Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Il Cirque de la Lune ha in programma una tournée in Inghilterra e si imbarca su un immenso piroscafo che attraverserà la Manica. Ma una notte di tempesta mette fuori uso la bussola e lascia la nave in balia delle onde.. Per fortuna Viola, Samir e uno strambo nonnetto con il pallino per l’avventura, tale Jules Verne, hanno un piano folle ma geniale per portare tutti in salvo!

Titolo: Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Piemme

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Viola e gli altri membri del Cirque de la Lune sono alle prese con una frontiera fisica: l’attraversamento della Manica, ma la vera frontiera che verrà superata è quella dell’arrendersi alla sorte avversa. La frontiera può essere anche un ostacolo, superarla vuol dire ingegnarsi e affrontare le sfide che la vita ci pone davanti.

LA CITAZIONE:

“- Ma dico: possibile che nessuno di voi capisca che per andare avanti bisogna restare con i piedi per terra?
– Zio, chi tiene entrambi i piedi per terra… sta fermo.”

TEMI TRATTATI:

  • ricerca di sé stessi
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • superamento di sfide

PAROLE CHIAVE:

  • Attraversamento del canale della Manica
  • Jules Verne, Nadar e Viola… inventori improvvisati

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il ritratto della felicità è il terzo libro di una serie di “romanzini”, così definiti dagli stessi autori, che vedono protagonista la Viola della graphic novel Viola Giramondo (presente in bibliografia). Il personaggio nasce lì, e in questi romanzini la ritroviamo più giovane e alla ricerca di un suo particolare talento speciale con il quale potrà dare il suo contributo all’interno del Cirque de la Lune, il circo dove è nata e cresciuta.
  • Sul Dauphin, il piroscafo su cui i membri del Cirque stanno viaggiando attraverso la Manica, Viola incontra due simpatici vecchietti: Jules Verne e Gaspard-Félix Tournachon, meglio noto come Nadar. Verne e Nadar sono due personaggi storici straordinari: il primo è stato uno dei più grandi scrittori di avventura di tutti i tempi, considerato, insieme a H.G. Wells, il fondatore della moderna fantascienza; il secondo è stato un grande fotografo ritrattista francese, fra i nomi più celebri che hanno posato dietro la sua macchina fotografica troviamo Victor Hugo, Alexandre Dumas, Manet e gli italianissimi compositori Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi.
  • Il padre di Viola, Konrad Vermeer è un grandissimo appassionato dei libri di Jules Verne, ne cita diversi alla figlia, e inizia a raccontarle la storia di Ventimila leghe sotto i mari. Ma l’elenco di papà Konrad è molto ridotto: ne I viaggi straordinari, il ciclo di libri che raccoglie tutti i romanzi d’avventura di Verne, si contano più di 50 opere! Qui trovate l’elenco completo.
  • Riguardo a Jules Verne, il sito della Mursia, la casa editrice che ha portato in Italia i suoi Viaggi Straordinari, scrive: “La sua vita presenta molte pagine misteriose come quelle delle carte geografiche che ammaliavano i protagonisti delle sue avventure. Venne al mondo con la passione per i viaggi: all’età di quindici anni s’imbarcò di nascosto su una nave diretta verso le Indie, e al padre che lo recuperò al primo scalo spiegò di essere partito alla ricerca di coralli per la cugina Carolina. Scrittore generoso – i numerosi romanzi che compongono il ciclo dei viaggi straordinari sono fra i più tradotti al mondo – Verne è considerato il padre della fantascienza: la passione per l’ignoto e le esplorazioni, l’amore per la tecnologia e l’attrazione per mondi misteriosi sono i mattoni su cui sono costruite a mano le sue avventure, che hanno per protagonisti uomini dal genio visionario, che amano la sfida e che estendendo la conoscenza del mondo approfondiscono la conoscenza di se stessi.”.
  • Come raccontato nella storia, Jules Verne e Nadar era sul serio grandi amici, e non solo il protagonista di Dalla Terra alla Luna, Michel Arden, è ispirato a Nadar, come aveva ben capito papà Konrad, ma anche Cinque settimane in pallone è un romanzo che nasce grazie all’amico: Nadar fu infatti un appassionato amante dell’aerostatica e costruì un enorme pallone ad aria calda battezzato Le Géant (Il gigante).
  • Se Viola e gli altri membri del Cirque avessero attraversato la Manica nei giorni nostri, avrebbero potuto scegliere di non viaggiare sulla superficie dell’acqua, ma… sotto. Il 6 maggio 1994 viene infatti inaugurato il tunnel della Manica, una galleria ferroviaria lunga circa 50 km scavata sotto il fondo del Canale, che unisce il comune britannico di Cheriton al comune francese Conquelles, nei pressi di Calais. Per la maggior parte il tunnel si trova a 40 metri sotto il fondo del mare. È il tunnel con il percorso sottomarino più lungo al mondo.

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Viola Giramondo, di Teresa Radice e Stefano Turconi

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Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, è una ragazzina curiosa, allegra ed espansiva, con una spiccata sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme. Nel suo cammino in giro per il mondo – da Parigi a New York, dalla laguna veneziana all’India, dal Canada ad Amsterdam, da Damasco alle vette dell’Himalaya – incontrerà personaggi straordinari (come il pittore Toulouse-Lautrec o il compositore Antonín Dvorák) che, contagiati dal suo ottimismo, l’accompagneranno attraverso quell’età in bilico tra la voglia di spiccare il volo e il bisogno di avere un posto cui tornare.

Titolo: Viola Giramondo
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2013
Editore: Tunué

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare tutte le frontiere del mondo: i confini tra i Paesi, la distanza fra persone di diverse etnie e fra culture diverse… Viola Vermeer lo fa, insieme alla sua grande famiglia del Cirque de la Lune.

LA CITAZIONE:

“Ma chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso, dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora si che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

TEMI TRATTATI:

  • scoprire la bellezza che ci circonda
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • il ciclo della vita

PAROLE CHIAVE:

  • “Cittadina del mondo”
  • Incontri che arricchiscono

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il nome della protagonista, Viola, non è scelto a caso, esso contiene “un intero universo di cose belle: un fiore (la natura), un colore (l’arte), uno strumento dell’orchestra (la musica)” (fonte), e inoltre è il nome della protagonista della commedia di Shakespeare (La Dodicesima Notte) citata a pag. 106 da Konrad Vermeer, il padre di Viola.
  • Nel primo capitolo della storia, Un tesoro in ogni dove, Viola fa la conoscenza di un bizzarro personaggio: Toulouse-Lautrec, una delle figure che più hanno lasciato il segno nell’arte e nella vita parigina di fine Ottocento. Potete trovare un approfondimento sull’artista qui. A pag. 16 sono visibili anche due suoi quadri: uno è una litografia ispirata a Le Cirque Fernando, l’altro è il dipinto Ballo al Moulin Rouge. Figura importante nella vita dell’artista, nonché sua musa ispiratrice è Jane Avril, ballerina del Moulin Rouge che ritroviamo anche fra le pagine di questo primo capitolo.
  • Nel secondo capitolo, Sinfonia d’autunno, Viola incontra un altro grande nome della Storia: Antonín Leopold Dvořák, uno dei più grandi compositori del XIX secolo. Fra le pagine del capitolo vediamo parti dello spartito della sua “nuova” composizione, è la sinfonia n. 9, Nuovo Mondo. Qui potete ascoltare il quarto e ultimo movimento.
  • Nel terzo capitolo, Ritorno a casa, papà Konrad fa trovare alla figlia diversi libri per tenerle compagnia durante il viaggio del circo vero l’Himalaya, questi sono: Il piccolo Lord, Il giro del mondo in 80 giorni, Le avventure di Tom Sawyer, L’isola del Tesoro, Alice nel Paese delle Meraviglie, Piccole donne e Il Milione.
  • Tra le pagine del libro riecheggiano spesso citazioni provenienti da diversi autori: da Tiziano Terzani a Kahlil Gibran, dal mistico persiano Rumi ai romantici inglesi.
  • Nel loro blog i due autori condividono spesso le fasi di lavorazione delle loro opere: qui potete trovare gli studi dei personaggi, e qui le diverse fasi di creazione di una tavola.
  • Viola Giramondo ha vinto nel 2014 il Premio Boscarato come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
  • Dalla graphic novel, cioè dalla versione a fumetti di Viola, è nata poi una serie di “romanzini”, come li definiscono i due autori, dove troviamo una Viola più giovane alle prese con mille avventure. La serie è pubblicata dalla PIEMME nella collana del Battello a Vapore, il terzo volume è presente in bibliografia.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Nell’isola di Orlando qualcuno si diverte a far sparire un calzino su due, costringendo gli abitanti ad indossare calzini di colori diversi, e non solo: questo dà origine ad una serie di sospetti e malumori… Per far tornare la pace sull’isola, Orlando decide di risolvere il mistero dei calzini spaiati, e l’indagine lo porterà ad una vera sorpresa.

Titolo: Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2018
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Spesso ciò che non si capisce porta alla nascita di sospetto e conflitto: è importante non innalzare frontiere, ma cercare sempre di conquistare la verità.

LA CITAZIONE:

“A pensarci bene, siamo tutti calzini spaiati…
Ognuno in cerca di qualcosa che completi la sua vita…”

TEMI TRATTATI:

  • puntarsi il dito a vicenda
  • nostalgia di casa
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • Pasticci fatti a fin di bene

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati è il secondo libro che racconta le avventure del piccolo Orlando, nel primo (Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, presente in bibliografia), il nostro protagonista ha a che fare con un’altra indagine: Monte Sbuffone sbuffa così tanto che fa scappare tutti gli abitanti dell’isola, Orlando si sente così solo che decide di scoprire il perché di quelle grosse “sbuffate”.
  • La cameretta di Orlando contiene sempre diverse chicche: nel primo libro vediamo le sue letture preferite, qua scopriamo altre passioni: cowboy e indiani, lo spazio, il disegno di una nave vichinga e un disegno legato alla sua prima avventura.
  • Il mistero che si cela dietro alla scomparsa dei calzini è collegato in qualche modo ai miti e alle leggende irlandesi. Se avete già letto la storia, forse potrebbe interessarvi scoprire qualcosa in più su una certa figura che incontra Orlando, qui.
  • Nei miti sardi ci sono delle creature molto simili a quella che incontrerà Orlando durante la storia: sono gli Ammutandori (o Ammutantori, Ammuttatori), “gracili Folletti sardi che vivono nel Logudoro, in provincia di Sassari. Abituati a combinare scherzi e burle agli uomini, ma soprattutto alle belle ragazze in età da marito, sono considerati dei veri e propri Incubi. Sono alti un paio di spanne e sulla fronte riccioluta portano un cappello rosso che non abbandonano mai. Secondo la tradizione popolare, chi riesce ad impossessarsi di uno di questi berretti potrà barattarlo con una piccola pignatta piena d’oro. Simili agli Ammutandori sardi sono gli Ammutandori che vivono in Sicilia, che però portano in testa ben sette berretti, uno dei quali è zeppo di monete d’oro.” (fonte).
  • Alla fine del volume ci sono dei simpaticissimi contenuti speciali, potete vederne la realizzazione dietro le quinte nel blog dei due autori, qui.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Orlando Curioso
Orlando vive con la famiglia su un’isoletta gli abitanti della quale guardano con infinito sospetto il vulcano, perché… non si sa mai. Orlando però è un bambino troppo curioso per non andare a esplorare nei dintorni del fumaiolo di Monte Sbuffone, e lì troverà una straordinaria sorpresa!

Titolo: Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Bao Publishing

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

A volte ciò che è diverso, ciò che non capiamo ci spaventa. Non lasciarci spaventare e cercare di conoscere quel che sta dall’altra parte, essere curiosi, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Che noia, fino a poco tempo fa! Enorme, come il mare. Finalmente qualcosa di nuovo! Finalmente qualcuno! Tu.”

TEMI TRATTATI:

  • paura dell’ignoto
  • l’importanza di essere curiosi
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • L’amicizia si trova anche nei luoghi più impensabili

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate non solo il curioso Orlando, ma anche la radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Orlando è talmente curioso che certamente non poteva esser soddisfatto di aver svelato solo il segreto dietro al Monte Sbuffone, quindi ecco che non appena si presenta un nuovo mistero si rimette subito all’opera! Infatti una nuova avventura lo attende con il secondo libro della serie, Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati (presente in bibliografia), dove il nostro piccolo eroe scoprirà quanto malumore possa provocare nelle persone il dover indossare calzini di colori e fantasie diverse.
  • Orlando è un amante delle avventure, ne vuole vivere lui stesso, ma vuole ritrovarle anche nei libri! Se fate attenzione, nella sua camera si posso intravedere alcuni titoli: L’isola del tesoro di Stevenson, I pirati della Malesia di Salgari, 20.000 leghe sotto i mari di Verne, Robin Hood e un’Enciclopedia dei mostri marini che, chissà, potrebbe esser stata scritta dallo stesso Capitan Nemo.
  • Il libro è illustrato principalmente con la tecnica tradizionale: matita e pastelli. Si possono vedere alcune fasi del processo di creazione delle tavole nel loro blog, qui.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Le avventure di Flamingo, di Gianluca Medas

Le avventure di Flamingo
Un parco, lo stagno di Molentargius, circondato dai palazzoni di due città, un sogno premonitore, un incendio letale, la covata dei fenicotteri a rischio. È qui che si svolge la storia di Flamingo, un pullo di fenicottero e dei suoi amici: Cuau, un randagio ribelle, e Ruth, una raganella di Bellarosa Minore. Nel minor tempo possibile dovranno fermare il complotto degli uomini cattivi che vogliono ridurre lo stagno in un luogo deserto adatto ai loro malvagi interessi, ma le insidie sono molte e le sorprese non sempre saranno piacevoli…

Titolo: Le avventure di Flamingo
Autore: Gianluca Medas
Illustrazioni: Antonino Pirellas
Anno prima edizione: 2006
Editore: Condaghes

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

C’è una frontiera che l’essere umano non dovrebbe mai superare: quella del rispetto per la natura e degli animali che la abitano. Ma ci sono anche frontiere che vanno abbattute: la storia di Flamingo insegna che non importa se si è di razze e di origini diverse, si è tutti uguali davanti al pericolo, e ci si aiuta a vicenda.

LA CITAZIONE:

“Ma la cosa che nessuno disse, forse per pudore, o per paura che una parola potesse svilirne il sapore, anche perché era come scontata, così come l’acqua è bagnata ed il fuoco brucia, era questo senso di appartenenza che era nato dallo stare insieme, nel lottare insieme, decidere insieme. Non parlarono di questo, perché l’avevano nel cuore, come le cose che non si dicono perché fanno emozionare.”

TEMI TRATTATI:

  • separazione dalla famiglia
  • rispetto per la natura
  • amicizia
  • lotta per la propria casa

PAROLE CHIAVE:

  • Stagno di Molentargius
  • Delicato equilibrio di un ecosistema

L’AUTORE:

Gianluca Medas, nato a Cagliari 1962, è un artista eclettico che ha fatto della narrazione il suo percorso artistico principale. È attore, autore, regista di teatro (da solo e con i Medas), conduttore e regista in TV e alla radio. Fin da bambino amava raccontare storie ai suoi fratellini e amici. Ancora oggi continua a raccontare storie a grandi e piccini. Tutto ciò senza mai interrompere la tradizione teatrale della famiglia.

APPROFONDIMENTI:

  • La storia del piccolo Flamingo, di Cuau e della raganella Ruth ruota intorno al salvataggio della loro casa: lo stagno di Molentargius. Si tratta del Parco Naturale Regionale Molentargius Saline situato tra Cagliari e Quartu S. Elena, il quale, “istituito nel 1999, è una zona umida di valore internazionale tra le più importanti in Europa, raro esempio al mondo di ecosistema presente in aree fortemente antropizzate (che hanno subito interventi di trasformazione dell’ambiente naturale da parte del genere umano) ma habitat ideale di molte specie animali, tra cui il fenicottero.”. Nel sito ufficiale si trovano diverse informazioni, anche un breve elenco della fauna che abita il parco: “Per la sua naturale posizione geografica e per le diverse nicchie ecologiche presenti al suo interno, ottimali per la sosta e lo svernamento, l’ecosistema Molentargius permette la massiccia presenza di avifauna stanziale, nidificante e di passo, circa un terzo dell’avifauna europea; tra cui molte specie protette a livello comunitario. Ma questo ecosistema è importante anche per le specie animali appartenenti alle altre Classi, per quanto meno conosciuti e di più difficile individuazione rispetto agli uccelli. Tra gli Anfibi: la Raganella ed il Rospo smeraldino, tra i Rettili: la Tartaruga palustre, la Biscia d’acqua, il Biacco e la Luscengola; tra i Mammiferi: il Riccio, la Donnola e il Coniglio selvatico.”.
    Qui trovate una piccola mappa che evidenzia le aree appartenenti al parco, e qui alcune foto.
  • Flamingo, il protagonista di questa storia, è un piccolo cucciolo (pullo) di fenicottero. In principio i fenicotteri, o “sa genti arrubbia”, “il popolo rosso”, come son stati ribattezzati in sardo, usavano la Sardegna “come una tappa tra l’Africa e la Camargue, la regione francese dove amano da sempre andare in ‘villeggiatura’. Da più di dieci anni però i fenicotteri hanno deciso che in Sardegna, e in particolare negli stagni cagliaritani, si sta bene tutto l’anno e che non ha molto senso spostarsi di continuo. L’area umida che circonda il capoluogo è l’unica in cui è ormai un dato di fatto la nidificazione dell’animale.”. Qui trovate l’intero articolo in cui si parla della storia nella nostra isola di questi splendidi volatili (ormai simbolo della città di Cagliari), e in cui potete ammirare bellissime loro foto.
  • “I parcheggi della Città Mercato, sempre illuminati a giorno, non erano di certo il luogo migliore per nascondersi, nonostante ciò conosceva tanti posti dove sottrarsi alla vista. Veniva chiamato Cuau proprio per questo.” (pag. 23-24), così l’autore racconta l’origine del nome del cane coraggioso che aiuterà Flamingo e gli altri abitanti dello stagno, infatti “cuau” in sardo significa… “nascosto”.
  • Le illustrazioni all’interno del libro sono di Antonino Pirellas, artista di formazione eterogenea: da classica e artistica, a scientifica. Qui trovate il sito sito ufficiale con diverse opere da lui realizzate.

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Il bambino che sognava l’infinito, di Jean Giono

Il bambino che sognava l'infinito
Un bambino e suo padre tutte le domeniche fanno una passeggiata in campagna. Ma le siepi di biancospino e gli alberi ostruiscono la vista del bambino che vorrebbe vedere le stesse cose che vedono gli uccelli che passeggiano nel cielo. Il bambino è bravo ad arrampicarsi e conquista la cima di un albero ma anche questo non gli basta. Vuole più spazio. I colori, i profumi, le geometrie dei campi coltivati, la lentezza del volo degli uccelli, i ritmi placidi della vita contadina nella prosa limpida e splendente di Giono.

Titolo: Il bambino che sognava l’infinito
Autore: Jean Giono
Illustrazioni: Spider
Traduzione: Leopoldo Carra
Anno prima edizione: 1995
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Nella vita bisogna essere curiosi, mai accontentarsi di conoscere ciò che abbiamo vicino: cercare di scoprire cosa c’è oltre il nostro orizzonte, superando tutti i limiti… questo è superare la frontiera!

LA CITAZIONE:

“‘Adesso so come superare tutte le siepi e andarmene molto più in alto di tutti gli alberi’ disse tra sé il bambino. ‘Ormai so fare qualcosa di molto importante.’

TEMI TRATTATI:

  • cercare di superare i nostri limiti
  • curiosità verso ciò che non vediamo
  • natura
  • vita di campagna

PAROLE CHIAVE:

  • Limite del nostro orizzonte
  • Guardare oltre
  • Potere dell’immaginazione

L’AUTORE:

Jean Giono nasce a Monosque, in Provenza, nel 1985, il padre è di origine piemontese e fa il calzolaio, la madre, la stiratrice. Per venire incontro alle difficoltà finanziarie dei genitori, è costretto a lasciare il collegio e a diventare impiegato di banca, fino alla guerra del 1914, esperienza che lo segnerà molto. Solo nel 1930 lascerà il lavoro per dedicarsi alla carriera di scrittore. Giono lascerà Monosque soltanto per dei brevi soggiorni a Parigi e per dei brevi viaggi all’estero, tra cui quello che gli ha permesso di scrivere il suo Viaggio in Italia, nel 1953. Muore nel 1970 nella sua città natale.

APPROFONDIMENTI:

  • In questa storia ha un ruolo importante l’albero, mezzo attraverso cui il bambino cerca di arrivare a vedere oltre le siepi. Non è il primo libro in cui Jean Giono attribuisce grande importanza agli alberi, lo fa infatti con un suo precedente libro, L’uomo che piantava gli alberi, in cui si racconta di un vecchio signore che anno dopo anno continuava a piantare semi in un terreno vuoto e triste, e i suoi sforzi saranno ricompensati negli anni successivi, quando grazie a lui il paesaggio si modificherà radicalmente diventando florido e ricco di vita. De L’uomo che piantava gli alberi esiste anche un cortometraggio animato che ha vinto il premio Oscar nel 1988, lo potete vedere qui.
  • In questo sito potete trovare un interessante articolo sulla figura degli alberi nella letteratura per ragazzi.
  • Il bambino protagonista voleva vedere al di là delle siepi, voleva scorgere cosa ci fosse oltre e sognava l’infinito… c’è un componimento italiano che subito salta in mente parlando di siepi, orizzonti ed infinito: L’Infinito di Giacomo Leopardi, che similmente parla di una siepe che impedisce all’autore la visione dell’orizzonte, ma anche lui, come il bambino protagonista, usa l’immaginazione e con lo sguardo va oltre. Qui potete trovare la poesia con una semplice spiegazione di ciò che voleva comunicare Leopardi.
  • Il libro è illustrato da Spider, nome d’arte di Daniele Melani, di origine slava ma nato a Firenze. Ha esposto i suoi lavori in diverse mostre, e non si limita solo ad illustrare libri, alcuni li ha anche scritti! In questo sito trovate alcuni dei suoi lavori.

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Cento passi per volare, di Giuseppe Festa

Cento passi per volare
Lucio ha quattordici anni e da piccolo ha perso la vista. Ricorda ancora i colori e le forme delle cose, ma tutto adesso è avvolto dal buio. Ama la montagna, dove va spesso con Bea, la zia che adora, quella della sciarpa di seta, perché lì i suoi sensi acutissimi gli mostrano un mondo sconosciuto agli altri. In montagna tutto è amplificato, e il vento porta profumi, suoni e versi di animali, cui non facciamo quasi più caso. Lucio se ne inebria, li conosce meglio di quanto conosca se stesso, cammina e si arrampica per i sentieri con più sicurezza di molti ragazzi di città. Ed è proprio tra quei monti, sulle Dolomiti, che, durante una passeggiata sul Picco del Diavolo con la sua nuova amica Chiara, la storia di Lucio si intreccia a quella di un aquilotto, Zefiro, rapito da bracconieri senza scrupoli. Tutto sembra perduto, ma la Montagna freme di vita e indizi, e potrebbe rivelare la verità a chi, come Lucio, la sa ascoltare…

Titolo: Cento passi per volare
Autore: Giuseppe Festa
Anno prima edizione: 2018
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

In questa storia una frontiera è già stata superata: Lucio ha dovuto imparare un nuovo modo di vivere, un modo di vedere quello che lo circonda senza davvero farlo. Ma imparare a destreggiarsi nel mondo non vuol dire dover sempre farcela da soli, tutti noi prima o poi abbiamo bisogno di aiuto: capire questo è superare una frontiera.

LA CITAZIONE:

“«Non mi piace dipendere dagli altri» si difese Lucio. «È così difficile da capire?»
«Ma tutti dipendiamo dagli altri, per una cosa o per un’altra».”

TEMI TRATTATI:

  • abilità nella disabilità
  • conoscere i propri limiti
  • amicizia
  • protezione degli animali

PAROLE CHIAVE:

  • Fragilità
  • Traffico di rapaci

L’AUTORE:

Giuseppe Festa nasce nel 1972, si laurea in Scienze naturali e da lì in poi non abbandonerà più la sua passione per l’ambiente. Cento passi per volare non è infatti il suo unico libro a tema naturalistico, lo sono tutte le sue storie… e non solo! Nel 2012 è anche protagonista del film documentario Oltre la frontiera, girato in Wyoming e Sud Dakota dalla Filmaker dei fratelli Piccioli. Il film è anche vincitore della 23° Rassegna Internazionale del Cinema di Rovereto, sezione Archeologia e Società. È anche autore di diversi reportage sulla natura trasmessi dalla Rai, nonché fondatore e cantante del gruppo Lingalad, le cui musiche si ispirano al mondo della natura.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Cento passi per volare è il primo libro della giovane collana della Salani I caprioli, realizzata in collaborazione con il Club Alpino Italiano (CAI): qui trovate la notizia dell’uscita del libro su Lo Scarpone, il notiziario del CAI.
  • Fra i protagonisti del libro c’è anche una realtà vergognosa: quella del traffico di rapaci. Festa mette nelle avide mani di Peccio e Gracco il compito di raccontare il mondo dei bracconieri, che catturano indifesi aquilotti per rivenderli a falconieri o collezionisti. L’autore è molto sensibile a questo tema, infatti già nel 2014 aveva contribuito alla realizzazione di un reportage sul traffico di questi animali, in particolare delle aquile del Bonelli in Sicilia, lo trovate qui. In questo sito invece trovate gli aggiornamenti sulle attività per la protezione di questa specie.
  • L’aquila di Bonelli di recente è ricomparsa anche in Sardegna: si credeva estinta nella nostra zona intorno agli anni ’80, per via del bracconaggio e dei numerosi incendi dolosi, ma recentemente son stati portati dalla Spagna 5 esemplari che erano stati salvati, e lasciati in libertà dopo un breve soggiorno nella voliera del Parco regionale di Tepilora del nord Sardegna. Potete leggere la notizia in questo articolo.
  • La sera dell’arrivo al rifugio in montagna Lucio e la zia Bea scelgono un libro da leggere insieme, alla fine provale la volontà della zia che opta per Rigoni Stern: di chi si tratta? Stern era un alpinista e militante durante la Seconda guerra mondiale, famoso oggi soprattutto per aver scritto Il sergente nella neve, un’autobiografia in cui racconta gli orrori della Campagna di Russia e della ritirata dei soldati italiani (1942-1943).
  • Qui trovate un’intervista all’autore, realizzata in occasione del Salone del libro di Torino dalle ragazze di BookBlog, in cui narra le origini del libro e la sua realizzazione (per immedesimarsi in Lucio, racconta di aver addirittura vagato per i boschi ad occhi bendati!).
  • Qui trovate il booktrailer (video di presentazione) del libro.

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