotografia, collabora con alcune testate giornalistiche, fra cui L’Unione Sarda, e scrive romanzi, soprattutto per i più giovani, su temi a lui cari.

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APPROFONDIMENTI:

  • Il contesto storico in cui è ambientato Ali nere è quello della guerra civile spagnola scoppiata nel 1936 e conclusasi il 1° aprile 1939, alle porte della Seconda guerra mondiale. Quali sono gli eventi che portarono a questo sanguinoso conflitto? Nel 1931 il re di Spagna abbandonò il trono e nacque la Repubblica Spagnola, ma subito iniziarono i contrasti fra i nazionalisti e i repubblicani, contrasto che sfociò in guerra nel ’36, quando il Fronte popolare (costituito da repubblicani, comunisti, socialisti e anarchici) riconquistò il governo e il generale Francisco Franco di stanza in Marocco marciò verso Madrid per rovesciare il nuovo governo con la forza. L’idea del generale era quella di costituire in Spagna un regime fascista come quello di Mussolini in Italia o come quello di Hitler di Germania, per questo motivo entrambi i paesi appoggiarono lo sforzo bellico di Franco con parte del proprio esercito. La guerra civile in Spagna divenne un prototipo dello scontro sanguinoso fra fascismo e democrazia che a breve avrebbe portato al secondo conflitto mondiale. Durante lo scontro ci fu una grande mobilitazione di civili, volontari provenienti da tutti gli strati sociali spagnoli ed europei. I soldati italiani fascisti non furono gli unici italiani coinvolti nel fronte spagnolo, molti italiani antifascisti, come i genitori di Tommaso, partirono per la Spagna per dare il loro contributo contro i nazionalisti di Francisco Franco. Nonostante ciò, la lotta era impari, e dopo 3 anni di sanguinosa guerra, Francisco Franco riuscì nel suo colpo di stato e instaurò il suo regime dittatoriale che durò sino alla sua morte, avvenuta nel 1975. In questo documentario prodotto dalla Rai potete trovare un maggior approfondimento sui fatti antecedenti la guerra civile, la guerra civile stessa e le motivazioni dei vari schieramenti.
  • Si è detto alla guerra civile parteciparono anche volontari stranieri in appoggio alla Repubblica contro il fronte nazionalista di Francisco Franco: questi costituivano le cosiddette Brigate Internazionali, citate anche nel libro, che si dividevano in diverse Colonne a seconda dei paesi di origine, e c’era anche la Colonna italiana, con volontari provenienti principalmente dal movimento Giustizia e Libertà (sotto cui combatteranno a breve anche molti partigiani in Italia). Il padre di Tommaso combatteva per la Colonna Rosselli, che prende il nome da Carlo Alberto Rosselli, attivista antifascista italiano. Insieme al padre di Tommaso, nella Colonna Rosselli milita anche un altro personaggio, Umberto Marzocchi, come si scoprirà a pag. 129, e non è un personaggio inventato: antifascista e anarchico italiano, Marzocchi parte subito per la Spagna allo scoppio della guerra per combattere contro i fascisti, andrà poi in Francia dove negli anni ’40 combatterà fra le fila della Resistenza. Riuscì a tornare in Italia solo alla fine del secondo conflitto mondiale.
  • A pag. 14 si fa riferimento alla battaglia di Monte Pelato, battaglia in cui venne ferito il padre di Tommaso: questo fu il primo scontro che vide l’intervento delle milizie italiane antifasciste nella guerra contro i franchisti, partecipò anche Marzocchi di cui si è appena parlato. In questo articolo trovate un maggior approfondimento sulla battaglia.
  • Finora si è parlato dei militanti italiani antifascisti, ma in Spagna la maggior parte degli italiani impegnati nella guerra erano dell’esercito fascista di Mussolini. Quest’ultimo non si limitò a mandare parte del suo esercito in Spagna, ma anche diverse macchine da guerra, e fra queste i Murciélagos ,”pipistrelli” in spagnolo: così venivano definiti i bombardieri italiani Savoia-Marchetti S.M.81, gli artefici dei bombardamenti contro i civili a Durango, e non solo. Questi vennero impiegati anche per la conquista dell’Etiopia e durante la seconda guerra mondiale, qui potete trovare un approfondimento.
  • Quello di Durango è stato il primo bombardamento a tappeto della storia contro inermi civili, successivamente divenne una pratica tristemente comune, a partire dalla Seconda guerra mondiale. In questo video potete vedere brevi filmati d’epoca con immagini di Durango dopo il bombardamento di quel 31 marzo 1937.
  • A pag. 110 viene riportata parzialmente la Ballata della piccola piazza di Federico García Lorca, qui potete leggere la versione integrale. Garcia Lorca fu un poeta e drammaturgo spagnolo della prima metà del Novecento, nel 1936 venne catturato da una milizia franchista a Granada dove era ospite fra amici (lui era sostenitore delle forze repubblicane), e fucilato sul posto. Il suo corpo venne poi gettato in una tomba senza nome a a Fuentegrande de Alfacar. Qui trovate un’infografica con i momenti salienti della sua breve vita.
  • Ali nere è stato “libro del giorno” nella nota trasmissione radiofonica Fahrenheit su Radio3. Potete ascoltare qui l’episodio, in cui Alberto Melis parla del suo libro, dei suoi personaggi (e l’uomo a cui il giovane protagonista deve il suo nome), del contesto storico del libro, inserendosi nel nostro contesto storico attuale.
  • L’illustrazione di copertina è di David Pintor, illustratore di libri per ragazzi nato a Galizia nel 1975. Qui, nel suo sito ufficiale potete trovare altri suoi lavori.
  • A pag. 75 viene citata la macchina Enigma, la macchina attraverso cui gli ufficiali tedeschi comunicavano attraverso messaggi cifrati, che verrà poi decrittata dal matematico inglese Alan Turing durante la Seconda guerra mondiale. In questo video viene spiegato in modo semplice il funzionamento di questa complicata macchina, all’apparenza molto simile ad una classica macchina da scrivere.

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