Rossoblù, che storia!, di Angela Latini e Martina Matteoli

Rossoblù, che storia!
La maglia autografata dai giocatori del Cagliari giace in un cassetto e Alessandro non ha nessuna intenzione di condividerla con sua sorella Anna. Ma quando a scuola gli viene affidata una ricerca sulla sua squadra del cuore, Alessandro non può fare altro che chiedere aiuto proprio a lei! E sapete cosa vuole in cambio l’esperta sorellina? Pensando alla maglia, che vede già fra le sue mani, Anna si addormenta e si ritrova improvvisamente in piazza d’Armi, nel 1902, quando a Cagliari si tirano i primi calci al pallone. Durante un incredibile sogno, la ragazzina ripercorre le tappe fondamentali della storia rossoblù, parla con i protagonisti, raccoglie notizie e curiosità di campionato in campionato, di competizione in competizione. Vive la prima partita dell’8 settembre 1920 del Cagliari Football Club, il mitico scudetto del 1970, la partecipazione alla Coppa dei Campioni, la Coppa UEFA e l’indimenticabile promozione in Serie A nella stagione 2015-2016. Al suo risveglio Anna accetterà la richiesta di Alessandro, ormai rassegnato ad aprire quel cassetto. Ma per la piccola cronista sportiva la maglia non sarà l’unica vittoria…

Titolo: Rossoblù, che storia!
Autrici: Angela Latini e Martina Matteoli
Illustrazioni: Bruno Olivieri
Anno prima edizione: 2017
Editore: Condaghes

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Ciò che ci appassiona può nascondere diversi lati che non conosciamo: superare la frontiera significa anche non limitarci a conoscere la superficie di ciò che ci piace, ma approfondire e scoprire quante più cose possibili.

LA CITAZIONE:

“Da lontano arriva un rumore, un accenno di pioggia: plin, plin, plin… goccia dopo goccia. Mi ritrovo con in mano un ombrello (chissà perché non lo apro visto che sta piovendo?!) e addosso una strana maglietta, di sicuro è rossa e blu, di sicuro ci sono sopra tante firme.
È così che inizia la storia del calcio a Cagliari, con un acquazzone.”

TEMI TRATTATI:

  • calcio
  • viaggio nel tempo
  • seguire le proprie passioni

PAROLE CHIAVE:

  • Storia del Cagliari

LE AUTRICI:

Angela Latini è nata nelle Marche, ma ha la Sardegna nel cuore, in particolare la squadra del Cagliari. Ha sempre scritto di calcio in diversi quotidiani, poi ha iniziato a parlarne anche in libri per i più giovani.

Martina Matteoli è giornalista pubblicista, e una grande appassionata di calcio sin da bambina. È scontato dire per quale squadra tifi…

APPROFONDIMENTI:

  • Rossoblù, che storia! non è il primo libro che Angela Latini dedica alla squadra del Cagliari: nel 2012 ha scritto Cuori rossoblù, che parla di una mamma delle Marche tifosissima del Cagliari (che ci sia qualche elemento autobiografico, dato che anche l’autrice è delle Marche?), mentre nel 2015 esce L’estate di una Primavera rossoblù, storia che si sviluppa fra gli allenamenti della Primavera rossoblù, la squadra dei più grandi del settore giovanile del Cagliari.
  • Alla storia della squadra del Cagliari è dedicato un percorso museale all’interno della Sardegna Arena, dal titolo Cagliari 1920 History & Gallery, in cui si possono trovare cimeli, foto, testi e reperti storici dei campioni di oggi e di sempre. Qui il sito ufficiale. Cliccando su “History” si apre il racconto dei primi anni del Cagliari, e si possono vedere alcune foto d’epoca, e riconoscerete senz’altro alcune delle maglie presenti nell’illustrazione a pag. 19.
  • “Dagli «Alè!» ad «Aiuto, le bombe!»”, così a pag. 23 s’introduce il racconto di uno dei periodi più bui di Cagliari: i bombardamenti del ’43, in piena Seconda guerra mondiale, che distrussero la città… forse non sapete che Cagliari fu la seconda città più devastata dalle bombe in quel periodo, infatti fu raso al suolo l’80% degli edifici! In questo video, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, vengono raccontati quei giorni del 1943.
  • A pag. 25 si fa riferimento al nuovo stadio dell’Amsicora, e all’eroe a cui deve il proprio nome… Si tratta per l’appunto di Amsicora (o Ampsicora), che ai tempi delle grandi conquiste dell’antica Roma organizzò una rivolta contro le legioni romane (215 a.C.). Purtroppo l’esito della rivolta non fu lieto per il nostro eroe, che dopo la sconfitta e la morte del figlio decise di togliersi la vita, ma il nome dello stadio non è l’unico omaggio a lui dedicato, a Oristano infatti si trova una sua stele celebrativa. Ma la figura di Ampsicora era presente anche nella bibliografia dell’a.s. 2017/2018, con il libro Ampsicora. Eroe sardo di Tonino Oppes. Qui trovate un approfondimento sulla storia di questo personaggio e in particolare sulla sua ribellione ai romani.
  • “… mi distraggo un po’, sino a quando vedo volare un’arancia. Proprio un’arancia, che lanciata dagli spalti finisce in pieno sulla faccia di Cannito, un giocatore del Lecce che sta parlando con l’arbitro.” (pag.48), se la ricorda ancora bene Ruggero Cannito quell’arancia, come racconta all’Unione Sarda nell’aprile del 2011: “Ho ancora la sensazione che l’arancia forse era rivolta all’arbitro: ma me la beccai io, tra occhio e naso, e mi fece male, molto male. Perché ero vicino all’arbitro rientrando negli spogliatoi? Lo Bello mi aveva ammonito e mi ero avvicinato per chiedergli spiegazioni, ma all’improvviso sentii come un cazzotto, cominciò a uscire sangue dal naso, ebbi quasi uno svenimento”.
  • Il libro è illustrato da Bruno Olivieri, illustratore, sceneggiatore, colorista, musicista e chissà cos’altro… Attualmente collabora principalmente con la rivista Il Giornalino in cui disegna le storie a fumetti dell’elefantino Paky (testi di Fabrizio Lo Bianco) e del piccolo investigatore John Watson (testi di Beppe Ramello). Qui trovate il suo sito ufficiale.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLE STESSE AUTRICI:

Wildwitch Vol. 1. La prova del fuoco, di Lene Kaaberbøl

Wildwitch Vol. 1. La prova del fuoco
Clara è una ragazzina di 12 anni che non ha nulla di speciale: un po’ timida, il viso punteggiato di lentiggini, è alle prese con i problemi tipici della sua età. Ma un giorno incontra un gigantesco gatto grazie al quale scopre di avere lo straordinario potere di comunicare con gli animali. Sarà solo l’inizio della sua nuova vita da “strega selvatica” in un mondo in cui la magia non è esattamente roba per bambini.

Titolo: Wildwitch Vol. 1. La prova del fuoco
Autrice: Lene Kaaberbøl
Traduzione: Bruno Berni
Anno prima edizione: 2010
Editore: Gallucci

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La frontiera è anche il passaggio da un momento all’altro della propria vita, quell’evento che che crea un “prima” e un “dopo”. Adattarsi al cambiamento, accettare una vita diversa rispetto a quella di prima, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“«Tu sei una strega» dissi. Non era una domanda.
«Una strega selvatica, una wildwitch» disse lei, come se fosse la cosa più naturale del mondo. «Mi occupo di tutto ciò che è vivo nel mondo selvatico, e in cambio loro si occupano un po’ di me».”

TEMI TRATTATI:

  • cambiamento
  • natura
  • credere in sé stessi

PAROLE CHIAVE:

  • Strega selvatica
  • Giustizia

L’AUTRICE:

In Danimarca, ma in tutto il Nord Europa, il nome di Lene Kaaberbøl è ben noto, soprattutto nel mondo della letteratura per ragazzi. Nata a Copenhagen nel 1960, ha iniziato a scrivere a 15 anni, e non ha mai smesso. Ad oggi ha pubblicato più di una trentina di libri, sebbene in Italia ne sia arrivato un numero molto ristretto. I suoi romanzi del cuore sono la trilogia de Il Signore degli Anelli di Tolkien e I racconti di Terramare di Ursula K. Le Guin.

APPROFONDIMENTI:

  • La prova del fuoco è solo il primo libro della serie di Wildwitch: si contano infatti sei libri pubblicati fra il 2010 e il 2014. La saga è diventata un bestseller non soltanto in Danimarca, ma anche in Germania e nel Regno Unito. In Italia per il momento la pubblicazione è arrivata sino al terzo volume.
  • In un’intervista l’autrice racconta che l’idea del libro è nata dal fatto che lei percepisse la mancanza di libri in cui gli animali hanno un ruolo importante.
  • Le wildwitch, le streghe selvatiche, attingono il loro potere dalla natura, ma la prima regola di una wildwitch è che non si può prendere senza dare: quei poteri dovranno poi essere impiegati nella salvaguardia di quella stessa natura e delle sue creature. Per questo quella di Wildwitch viene considerata una serie dal forte impatto ambientalista.
  • La “prova del fuoco” che dà il titolo al libro è la prova che Clara dovrà superare per provare di essere una strega (selvatica). Nel mondo creato dalla Kaaberbøl, in cui le streghe esistono, questa prova viene comunque ritenuta di dubbia moralità,  eppure persino nella nostra realtà furono diverse le prove congegnate per provare se una persona praticasse o meno la stregoneria o se fosse o meno una strega. Fra queste si possono citare l’ordalia dell’acqua, in cui le accusate venivano legate su delle sedie e immerse in fiumi o laghi e a seconda se galleggiassero o affondassero le si riteneva colpevoli o innocenti (in periodi storici diversi il giudizio era differente, in alcuni casi affondare era segno di malvagità in altri lo era galleggiare). Altra prova era il pungolamento: si credeva che le streghe avessero nel corpo un marchio che provasse la loro vera natura e che in quel punto non si potesse provare dolore, si pungeva quindi la vittima un po’ ovunque cercando di trovare il marchio che le avrebbe incastrate. Ma la prova certamente più diffusa fu il rogo, probabilmente per la sua semplicità: il fuoco non avrebbe mai bruciato persone pure, quindi se le vittime morivano fra le fiamme erano senz’altro dei peccatori implicati con la stregoneria.
  • A pag. 122 Clara dice di essere nella classe 5^B, ma i conti non tornano considerando che Clara ha 12 anni, e questo perché il sistema scolastico danese si differenzia dal nostro e si articola in: educazione prescolare, scuola dell’obbligo, la Folkeskole (dai 7 ai 16 anni), e scuola secondaria superiore (dai 16 ai 19 anni). Infine come da noi, facoltativa, c’è l’università.
  • Di Wildwitch è stato prodotto un film per la regia di Kaspar Munk, uscito l’11 ottobre nelle sale danesi. Per ora non è prevista una distribuzione in Italia. Qui potete vedere il trailer in lingua originale con i sottotitoli in inglese.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLA STESSA AUTRICE:

Non restare indietro, di Carlo Greppi

Non restare indietro
Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l’hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio “per non dimenticare” in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così – K. – perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti – se si vuole pensare al futuro – a non restare indietro.

Titolo: Non restare indietro
Autore: Carlo Greppi
Anno prima edizione: 2015
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Alcuni episodi della Storia sembrano ormai separati dal presente da una frontiera invalicabile, pagine talmente forti e crudeli che sembrano non appartenere alla realtà. Distruggere quella frontiera e capire come noi in passato si sia potuti arrivare a commettere certi crimini, capire come persone comuni si siano rese complici di un genocidio… togliere il velo dell’irrealtà e capire di cosa siamo capaci, essere coscienti che la storia “fa le rime” e non si può mai essere certi che le cose non riaccadano, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Erano quasi tutti d’accordo, sul fatto che una storia del genere potrebbe ricapitare, o che addirittura fosse già successa dopo il 1945, come se un’altra tabellina invisibile continuasse a battere il tempo, e ogni tot anni, in qualche parte del mondo, qualcuno provasse a spazzare via dalla faccia della terra un altro gruppo umano individuato sulla base di caratteristiche più o meno reali. Gianluca aveva ritirato fuori la roba delle rime: ‘La storia non si ripete mai uguale a se stessa: al massimo fa le rime’, aveva detto.”

TEMI TRATTATI:

  • genocidio
  • demitizzazione della Shoah
  • ritrovare sé stessi
  • amicizia
  • lutto

PAROLE CHIAVE:

  • Nuova Scuola
  • Auschwitz
  • Shoah
  • La storia “fa le rime”

L’AUTORE:

Carlo Greppi nasce nel 1982 a Torino, è uno storico, collabora con Rai Storia come conduttore, inviato e ospite, fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, collabora inoltre con il blog Doppiozero e la Scuola Holden, ed è, ovviamente, scrittore. È anche socio fondatore dell’associazione Deina, il cui intento è realizzare percorsi formativi per i giovani legati al tema della memoria. Per Non restare indietro ha vinto il premio premio Adei-Wizo 2017, sezione ragazzi.

APPROFONDIMENTI:

  • Come raccontato a pag. 17, il Giorno della Memoria è un’istituzione recente, degli anni Duemila. Qui trovate la legge n. 211 del 20 luglio 2000 con cui in Italia si istituisce il Giorno della Memoria (Art. 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.).
  • A pag. 19 si fa riferimento al processo di Adolf Eichmann, ufficiale nazista a capo della sezione che si occupava della deportazione delle persone considerate di “razza ebraica”. In questo articolo trovate un approfondimento sulla persona di Eichmann e sul suo processo a Gerusalemme, qui invece trovate un video del processo (che fu ripreso dalle telecamere americane) sottotitolato in italiano. Nell’articolo si fa riferimento ad Hannah Arendt, citata anche nel libro, i cui pensieri su Eichmann e il suo processo vennero riuniti nel libro La banalità del male (“Arendt non disse che Eichmann era semplicemente un burocrate, nonostante le sia stata attribuita questa versione che apparteneva piuttosto alla linea degli avvocati della difesa: per lei Eichmann rappresentava «l’assenza di pensiero» cioè l’assenza di una dimensione interiore etica della coscienza. Tale assenza di pensiero era anche assenza di responsabilità, ossia incapacità di elaborare il significato del proprio agire e dunque le sue conseguenze.”).
  • Nel libro si fa riferimento diverse volte a foto risalenti al regime nazista e alla persecuzione ebraica, eccone alcune: foto dell’uomo con le braccia conserte, Amburgo 1936 (pag. 28), in questo articolo trovate la storia di quest’uomo, August Landmesser; foto del giovale ufficiale nazista col fucile puntato contro sei uomini (pag. 52); “L’ultimo ebreo di Vinnycja” (pag. 54); il Battaglione 101 (pag. 90); il Battaglione 101 in festa (pag. 104); Sonderkommandos ad Auschwitz (pag. 148).
  • Da pag. 78 vengono citati diverse parti della poesia Messaggio, letta da un’anziana signora che racconta la sua esperienza dopo la promulgazione in Italia delle leggi razziali. Questa signora è Nedelia Lolli, scappata al destino di tanti ebrei come lei grazie all’aiuto di Dalmiro e Verbena Costa, torinesi, che nell’inverno tra il 1943 e il 1944 nascosero l’allora tredicenne Nedelia, spacciandola come educatrice dei loro figli Marcello e Giorgio. Qui trovate riportata per intero questa storia di coraggio e di salvezza.
  • “La signora si mette a raccontare di quando arrivarono le leggi razziali: a nove anni lei scoprì di essere di una razza inferiore. Secondo le logiche deliranti del fascismo, naturalmente, aggiunge con un mezzo sorriso, prima di farsi seria.” (pag. 82). Qui trovate tutti gli articoli de Il manifesto della razza pubblicato in Italia nel 1938, pochi mesi dopo verranno promulgate le leggi razziali. Al punto 9 si può leggere “Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”.
  • A pag. 80 si fa riferimento al corto animato Educazione alla morte: è un corto realizzato dalla Disney che denuncia la manipolazione dei bambini tedeschi avviati all’ideologia nazista sin dalla tenera età. Lo trovate qui con i sottotitoli in italiano.
  • A pag. 140 si fa riferimento allo psichiatra Franco Basaglia, che oggi viene ricordato soprattutto per la legge 180/1978, chiamata proprio “Legge Basaglia”, grazie alla quale vennero chiusi i manicomi in Italia.
  • A pag. 165 si fa riferimento a un tentativo di fuga del 7 ottobre 1944: quel giorno a Birkenau alcuni elementi di due Sonderkommandos si ribellano alle SS, uccidono tre soldati nazisti e distruggono un forno crematorio con esplosivo ottenuto grazie alla collaborazione di alcune donne polacche impiegate presso alcune fabbriche di munizioni nei dintorni. La rivolta si conclude in un bagno di sangue, con lo sterminio dei deportati ribelli e l’impiccagione, alcuni mesi dopo, di quattro donne polacche. Qui trovate un approfondimento sugli accadimenti di quel giorno.
  • L’autore del libro ha partecipato ad una puntata del programma Il tempo e la storia (citato anche da lui a pag. 218) prodotto dalla Rai in cui si parla proprio dei Lager nazisti, potete vedere l’episodio qui.
  • Dopo aver letto il libro potrebbe essere interessante associare delle immagini ai luoghi raccontati, in questo breve video potete vedere ciò che i ragazzi della III C hanno visto in quella fredda giornata ad Auschwitz.
  • Qui potete trovare una breve intervista all’autore Carlo Greppi, in cui parla del libro, dei suoi obiettivi e del viaggio ad Auschwitz.
  • Non restare indietro non è il primo libro di Carlo Greppi con a tema la Shoah, ha scritto anche L’ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager, e La nostra Shoah. italiani, sterminio, memoria, di cui potete trovare qui un estratto.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Batti il muro. Quando i libri salvano la vita, di Antonio Ferrara

Batti il muro
Caterina è solo una bambina quando sua madre comincia a chiuderla in un armadio, al buio. È il segnale di una malattia che non assume mai manifestazioni violente, però infligge a Caterina questa pena ripetuta che non tocca invece alla sorella, chissà perché. Dentro l’armadio Caterina ha paura, all’inizio. Poi comincia a portare con sé un libro e una torcia elettrica, e tutto cambia. La lettura diventa lo strumento per contrastare la volontà della madre in modo sommesso. Caterina non urla, non protesta: rimane buona e zitta dentro la sua casetta di legno, al riparo, con i suoi libri. Sono le storie a salvarla. E sarà l’amore per i libri, un amore fedele e paziente, a dare infine un senso alla sua vita.

Titolo: Batti il muro. Quando i libri salvano la vita
Autore: Antonio Ferrara
Anno prima edizione: 2011
Editore: BUR

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Nella vita possiamo andare incontro a difficoltà e dolore, e a questo punto si crea una frontiera: possiamo stagnare nella sofferenza o cercare aiuto in qualcuno o in qualcosa. Cercare aiuto nei momenti bui, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Leggendo capivo che non potevo impedire che le cose accadessero, ma che potevo almeno immaginarne altre, più dolci, che prima o poi sarebbero potute accadere.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • malattia
  • abusi domestici
  • crescita

PAROLE CHIAVE:

  • Batti il muro
  • Potere della lettura
  • Prigione, fisica e mentale

L’AUTORE:

Classe ’57, Antonio Ferrara è uno scrittore e illustratore italiano, insignito nel 2012 del premio Andersen (premio italiano per la letteratura per ragazzi) per Ero cattivo, una delle sue opere più conosciute. Dopo aver conseguito la maturità classica, frequenta la facoltà di Architettura e nel mentre lavora come grafico. L’interesse per la letteratura per ragazzi nasce in seguito alla sua esperienza in alcune comunità di alloggio dei minori, è qui infatti che capisce l’importanza della diffusione della lettura fra i giovani. Diventerà quindi illustratore e, infine, anche autore di libri a loro destinati, raccontando storie ricche di speranza e con protagonisti in cui i lettori possono ritrovare se stessi.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro si apre con una citazione dal Diario di Anna Frank, giovane ragazza ebrea che ai tempi della persecuzione nazista era stata costretta alla clandestinità e a vivere nascosta in una casa senza mai poter uscire. In questo periodo di prigionia anche lei trovò conforto nei libri, come Caterina, e nella scrittura del suo diario. Qui un approfondimento.
  • La madre di Caterina nei momenti di maggiore crisi si faceva ricoverare in un manicomio: oggi queste strutture non esistono più, precisamente dal 1978, grazie agli studi dello psichiatra Franco Basaglia che rivoluzionò la concezione di “salute mentale”, portando l’Italia ad essere il paese con la legislazione più avanzata al mondo in campo psichiatrico.
    I manicomi vengono regolamentati in Italia per la prima volta nel 1904 dalla legge Giolitti, il cui 1° articolo recitava “Debbono essere custodite e curate nei manicomi le persone affette per qualunque causa da alienazione mentale, quando siano pericolose a sé o agli altri e riescano di pubblico scandalo e non siano e non possano essere convenientemente custodite e curate fuorché nei manicomi”. Negli anni si son date spesso comode interpretazioni allo stato di “alienazione mentale” facendo divenire il manicomio un carcere per personaggi indesiderati. I trattamenti erano inoltre spesso discutibili: dall’elettroshock alle cinghie per legare i pazienti, dall’isolamento alle camicie di forza. Qui potete trovare un documentario prodotto dalla Rai sulla storia dei manicomi in Italia, e qui un articolo che approfondisce il tema.
  • Caterina trova la sua salvezza nei libri, è grazie a loro che resiste e va avanti. Oggi ci sono diversi studi sul potere terapeutico della lettura, e si parla sempre più spesso di biblioterapia, termine nato nei paesi anglosassoni intorno all’inizio del Novecento. Qui trovate un articolo scientifico al riguardo, qui uno più scanzonato e romantico, con diverse testimonianze.
  • Qui trovate una breve intervista all’autore, Antonio Ferrara.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

La mia Resistenza, di Roberto Denti

La mia Resistenza
Roberto è solo un ragazzo quando compie la prima di tante scelte importanti: a Cremona, in un’Italia divisa in due, nel cuore della guerra si aggrega a una singolare compagnia di finti teatranti, che di notte fanno saltare i ponti sul Po per impedire il passaggio delle truppe tedesche. Il gruppo viene scoperto, molti componenti sono arrestati. Roberto riesce a fuggire. È solo il primo episodio di una lunga, dolorosa, faticosa avventura: la separazione dalla famiglia, la fuga in montagna, l’arresto e la cella d’isolamento, infine la lotta con una brigata partigiana fino all’arrivo degli alleati. Una storia di resistenza, di coraggio inevitabile, raccontata con semplicità a chi vuole sapere oggi com’è stato fare la Storia senza saperlo.

Titolo: La mia Resistenza
Autore: Roberto Denti
Anno prima edizione: 2010
Editore: BUR

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La frontiera è anche quella linea che separa ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, che in certe circostanze si differenzia da ciò che è dettato dalla legge e non. Avere il coraggio di opporsi a ciò che è sbagliato ma ci impongono, lottare in nome di ideali e valori universali, resistere per costruire un paese migliore, anche questo è attraversare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Un attimo, e le nostre armi spararono prima delle loro: un atto istintivo che ci salvò la vita. Se soltanto avessimo voluto pensare a cosa era opportuno fare, i fascisti avrebbero usato le armi per primi. Più tardi, quando il rastrellamento fu terminato, mi ritrovai a riflettere: certamente avevo ucciso un uomo uguale a me, anche se con idee e ideali diversi. Non avrei potuto agire diversamente, ma non per questo mi sentivo in pace con me stesso.”

TEMI TRATTATI:

  • guerra
  • opposizione alla dittatura
  • lotta per la libertà
  • famiglia

PAROLE CHIAVE:

  • Resistenza
  • Fascismo
  • Seconda guerra mondiale

L’AUTORE:

Roberto Denti è stato il fondatore e la guida della Libreria dei Ragazzi di Milano per quarant’anni. Nato a Cremona nel 1924, visse a Milano dal 1946, dove iniziò a lavorare come giornalista del Sole 24 ORE e dove, nel 1948, conobbe Gianni Rodari. Nel 1972, insieme a Gianna Vitali, diede inizio all’avventura della prima libreria italiana dedicata esclusivamente a bambini e ragazzi. Con i suoi collaboratori partecipò per anni alla giuria che assegna il Premio Andersen. Morì a Milano il 21 maggio 2013. Ne La mia Resistenza racconta la sua esperienza, da “sbandato” prima e partigiano dopo, durante la Seconda guerra mondiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro inizia con una data storica, quella dell’8 settembre 1943 con la resa dell’Italia agli Alleati, da cui nasceranno i primi “sbandati”, soldati italiani allo sbando in seguito allo sfascio dell’esercito e delle istituzioni, ma da cui avrà origine anche la Resistenza contro la successiva occupazione tedesca. Potete leggere un approfondimento sui giorni successivi all’8 settembre in questo articolo, dove si cita anche il generale Kesserling, oscuro protagonista del XXIII capitolo del libro. Qui potete trovare invece un approfondimento su tutti gli avvenimenti, dal governo del generale Badoglio alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolini, che portarono alla nascita del movimento partigiano.
  • In questo sito trovate una cronistoria in pillole dei fatti della Seconda guerra mondiale riguardanti l’Italia, utile per avere in mente il quadro generale degli avvenimenti citati nel libro.
  • Denti ci racconta che negli anni ’40, per esigenze economiche, si ritrovò a lavorare per la testata cremonese Il Regime Fascista. Negli archivi storici sono consultabili alcune pagine del giornale, e oggi appaiono al limite del grottesco certi articoli, come questo in cui il fondatore del quotidiano, Roberto Farinacci, risponde ad un elogio di Mussolini: “Ti comunico questo magnifico risultato con l’intima soddisfazione di veder coronata una iniziativa fascistissima del mìo giornale che ha una sola incorreggibile ambizione: servire con devozione ed intelligenza il Regime e il Duce.”. In questo sito è possibile ricercare tutti gli articoli della testata data per data, le annate de Il Regime Fascista vanno dal 1926 al 1945.
  • Dopo l’8 settembre Denti e la madre perdono le tracce del fratello e vanno a Curtatone temendo sia stato deportato in un campo di concentramento. In quel comune, nella località Valletta dell’Aldriga, il 19 settembre si consumò un eccidio: dieci soldati detenuti nei campi di concentramento vicino a Mantova vennero lì attirati con l’inganno dagli ufficiali tedeschi e costretti a scavare le fosse dove sarebbero stati poi gettati dopo la fucilazione. Trovate maggiori approfondimenti sull’eccidio in questo breve documento. Qui invece un approfondimento sui campi di concentramento in Italia.
  • A pag. 21 si fa riferimento all’invasione e successiva conquista dell’Etiopia da parte dell’Italia, e Denti non nasconde gli orrori che son stati perpetrati in quella regione per arrivare ad una rapida vittoria. Qui trovate un approfondimento della storia coloniale italiana in Africa.
  • “Fui portato al comando tedesco, dove un interprete mi fece parlare e si rese conto che non ero francese. Meno semplice l’accusa di ‘giuivo’ (giudeo). […] Per quanto riguarda l’appartenenza alla religione ebraica (accusa pericolosissima!), il soldato disse che lo aveva pensato vedendo il mio naso, piuttosto lungo e con una gobba.” (pag. 29). In questo articolo potete trovare un approfondimento sull’antisemitismo in Italia, e qui il Manifesto sulla Razza pubblicato il 14 luglio 1938 (al punto 9: Gli ebrei non appartengono alla razza italiana), che successivamente diventerà la base ideologica e pseudo-scientifica della politica razzista dell’Italia fascista.
  • A pag. 36 Denti fa riferimento ad un libro proibito dalla censura fascista: All’ovest niente di nuovo (o, come è meglio conosciuto oggi, Niente di nuovo sul fronte occidentale) di Erich Maria Remarque. Il romanzo, ambientato durante la Prima guerra mondiale, racconta le crude vicende di un giovane soldato al fronte. Un romanzo dai toni pacifisti che certamente non si allineava a quella che era l’ideologia fascista.
  • A pag. 50 si fa riferimento alle donne staffette, il cui compito era quello di curare “i collegamenti tra le varie formazioni impegnate nella lotta armata, permettendo la trasmissione di ordini, direttive, informazioni, e il conferimento di beni alimentari, medicine, armi, munizioni, stampa clandestina. […] Le staffette solitamente non sono armate e quindi si trovano nell’impossibilità materiale di difendersi. Molte sono quelle che pagheranno con le torture e la vita il loro impegno, che tuttavia è indispensabile. Senza le staffette, la guerra partigiana sarebbe stata inattuabile.” (fonte).
    In questo articolo potete trovare le testimonianze di Tina Anselmi e Marisa Ombra, partigiane ai tempi della Resistenza.
  • Il “cugino” che Denti incontra nel suo periodo di prigionia è Teresio Olivelli, figura di spicco nella guerra partigiana. All’inizio membro attivo del regime fascista (era segretario dell’Istituto di Cultura fascista), dopo due viaggi ufficiali nella Germania nazista iniziò a nutrire le prime perplessità, fino all’8 settembre 1943, data che cambiò anche la sua vita. Qui trovate un approfondimento su questo personaggio storico.
  • Dopo la scarcerazione e la vita da clandestino, Denti entra a far parte ufficialmente dei partigiani, nella III Brigata Rosselli. Questa deve il suo nome a Carlo Rosselli, leader della formazione politica antifascista “Giustizia e Libertà”, ucciso nel 1937 dai servizi segreti del regime fascista. Trovate in questo articolo un approfondimento sulla sua figura e su quella del fratello, Nello, antifascista militante.
  • In contrapposizione alle Brigate dei partigiani, il 1° luglio del 1944 vengono istituite le Brigate Nere (citate a pag. 109), un corpo paramilitare fascista della Repubblica Sociale Italiana (RSI). Qui potete trovare un breve approfondimento.
  • L’ultimo capitolo del libro è dedicato al ricordo delle canzoni della guerra partigiana, con i vari testi, e se volete ascoltarle, potete cliccare nei seguenti link: Bella Ciao, Fischia il vento, Dalle belle città, Pietà l’è morta, Sul ponte di Perati.
  • Qui trovate un breve intervista a Roberto Denti all’uscita del libro.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Bulle da morire, di Emanuela Da Ros

Bulle da morire
Prima liceo. Stefania e Giada sono migliori amiche e compagne di banco da sempre. Giada è una ragazzina molto introversa, amante della natura, che adora passare il tempo libero nella stalla di suo nonno. Per questo le due compagne di classe Eli e Bea, considerate le più belle della scuola, iniziano a prenderla in giro e a emarginarla dal resto della classe. Stefania si sente in colpa nei confronti dell’amica ma allo stesso tempo non vuole essere tagliata fuori dal gruppo, così decide di ubbidire alle due “cattive” e di ignorare Giada. Grazie al suo comportamento Stefania entra a far parte del trio insieme a Eli e a Bea, inizia a truccarsi, a mettere foto sui social network e si trasforma giorno dopo giorno nel clone delle due bulle. Finché una sera, in discoteca, la situazione precipita: Stefania, sempre più a disagio con le due amiche e i quattro ragazzi più grandi che continuano a offrire loro alcol e pastiglie, reagisce, scappa e si rifugia da Giada. Eli e Bea però non le perdonano il “tradimento” e tramano una terribile vendetta…

Titolo: Bulle da morire
Autrice: Emanuela Da Ros
Anno prima edizione: 2017
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Stefania (Stefy, Ste) arriva alle soglie delle superiori facendo una scoperta: deve scegliere chi essere, a quale gruppo appartenere. Esiste una frontiera fra chi siamo dentro e chi appariamo all’esterno, e staremo bene con noi stessi solo se queste due parti non saranno troppo distanti fra di loro.

LA CITAZIONE:

“La mia terza vita era quella che scorreva silenziosa dentro il cuore. E nella mente. Si presentava quando, nella mia camera, cercavo di concentrarmi sulla democrazia di Clistene o di Pericle, sulla fotosintesi clorofilliana, o sul visconte dimezzato di Italo Calvino. Dimezzato? Io mi sentivo una, nessuna e centomila e quando mi guardavo allo specchio per togliermi dagli occhi, con lo struccante di mamma, quella coda sempre più marcata di eyeliner, mi chiedevo chi fossi davvero.
[…] La mia terza vita, quella silenziosa, in realtà faceva un baccano del diavolo. Ma nessuno, a parte me, ne sentiva l’eco.”

TEMI TRATTATI:

  • bullismo
  • amicizia
  • rivoluzioni interiori

PAROLE CHIAVE:

  • Bullismo

L’AUTRICE:

Emanuela Da Ros, nata a Vittorio Veneto nel 1959, è una giornalista, docente e scrittrice italiana. Il suo esordio nel mondo della letteratura per ragazzi avviene nel 2000 quando vince il premio Pippi Calzelunghe alla Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. È attualmente la direttrice del giornale Quindicinale e del quotidiano online oggitreviso.it.

APPROFONDIMENTI:

  • Qui trovate il racconto dell’incontro di una scuola con l’autrice del libro, Emanuela Da Ros: si parla sì del libro, ma in particolare delle opinioni della Da Ros sul fenomeno del bullismo, della sua evoluzione e di come si può combatterlo (“- Perché ha scelto di parlare di bullismo? – Un giorno ho dato una traccia su questo tema e una ragazzina ha raccontato la sua esperienza che aveva fortunatamente superato, leggere questo tema mi ha scatenato qualcosa dentro.”).
  • A pag. 92 si fa riferimento al Safer Internet Day: si tratta di una giornata di febbraio dedicata alla sensibilizzazione per un uso responsabile di internet. Quest’anno si è tenuta il 5 febbraio, insieme a “la giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo denominata ‘Un Nodo Blu – le scuole unite contro il bullismo’, lanciata lo scorso anno. Per l’occasione tutte le scuole di ogni ordine e grado, sono invitate ad organizzare, eventi e/o attività di formazione e informazione destinate agli alunni e alle famiglie, al fine di favorire una maggiore conoscenza delle tematiche per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo a scuola.” (fonte).
  • Nel 2018 la Feltrinelli aveva indetto un concorso per giovani registi, e il corto premiato era proprio su Bulle da morire. Potete vederlo qui.
  • All’interno del libro vengono citate alcune poesie: Tacciono i boschi e i fiumi di Tasso (pag. 58), il sonetto O cameretta che già fosti un porto di Petrarca (pag. 59). Infine E se non puoi la vita che desideri di Constantinos Kavafis (pag. 126), che potete rileggere qui, insieme a una riflessione sull’importanza di coltivare la nostra vita interiore, oltre che quella esteriore, “facendo quello che veramente amiamo – solo così possiamo evitare che la nostra vita si trasformi in un’estranea sotto i nostri occhi.”.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DELLA STESSA AUTRICE:

Nello spazio con Samantha, di Samantha Cristoforetti, Stefano Sandrelli

Nello spazio con Samantha
Samantha Cristoforetti racconta la sua straordinaria esperienza: passare circa duecento giorni nello spazio a bordo della Stazione spaziale internazionale, la più grande navicella spaziale mai costruita dall’uomo. Come si è preparata a una missione così importante, com’è diventata astronauta, com’è fatta la Stazione spaziale e da chi è composto l’equipaggio? Il racconto diventa poi cronaca quotidiana della sua vita nello spazio: quando si è in orbita come si fa a dormire, lavarsi, passeggiare? Perché sembra che si voli? Che effetto fa vedere la Terra da lontano e quali esperimenti scientifici si possono fare in assenza di gravità? Samantha ne parla con Anna, una ragazzina che ha vinto un concorso indetto dall’Agenzia spaziale europea e ha la possibilità di incontrarla prima della partenza, di scriverle delle mail durante la missione e di rivederla al suo ritorno. Tra esperimenti, quinoa e pesci fluttuanti, canzoni e tecnologia iperavanzata, osservazioni della Terra e delicati stati d’animo, Anna e i lettori ascolteranno dalla voce di Samantha la più incredibile delle avventure: andare nello spazio.

Titolo: Nello spazio con Samantha
Autori: Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli
Illustrazioni: Alessandro Baronciani
Anno prima edizione: 2016
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Samantha supera la frontiera più grande di tutte, per capire alla fine che, dopotutto, le frontiere non esistono: “E pensavo anche che era strano essere di nuovo sul pianeta, dopo aver visto tutto dall’alto. Che ero ricaduta dentro i confini di una nazione, dopo aver visto che, dallo spazio, confini non ce ne sono proprio.”.

LA CITAZIONE:

“Quando si ammira la Terra dallo spazio, la fragilità del nostro pianeta e la sua immensa bellezza ti colpiscono. Allo stesso modo, appare evidente che non ci sono confini fra le nazioni e che siamo un unico grande equipaggio di oltre 7 miliardi di persone, che vivono su una straordinaria astronave.
[…] Dobbiamo sempre cercare di percepirci in questo modo: gli abitanti di un’unica casa. E occorre imparare a prenderci cura gli uni degli altri.”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio nello spazio
  • vita all’interno della ISS

PAROLE CHIAVE:

  • Missione Futura
  • E-mail intergalattiche

GLI AUTORI:

Di Samantha Cristoforetti trovate già un’approfondita biografia all’interno del volume, qui diciamo soltanto che è nata a Milano il 26 aprile del 1977 e che ora è capitano dell’aeronautica militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Uno dei suoi libri preferiti è Guida Galattica per gli autostoppisti e con la missione Futura è rimasta nello spazio per 200 giorni.

Stefano Sandrelli, co-autore del libro, nasce nel 1967 a Piombino, è astrofisico e lavora a Milano per l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). Collabora con l’ESA, per cui cura anche il notiziario televisivo settimanale Spacelab trasmesso da Rainews, e si occupa di didattica e divulgazione.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro si basa sullo scambio di e-mail fra Samantha e due bambini: i fratelli Anna e Luca. Questi dialoghi e i due fratelli sono immaginari, un escamotage narrativo, ma oltre a Samantha c’è un altro personaggio “vero”: l’astrofisica zia Camilla, che è un po’ la voce dell’altro autore del libro, Stefano Sandrelli, anche lui appunto astrofisico.
  • Samantha durante il suo “soggiorno” presso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha tenuto un diario di bordo: lo potete trovare qui nella sua interezza, su Avamposto42, il blog dedicato a Samantha e alla missione Futura scritto da lei e da altri autori, fra cui lo stesso Stefano Sandrelli.
  • Nel libro Samantha ci racconta in prima persona l’esperienza del lancio, dell’arrivo alla ISS e del ritorno sulla Terra, ma è tutto documentato anche per immagini e video: qui potete vedere i momenti salienti del lancio della Soyuz, qui l’arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale e qui i momenti salienti dell’atterraggio in Kazakistan.
  • Per Avamposto42 Samantha ha fatto diversi piccoli vlog (video blog) in cui ci presenta diversi momenti della vita degli astronauti nello spazio: i pasti (molti dello chef Stefano Polato, come racconta a pag. 130), gli spuntini, il taglio dei capelli, gli allenamenti (di cui parla a pag. 58) l’igiene personale (di cui parla a pag. 62), il bagno, e altri momenti della loro quotidianità.
  • Nel libro Samantha parla spesso di esperimenti e macchinari da testare in orbita (come l’ISSpresso, la stampante 3D e il Cytospace), tutti “made in Italy”: ne trovate un elenco completo in questo articolo.
  • Nel libro si parla della Cupola dell’ISS, “l’ambiente in cui si può vedere la Terra da ben sette finestre. Uno spettacolo unico” (pag. 16). In questo video potete vedere gran parte delle foto alla Terra fatte da Samantha proprio in quella cupola. Qui invece potete vedere la cupola dall’esterno.
  • A pag. 36 e a pag. 108 si parla delle diverse tutte spaziali: la prima, la Sokol, viene usata nei viaggi nelle Soyuz, le altre due, la EMU americana e la Orlan russa, per gli EVA (Extra Vehicular Activity), che possiamo definire romanticamente “passeggiate spaziali”. Se cercate un approfondimento sul funzionamento delle tute, sul perché siano necessarie, come funzionino e l’elenco dei loro componenti, trovate tutto in questo articolo che analizza in particolare la EMU. Qui invece potete leggere un articolo sul futuro delle tute spaziali.
  • A pag. 80 si fa riferimento ad aziende private che costruiscono veicoli senza equipaggio che viaggiano per lo spazio, i cargo, e in particolare si fa riferimento a SpaceX. Questa è la società fondata da Elon Musk, già fondatore delle auto Tesla, di cui da poco ha mandato un esemplare nello spazio. Sì, avete letto bene.
  • Se siete interessati a fare un giro turistico all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, potete farvi guidare da Luca Parmitano, astronauta citato anche nel libro che è stato sulla ISS in una missione precedente a quella di Samantha (Volare, Expedition 36/37): qui il video.
  • La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è visibile anche ad occhio nudo! Nel sito della NASA sono indicate tutte le occasioni di avvistamento giorno per giorno in ogni parte del mondo, ecco quelle di Carbonia!
  • In questa puntata di Radio3 Scienza la conduttrice Rossella Panarese intervista Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli: si parla del loro libro, dell’esperienza di Samantha e dei suoi progetti futuri.
  • In questo video si può vedere parte della presentazione del volume al Salone del libro di Torino nel 2016: Samantha parla del suo intento nel scrivere il libro, del messaggio che voleva comunicare e del suo lavoro.
  • Nel 2016 è uscito al cinema un documentario dal titolo Astrosamantha – La donna dei record nello spazio, che racconta i 200 giorni dell’aeronauta sulla ISS, ma anche tutto il periodo precedente di preparazione e addestramento. Qui potete vedere il trailer.
  • Il libro è ricco di citazioni e riferimenti alla Guida Galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams… dopotutto si tratta della 42esima missione di lunga durata verso la Stazione Spaziale Internazionale, e, se avete letto questo libro o la Guida galattica, sapete che il numero 42 è molto importante, anzi, fondamentale. Anche la NASA ha riconosciuto questo legame, infatti uno dei poster dedicati alla missione è una vera a propria citazione al libro di Adams.
  • In questo video potete ascoltare Samantha recitare… le rime di una filastrocca di Gianni Rodari! L’autore è anche presente nella bibliografia di quest’anno con la raccolta di racconti Viaggio in Italia.
  • Il volume è illustrato da Alessandro Baronciani, che ritroviamo anche in un altro libro presente nella bibliografia di quest’anno, Il tuo nome è coraggio di Aquilino. Baronciani oltre ad essere un illustratore è anche fumettista e musicista. Qui trovate il suo blog con l’elenco delle sue opere.

POTREBBE INTERESSARTI LEGGERE ANCHE:

ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI: