Saltafrontiera, di Lucia Tumiati

Saltafrontiera
Giorgio ha inventato un gioco, che è anche una parola: saltafrontiera. Il suo papà ha un lavoro da “giramondo”, ed è una gran fortuna per tutta la famiglia, che così riesce a conoscere persone di tutti i tipi e di tutti i colori! Dalla Calabria alla Svizzera, da New York alla Cina, salto dopo salto, fino in Groenlandia e in India… i tanto poveri e i tanto ricchi, piccole ladre generose di baci, non-pastori con centinaia di pecore, tappeti e perfino… un gatto!

Titolo: Saltafrontiera
Autrice: Lucia Tumiati
Illustrazioni: Paolo D’Altan
Anno prima edizione: 1962
Editore: Giunti

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Come dice Giorgio nell’introduzione del libro: “Saltare le frontiere vuol dire vivere meglio, coi popoli vicini e quelli lontani. Vuol dire saltare sui pregiudizi, sulle divisioni e sentirsi amico dei cinesi come dei messicani, dei neri, dei verdi, dei rossi, dei blu…
Il mondo è grande, bellissimo, appunto. E non ti basterà una vita per conoscerlo tutto. Ma saltando le frontiere si fa prima.”

LA CITAZIONE:

“Io, che ho dovuto seguire la mia famiglia (il babbo ha un lavoro per cui deve viaggiare molto), di frontiere ne ho passate tante. Guardie, passaporti, vaccinazioni. Ti senti un intruso, alla frontiera, e sei guardato con sospetto. Ma dall’aereo, se guardi giù, vedi che non ci sono frontiere e il mondo, tutto unito, è bellissimo.

TEMI TRATTATI:

  • amicizia
  • viaggio
  • tradizioni e costumi diversi

PAROLE CHIAVE:

  • Saltafrontiera

L’AUTRICE:

Nata a Venezia nel 1926 da Corrado Tumiati, medico scrittore antifascista, e Maria Luzzatto, ebrea, Lucia Tumiati a causa delle leggi razziali fu costretta, con la madre, a vivere nascosta. Successivamente, entrò a far parte delle staffette partigiane per Giustizia e Libertà, a Padova e Venezia. Laureata in lettere con una tesi su Collodi, ha iniziato a scrivere romanzi, racconti, fiabe e testimonianze per adulti, ma soprattutto per ragazzi e bambini. Nelle sue opere la storia si mescola alla fantasia e la fantasia trova radici nella realtà, senza mai abbandonare l’impegno sociale. La fantasia e l’esperienza di vita, oltre all’amicizia con Gianni Rodari, costituiscono la base di ciò che scrive, e di come lo scrive. Ha ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti, fra i quali i premi Orvieto (vinto proprio per Saltafrontiera), Salvemini. Olzai, Bitritto, Giunti.

APPROFONDIMENTI:

  • Dice Lucia Tumiati sul libro: “È stato il mio primo libro per ragazzi, scritto poco dopo la fine della guerra (sta parlando della Seconda guerra mondiale), e voleva essere il contrario di quanto era accaduto a me e ad altri: era l’idea di un mondo di amicizia proprio per rifiutare quanto la guerra aveva significato per milioni di bambini ed adulti: dolore, disprezzo, diffidenza. No, volevo scrivere un invito all’amicizia. Ogni paese ha cose buone, belle, importanti da conoscere. Saltare le frontiere era allora quasi un miraggio. Oggi saltare le frontiere è diventato una gioiosa scoperta per molti giovani, e l’amicizia fra i popoli è un poco più attuabile. Ma non per tutti. Vale ancora la fatica e la speranza di saltare tutti i confini del mondo.” (Fonte).
  • A pag. 21 Hanka parlando a Giorgio del suo paese cita anche una torta natalizia: la Kutia. Questo “è un piatto speciale tradizionalmente preparato come parte della cena Ucraina della Vigilia di Natale e in molti paesi dell’Europa dell’Est. Infatti, è tipico in Ucraina, Bielorussia, Polonia, è molto popolare in Russia e dolci similari si trovano anche in Libano e Grecia.”. Se volete provare a farlo, qui trovate la ricetta.
  • Nel racconto Adlata, Giorgio viene ospitato da Adlata e dalla sua famiglia all’interno del loro igloo: queste sono delle costruzioni realizzate interamente col ghiaccio, che però in realtà sono cadute in disuso già da molto tempo, infatti gli inuit (il vero nome delle popolazioni chiamate impropriamente “eschimesi”) ormai vivono in case di mattoni, e questo già dal periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, quindi dalla metà del secolo scorso. Se volete scoprire tutte le curiosità sugli igloo, come funzionano, come si costruiscono e il perché non faccia poi così freddo al loro interno nonostante siano fatti di ghiaccio, leggete questo articolo.
  • A pag. 49 si fa riferimento a Pancho Villa, una sorta di Robin Hood messicano, egli infatti rubava ai ricchi proprietari terrieri e difendeva i peones, i poveri contadini e braccianti. Nel libro si fa riferimento a un film, ma Pancho Villa è un personaggio storico realmente esistito: partecipò e guidò la rivoluzione messicana in difesa dei peones contro il dittatore Porfirio Díaz, e poi andò contro i gringos, ossia gli americani, che appoggiarono Venustiano Carranza, nuovo presidente dopo Diaz e Francisco Madero, il presidente appoggiato da Pancho Villa, ma che venne ucciso dopo breve tempo. In questo articolo trovate un approfondimento sulla sua figura.
  • Nel racconto Daniele, Giorgio fa la conoscenza di un bambino israeliano che gli racconta del conflitto con i loro vicini palestinesi: “Ce l’hanno con noi, perché dicono che gli abbiamo portato via la terra.” (pag. 80). Nei fatti, quello che dicono i palestinesi è vero: dopo le persecuzioni ai tempi del nazismo, le Nazioni Unite decisero di dare alle popolazioni ebraiche un pezzo di terra della Palestina… ovviamente già occupato dalla popolazione locale palestinese. Da questo momento inizierà un conflitto fra i due popoli che purtroppo ancora oggi non vede la sua fine. All’inizio di questo corto animato viene spiegata la storia del conflitto fra i due popoli, dal principio fino a oggi.
  • A pag. 82 si fa riferimento alla Città Proibita, l’immenso Palazzo Imperiale dove un tempo viveva l’Imperatore della Cina con la sua famiglia e tutta la sua corte. Se voleste vedere il palazzo e sentire qualche accenno storico e curiosità, ecco un breve documentario in due parti: parte 1 e parte 2.

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Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro, di Nadia Terranova

Storia d'agosto, di Agata e d'inchiostro
Agosto è il classico mese delle vacanze e del mare: non per Agata, sveglia dodicenne costretta dalla malattia della nonna a restare in città con la sorella Leila. Quando quest’ultima la lascia sola in casa per raggiungere il fidanzato in montagna, Agata si ritrova come unici compagni gli adorati libri, i ricordi della storia della sua famiglia e… la pizza margherita con funghi e wurstel! A consegnargliela ogni volta è Gabo, imprevedibile diciottenne che in agosto gestisce per conto dei genitori MuccaPizza. Insieme, uniranno le proprie forze (e le proprie solitudini) per portare a termine il piano top secret di Gabo: liberare i cani e i cavalli vittime delle scommesse e delle corse clandestine gestite dalla mafia. Non è però l’unico segreto di Gabo, che colpisce Agata dritto al cuore…

Titolo: Storia d’agosto, di Agata e d’inchiostro
Autrice: Nadia Terranova
Anno prima edizione: 2012
Editore: Sonda

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Le persone si possono sentire lontane in moltissimi modi: per l’incapacità di riuscire a comunicare, per i problemi che occupano le mente di ognuno o anche per l’età. Attraversare la frontiera significa anche avvicinarsi all’altro superando queste distanze.
E poi c’è un’altra frontiera: quella che delimita ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, in questo caso è importante fare una scelta e lottare affinché una parte prevalga sempre sull’altra.

LA CITAZIONE:

“I racconti di Gabo si sono fatti strada nelle mie abitudini mandando all’aria passato e presente, ricordi e percezione della realtà. A lungo, mentre lui parlava, non ero più Agata abbandonata, Agata sorella saggia arrabbiata con Leila sorella scema, Agata che non era nata quando sono successe le cose importanti però prova a spiegarle immaginando storie che nessuno le ha raccontato. Ma non ero nemmeno un’Agata nuova. Non ancora. Strana terra di mezzo, col il buio a farmi da scudo di protezione.

TEMI TRATTATI:

  • solitudine
  • amicizia
  • primi amori
  • famiglia
  • lotta alla criminalità

PAROLE CHIAVE:

  • Estate
  • Doppio punto di vista
  • “Pensieri d’inchiostro”
  • Zoomafia

L’AUTRICE:

Nadia Terranova nasce a Messina nel 1978 e sin dalle elementari dichiarava di voler diventare una scrittrice. Si laurea in Filosofia e si trasferisce poi a Roma. Per diverso tempo si è occupata di libri come editor, traduttrice e insegnate (ha tenuto anche un laboratorio di scrittura narrativa per le scuole). Infine è riuscita a dedicarsi completamente alla scrittura, scelta che le è valsa diversi premi letterari nel corso degli anni.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • La storia Agata e Gabo s’intreccia con quella delle corse e dei combattimenti clandestini di animali. In appendice al libro questo tipo di criminalità viene associato a una parola: zoomafia. Il tema verrà approfondito dal commento di Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia LAV, presente in chiusura al libro. Nel sito ufficiale LAV (Lega Anti Vivisezione) troviamo l’ultimo rapporto di Troiano sulla zoomafia: nel 2018 sono aumentate le denunce per maltrattamento di animali (in media una denuncia ogni 90 minuti), e le corse dei cavalli insieme al traffico di cuccioli e ai combattimenti fra animali restano la vera emergenza.
  • Agata durante i caldi giorni d’agosto in cui è ambientata la vicenda è impegnata a leggere un libro: si tratta di Incompreso di Florence Montgomery. Racconta la storia di Humphrey e Miles, due bambini di sette e quattro anni, e del loro rapporto col padre. È una storia di malintesi, difficoltà a dialogare e di conflitto… Agata scorge fra quelle pagine parti della storia della sua famiglia.
  • Nadia Terranova nel suo blog racconta che quando incontra i lettori la domanda che le rivolgono più frequentemente riguarda la sua scelta di chiamare il protagonista “Gabo”. Rivela quindi che il suo nome è un doppio omaggio: a Gabriele “Gabbo” Sandri, disc jockey italiano, e Gabriel García Márquez, detto Gabo, scrittore colombiano premio Nobel per la letteratura.

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Prestami le ali. Storia di Clara la rinoceronte, di Igiaba Scego

Prestami le ali
La storia di Clara, una rinoceronte indiana, è una storia vera. Il suo padrone (un capitano olandese) l’ha mostrata nelle principali città d’Europa come un fenomeno da baraccone. Siamo nel diciottesimo secolo, e certo nessuno aveva mai visto un animale così. Di Clara hanno parlato scrittori e poeti dell’epoca e molti pittori l’hanno ritratta. Alla storia vera di Clara la scrittrice Igiaba Scego ha aggiunto altre storie, più fantastiche, più ottimistiche, di sentimento e di avventura, ambientate a Venezia durante il carnevale del 1751. Conosceremo anche una bambina ebrea del ghetto veneziano e uno schiavo di origine africana, che aiuteranno Clara a trovare la sua libertà.

Titolo: Prestami le ali. Storia di Clara la rinoceronte
Autrice: Igiaba Scego
Illustrazioni: Fabio Visintin
Introduzione: Antonella Agnoni
Anno prima edizione: 2017
Editore: Rrose Sélavy

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

C’è qualcosa che accomuna la rinoceronte Clara con i piccoli Ester e Suleiman: tutti e tre sono in un modo o nell’altro prigionieri, confinati dietro una frontiera da altre persone. Insieme sogneranno la libertà, e cercheranno un modo per ottenerla, infrangendo queste frontiere inesistenti.

LA CITAZIONE:

“«Proprio così, cari bambini, Clara è una schiava» sospirò il gatto. «Ma alla gente sembra non importare nulla. Pagano per vederla e il Capitano diventa ricco. C’è una vera rinocerontemania in Europa, lo sapete?
[…] Clara ora è stanca. Vorrebbe indietro la vita di quando era piccola. Una volta, quando ancora parlava, mi ha detto ‘Voglio volare. Voglio un paio di ali. Con un paio di ali potrò fare quello che voglio. Potrò tornare nella mia foresta, potrò tornare dalla mia mamma’».”

TEMI TRATTATI:

  • prigionia
  • libertà
  • animali come fenomeni da baraccone
  • amicizia
  • diversità culturale

PAROLE CHIAVE:

  • Venezia
  • Ghetto degli ebrei
  • Clara la rinoceronte

L’AUTRICE:

Igiaba Scego è nata a Roma nel 1974, da una famiglia somala. Dopo la carriera universitaria conclusasi con un dottorato di ricerca in Pedagogia presso l’Università di Roma Tre, ha contributo attraverso la propria attività di scrittrice e giornalista a formare una nuova sensibilità riguardo temi d’attualità quali la migrazione e i delicati equilibri delle odierne società multiculturali, arricchendo il dibattito con la propria esperienza personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Come spiega Antonella Agnoni nell’introduzione e poi anche la stessa Igiaba Scego nel “dietro le quinte”, la storia della rinoceronte Clara è purtroppo vera. Clara era una rinoceronte indiana originaria di Assam, e venne adottata da Jan Albert Sichterman dopo aver perso la madre, uccisa dai cacciatori. Questi la tenne in casa, come animale dimestico, fino a che non iniziò a crescere troppo… la vendette allora al marinaio olandese Douwemont Van der Meer, che decise di portarla in Europa, che girarono in lungo e in largo dal 1741 al 1758: “da Breslavia a Parigi, da Berlino a Napoli, da Vienna a Lione e a Venezia e perfino con breve tappa a Milano e Bologna.Il tour finì a Londra, dove Clara morì, ben stressata da 17 anni di tournée . Aveva 20 anni. In media avrebbe potuto viverne 50.” (fonte).
  • Nel “dietro le quinte” Igiaba Scego racconta che conobbe Clara per la prima volta con un dipinto di Pietro Longhi dal titolo Clara al carnevale di Venezia: potete vederlo qui. Si pensa che l’uomo a sinistra sia il capitano Van der Meer, che, per simboleggiare il suo possesso sull’animale, tiene il suo corno in mano.
    Questo però non fu l’unico ritratto fatto a Clara, eccone un altro dipinto dal pittore Jean-Baptiste Oudry a Parigi. Questo invece è uno dei disegni fatti a Clara e venduto come souvenir durante la sua esposizione a Mannheim nel 1747.
  • Nel 2013, per annunciare la nuova edizione del carnevale di Venezia, il comune promosse una locandina che era un riadattamento fumettoso del triste quadro di Pietro Longhi. Molti, per buone ragioni, non hanno apprezzato. Ecco cosa ha detto al riguardo Cristina Romieri, dell’associazione Vegetariani: “In questi tempi di accresciuta sensibilità e rispetto verso gli animali, di partecipate mobilitazioni e precise scelte capaci di lasciare importanti tracce nel cammino verso un mondo più giusto e meno violento, ci indigna e ci stupisce che uno dei manifesti ufficiali del Carnevale di Venezia di quest’anno sia questa riproduzione. Oltre ad essere irrispettoso per questo e per gli altri animali e per quanti lottano con grande coraggio e fatica per la sua salvezza, la raffigurazione è alquanto diseducativa anche per i bambini, inglobando in sé violenza, dominazione, indifferenza e scherno”.
  • Ester e Suleiman sono entrambi prigionieri, la prima non può uscire dal Ghetto degli ebrei, il secondo è schiavo. Siamo nel 1751, e la schiavitù verrà abolita solo nel secolo successivo. Invece l’obbligo di residenza degli ebrei nel Ghetto venne abolito verso la fine di quel secolo. In questo breve video potete vedere come appare il Ghetto di Venezia oggi, e ascoltare la sua storia.
  • Il leone alato che compare nel libro e che aiuterà i protagonisti della storia è il leone di San Marco, simbolo di Venezia, e in città lo si può ritrovare rappresentato un po’ ovunque. Qui trovate un approfondimento.
  • “E poi doveva andare al ghetto a comprare, dalla pasticceria ebrea, i biscotti a forma di S che alla padrona piacevano tantissimo.” (pag. 9). I biscotti a cui Suleiman fa riferimento sono le bisse veneziane, trovate qui la ricetta. Ma le bisse non son l’unico dolce che Suleiman nomina, di seguito tutti i nomi, se ci cliccate sopra troverete le ricette: le impade, le azzime, gli zuccherini e le orecchie di Amman.
  • Qui trovate un’intervista all’autrice, in cui parla della nascita del libro e ci racconta qualcosa di lei. Alla domanda sulla scrittura del libro risponde: “Ho scritto prima una versione per adulti (che sarà pubblicata in un’antologia) e poi, grazie ai bambini della Pisacane, questa favola. Volevo dare a Clara una speranza di felicità che nella vita reale non ha avuto. E dando speranza alla Clara della mia storia, la stavo dando anche a me stessa e a tutti noi. Ho cercato di mettere della poesia in una storia che di poetico purtroppo non aveva nulla”.
    In questo articolo trovate anche un’altra intervista, in cui si parla di un altro tema molto importante: il razzismo (“Mi immedesimo in entrambi i bambini. Sono un’afro-discendente nata in Italia e il razzismo è stato una costante della mia infanzia; oggi sono corazzata e come strategia, quando sono arrabbiata, scrivo.”).
    Qui invece potete ascoltare la puntata di Fahrenheit, programma di Radio 3 sulla letteratura, dedicata a Prestami le ali, potrete ascoltare anche la voce dell’autrice.
  • Prestami le ali è illustrato da Fabio Visintin, artista veneziano anche autore di fumetti. Qui potete scoprire tutta la sua carriera.

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Grogu. Il piccolo sole a nascondino, di Maria Teresa Rosu

Grogu. Il piccolo sole a nascondino
Grogu s’annoia dentro casa mentre fuori Malestru maltratta, sconvolge, distrugge. Come fermarlo? Comincia la sfida a nascondino, un’avventura in cui gli abitanti del cielo, della terra e del mare dimostrano con i fatti tutta la potenza dell’amicizia e della solidarietà. Tutto ha inizio da una domanda comparsa sullo schermo del portatile: «Perché Grogu è sotto il mare?».

Titolo: Grogu. Il piccolo sole a nascondino
Autrice: Maria Teresa Rosu
Illustrazioni: Giuseppe Porcu
Anno prima edizione: 2017
Editore: Condaghes

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Grogu ha paura di Malestru e per questo non esce di casa… la paura ha creato una frontiera che il piccolo sole riuscirà ad attraversare solo con gran coraggio e con l’aiuto dei suoi amici.

LA CITAZIONE:

“‘Farò capire a quello sbruffone che non è invincibile e che deve vergognarsi delle sue malefatte!’ si esalta, continuando a riflettere. ‘Perché non posso farlo io?’ si domanda, infine.
[…] Mentre cerca di convincersi, mescola alla speranza di vincere un po’ della disperazione di perdere. Così riesce a ingrandire i Monticelli del coraggio che ha sempre avuto e a riempire i cassetti della volontà che gli servono per andare avanti nell’impresa.”

TEMI TRATTATI:

  • affrontare le proprie paure
  • coraggio
  • dolore che si trasforma in rabbia
  • la forza degli amici

PAROLE CHIAVE:

  • Su soleddu
  • Malestru

L’AUTRICE:

Maria Teresa Rosu è nata nel 1970 ad Orosei ma vive a Lula in provincia di Nuoro, dove lavora tra i libri della biblioteca comunale. Ama leggere e scrivere.
Le illustrazioni all’interno di Grogu sono di Giuseppe Porcu, suo figlio, che aveva già illustrato il suo primo libro, Parole in rime.

APPROFONDIMENTI:

  • “Pur essendo un Sole bambino, Grogu sa bene che la Terra ha il compito di fare le piroette intorno a lui.” (pag. 14). Le “piroette” che la Terra compie attorno al sole non sono altro che i giri che compie attorno a sé stessa mentre orbita, appunto, intorno al sole. Per capire meglio come funziona il nostro sistema solare, potete vedere questo simpatico video prodotto dall’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Nel video il piccolo alieno Paxi vi porterà alla scoperta dei movimenti della Terra e degli altri pianeti che girano intorno al sole.
  • A pag. 60 si fa riferimento al nuraghe di Osalla a Orosei, chiamato anche Nuraghe Golunie, che si trova a metà strada tra i comuni di Orosei e Dorgalli: a picco sul mare, domina quasi tutto il golfo. Vista la sua posizione, probabilmente ai tempi aveva una funzione di avvistamento. Potete vedere qui una foto, mentre in questo video potete ammirarlo a 360°.
  • La ballata di Grogu a fine libro è presentata in due versioni, la seconda è Su Soleddu a mamacua, adattamento alla variante campidanese della lingua sarda a cura di Paola Alcioni… Questo è un nome che ritroviamo anche nella bibliografia di quest’anno, infatti è l’autrice del libro Il segreto della casa abbandonata.

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Viola Giramondo, di Teresa Radice e Stefano Turconi

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Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, è una ragazzina curiosa, allegra ed espansiva, con una spiccata sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme. Nel suo cammino in giro per il mondo – da Parigi a New York, dalla laguna veneziana all’India, dal Canada ad Amsterdam, da Damasco alle vette dell’Himalaya – incontrerà personaggi straordinari (come il pittore Toulouse-Lautrec o il compositore Antonín Dvorák) che, contagiati dal suo ottimismo, l’accompagneranno attraverso quell’età in bilico tra la voglia di spiccare il volo e il bisogno di avere un posto cui tornare.

Titolo: Viola Giramondo
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2013
Editore: Tunué

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare tutte le frontiere del mondo: i confini tra i Paesi, la distanza fra persone di diverse etnie e fra culture diverse… Viola Vermeer lo fa, insieme alla sua grande famiglia del Cirque de la Lune.

LA CITAZIONE:

“Ma chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso, dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora si che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

TEMI TRATTATI:

  • scoprire la bellezza che ci circonda
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • il ciclo della vita

PAROLE CHIAVE:

  • “Cittadina del mondo”
  • Incontri che arricchiscono

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il nome della protagonista, Viola, non è scelto a caso, esso contiene “un intero universo di cose belle: un fiore (la natura), un colore (l’arte), uno strumento dell’orchestra (la musica)” (fonte), e inoltre è il nome della protagonista della commedia di Shakespeare (La Dodicesima Notte) citata a pag. 106 da Konrad Vermeer, il padre di Viola.
  • Nel primo capitolo della storia, Un tesoro in ogni dove, Viola fa la conoscenza di un bizzarro personaggio: Toulouse-Lautrec, una delle figure che più hanno lasciato il segno nell’arte e nella vita parigina di fine Ottocento. Potete trovare un approfondimento sull’artista qui. A pag. 16 sono visibili anche due suoi quadri: uno è una litografia ispirata a Le Cirque Fernando, l’altro è il dipinto Ballo al Moulin Rouge. Figura importante nella vita dell’artista, nonché sua musa ispiratrice è Jane Avril, ballerina del Moulin Rouge che ritroviamo anche fra le pagine di questo primo capitolo.
  • Nel secondo capitolo, Sinfonia d’autunno, Viola incontra un altro grande nome della Storia: Antonín Leopold Dvořák, uno dei più grandi compositori del XIX secolo. Fra le pagine del capitolo vediamo parti dello spartito della sua “nuova” composizione, è la sinfonia n. 9, Nuovo Mondo. Qui potete ascoltare il quarto e ultimo movimento.
  • Nel terzo capitolo, Ritorno a casa, papà Konrad fa trovare alla figlia diversi libri per tenerle compagnia durante il viaggio del circo vero l’Himalaya, questi sono: Il piccolo Lord, Il giro del mondo in 80 giorni, Le avventure di Tom Sawyer, L’isola del Tesoro, Alice nel Paese delle Meraviglie, Piccole donne e Il Milione.
  • Tra le pagine del libro riecheggiano spesso citazioni provenienti da diversi autori: da Tiziano Terzani a Kahlil Gibran, dal mistico persiano Rumi ai romantici inglesi.
  • Nel loro blog i due autori condividono spesso le fasi di lavorazione delle loro opere: qui potete trovare gli studi dei personaggi, e qui le diverse fasi di creazione di una tavola.
  • Viola Giramondo ha vinto nel 2014 il Premio Boscarato come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
  • Dalla graphic novel, cioè dalla versione a fumetti di Viola, è nata poi una serie di “romanzini”, come li definiscono i due autori, dove troviamo una Viola più giovane alle prese con mille avventure. La serie è pubblicata dalla PIEMME nella collana del Battello a Vapore, il terzo volume è presente in bibliografia.

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Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Nell’isola di Orlando qualcuno si diverte a far sparire un calzino su due, costringendo gli abitanti ad indossare calzini di colori diversi, e non solo: questo dà origine ad una serie di sospetti e malumori… Per far tornare la pace sull’isola, Orlando decide di risolvere il mistero dei calzini spaiati, e l’indagine lo porterà ad una vera sorpresa.

Titolo: Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2018
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso ciò che non si capisce porta alla nascita di sospetto e conflitto: è importante non innalzare frontiere, ma cercare sempre di conquistare la verità.

LA CITAZIONE:

“A pensarci bene, siamo tutti calzini spaiati…
Ognuno in cerca di qualcosa che completi la sua vita…”

TEMI TRATTATI:

  • puntarsi il dito a vicenda
  • nostalgia di casa
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • Pasticci fatti a fin di bene

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati è il secondo libro che racconta le avventure del piccolo Orlando, nel primo (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, presente in bibliografia), il nostro protagonista ha a che fare con un’altra indagine: Monte Sbuffone sbuffa così tanto che fa scappare tutti gli abitanti dell’isola, Orlando si sente così solo che decide di scoprire il perché di quelle grosse “sbuffate”.
  • La cameretta di Orlando contiene sempre diverse chicche: nel primo libro vediamo le sue letture preferite, qua scopriamo altre passioni: cowboy e indiani, lo spazio, il disegno di una nave vichinga e un disegno legato alla sua prima avventura.
  • Il mistero che si cela dietro alla scomparsa dei calzini è collegato in qualche modo ai miti e alle leggende irlandesi. Se avete già letto la storia, forse potrebbe interessarvi scoprire qualcosa in più su una certa figura che incontra Orlando, qui.
  • Nei miti sardi ci sono delle creature molto simili a quella che incontrerà Orlando durante la storia: sono gli Ammutandori (o Ammutantori, Ammuttatori), “gracili Folletti sardi che vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena d’oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo di monete d’oro.” (fonte).
  • Alla fine del volume ci sono dei simpaticissimi contenuti speciali, potete vederne la realizzazione dietro le quinte nel blog dei due autori, qui.

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Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso
Orlando vive con la famiglia su un’isoletta gli abitanti della quale guardano con infinito sospetto il vulcano, perché… non si sa mai. Orlando però è un bambino troppo curioso per non andare a esplorare nei dintorni del fumaiolo di Monte Sbuffone, e lì troverà una straordinaria sorpresa!

Titolo: Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

A volte ciò che è diverso, ciò che non capiamo ci spaventa. Non lasciarci spaventare e cercare di conoscere quel che sta dall’altra parte, essere curiosi, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Che noia, fino a poco tempo fa! Enorme, come il mare. Finalmente qualcosa di nuovo! Finalmente qualcuno! Tu.”

TEMI TRATTATI:

  • paura dell’ignoto
  • l’importanza di essere curiosi
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • L’amicizia si trova anche nei luoghi più impensabili

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando è talmente curioso che certamente non poteva esser soddisfatto di aver svelato solo il segreto dietro al Monte Sbuffone, quindi ecco che non appena si presenta un nuovo mistero si rimette subito all’opera! Infatti una nuova avventura lo attende con il secondo libro della serie, Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati (presente in bibliografia), dove il nostro piccolo eroe scoprirà quanto malumore possa provocare nelle persone il dover indossare calzini di colori e fantasie diverse.
  • Orlando è un amante delle avventure, ne vuole vivere lui stesso, ma vuole ritrovarle anche nei libri! Se fate attenzione, nella sua camera si posso intravedere alcuni titoli: L’isola del tesoro di Stevenson, I pirati della Malesia di Salgari, 20.000 leghe sotto i mari di Verne, Robin Hood e un’Enciclopedia dei mostri marini che, chissà, potrebbe esser stata scritta dallo stesso Capitan Nemo.
  • Il libro è illustrato principalmente con la tecnica tradizionale: matita e pastelli. Si possono vedere alcune fasi del processo di creazione delle tavole nel loro blog, qui.

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