Nello spazio con Samantha, di Samantha Cristoforetti, Stefano Sandrelli

Nello spazio con Samantha
Samantha Cristoforetti racconta la sua straordinaria esperienza: passare circa duecento giorni nello spazio a bordo della Stazione spaziale internazionale, la più grande navicella spaziale mai costruita dall’uomo. Come si è preparata a una missione così importante, com’è diventata astronauta, com’è fatta la Stazione spaziale e da chi è composto l’equipaggio? Il racconto diventa poi cronaca quotidiana della sua vita nello spazio: quando si è in orbita come si fa a dormire, lavarsi, passeggiare? Perché sembra che si voli? Che effetto fa vedere la Terra da lontano e quali esperimenti scientifici si possono fare in assenza di gravità? Samantha ne parla con Anna, una ragazzina che ha vinto un concorso indetto dall’Agenzia spaziale europea e ha la possibilità di incontrarla prima della partenza, di scriverle delle mail durante la missione e di rivederla al suo ritorno. Tra esperimenti, quinoa e pesci fluttuanti, canzoni e tecnologia iperavanzata, osservazioni della Terra e delicati stati d’animo, Anna e i lettori ascolteranno dalla voce di Samantha la più incredibile delle avventure: andare nello spazio.

Titolo: Nello spazio con Samantha
Autori: Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli
Illustrazioni: Alessandro Baronciani
Anno prima edizione: 2016
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Samantha supera la frontiera più grande di tutte, per capire alla fine che, dopotutto, le frontiere non esistono: “E pensavo anche che era strano essere di nuovo sul pianeta, dopo aver visto tutto dall’alto. Che ero ricaduta dentro i confini di una nazione, dopo aver visto che, dallo spazio, confini non ce ne sono proprio.”.

LA CITAZIONE:

“Quando si ammira la Terra dallo spazio, la fragilità del nostro pianeta e la sua immensa bellezza ti colpiscono. Allo stesso modo, appare evidente che non ci sono confini fra le nazioni e che siamo un unico grande equipaggio di oltre 7 miliardi di persone, che vivono su una straordinaria astronave.
[…] Dobbiamo sempre cercare di percepirci in questo modo: gli abitanti di un’unica casa. E occorre imparare a prenderci cura gli uni degli altri.”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio nello spazio
  • vita all’interno della ISS

PAROLE CHIAVE:

  • Missione Futura
  • E-mail intergalattiche

GLI AUTORI:

Di Samantha Cristoforetti trovate già un’approfondita biografia all’interno del volume, qui diciamo soltanto che è nata a Milano il 26 aprile del 1977 e che ora è capitano dell’aeronautica militare e astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Uno dei suoi libri preferiti è Guida Galattica per gli autostoppisti e con la missione Futura è rimasta nello spazio per 200 giorni.

Stefano Sandrelli, co-autore del libro, nasce nel 1967 a Piombino, è astrofisico e lavora a Milano per l’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). Collabora con l’ESA, per cui cura anche il notiziario televisivo settimanale Spacelab trasmesso da Rainews, e si occupa di didattica e divulgazione.

APPROFONDIMENTI:

  • Il libro si basa sullo scambio di e-mail fra Samantha e due bambini: i fratelli Anna e Luca. Questi dialoghi e i due fratelli sono immaginari, un escamotage narrativo, ma oltre a Samantha c’è un altro personaggio “vero”: l’astrofisica zia Camilla, che è un po’ la voce dell’altro autore del libro, Stefano Sandrelli, anche lui appunto astrofisico.
  • Samantha durante il suo “soggiorno” presso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha tenuto un diario di bordo: lo potete trovare qui nella sua interezza, su Avamposto42, il blog dedicato a Samantha e alla missione Futura scritto da lei e da altri autori, fra cui lo stesso Stefano Sandrelli.
  • Nel libro Samantha ci racconta in prima persona l’esperienza del lancio, dell’arrivo alla ISS e del ritorno sulla Terra, ma è tutto documentato anche per immagini e video: qui potete vedere i momenti salienti del lancio della Soyuz, qui l’arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale e qui i momenti salienti dell’atterraggio in Kazakistan.
  • Per Avamposto42 Samantha ha fatto diversi piccoli vlog (video blog) in cui ci presenta diversi momenti della vita degli astronauti nello spazio: i pasti (molti dello chef Stefano Polato, come racconta a pag. 130), gli spuntini, il taglio dei capelli, gli allenamenti (di cui parla a pag. 58) l’igiene personale (di cui parla a pag. 62), il bagno, e altri momenti della loro quotidianità.
  • Nel libro Samantha parla spesso di esperimenti e macchinari da testare in orbita (come l’ISSpresso, la stampante 3D e il Cytospace), tutti “made in Italy”: ne trovate un elenco completo in questo articolo.
  • Nel libro si parla della Cupola dell’ISS, “l’ambiente in cui si può vedere la Terra da ben sette finestre. Uno spettacolo unico” (pag. 16). In questo video potete vedere gran parte delle foto alla Terra fatte da Samantha proprio in quella cupola. Qui invece potete vedere la cupola dall’esterno.
  • A pag. 36 e a pag. 108 si parla delle diverse tutte spaziali: la prima, la Sokol, viene usata nei viaggi nelle Soyuz, le altre due, la EMU americana e la Orlan russa, per gli EVA (Extra Vehicular Activity), che possiamo definire romanticamente “passeggiate spaziali”. Se cercate un approfondimento sul funzionamento delle tute, sul perché siano necessarie, come funzionino e l’elenco dei loro componenti, trovate tutto in questo articolo che analizza in particolare la EMU. Qui invece potete leggere un articolo sul futuro delle tute spaziali.
  • A pag. 80 si fa riferimento ad aziende private che costruiscono veicoli senza equipaggio che viaggiano per lo spazio, i cargo, e in particolare si fa riferimento a SpaceX. Questa è la società fondata da Elon Musk, già fondatore delle auto Tesla, di cui da poco ha mandato un esemplare nello spazio. Sì, avete letto bene.
  • Se siete interessati a fare un giro turistico all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, potete farvi guidare da Luca Parmitano, astronauta citato anche nel libro che è stato sulla ISS in una missione precedente a quella di Samantha (Volare, Expedition 36/37): qui il video.
  • La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è visibile anche ad occhio nudo! Nel sito della NASA sono indicate tutte le occasioni di avvistamento giorno per giorno in ogni parte del mondo, ecco quelle di Carbonia!
  • In questa puntata di Radio3 Scienza la conduttrice Rossella Panarese intervista Samantha Cristoforetti e Stefano Sandrelli: si parla del loro libro, dell’esperienza di Samantha e dei suoi progetti futuri.
  • In questo video si può vedere parte della presentazione del volume al Salone del libro di Torino nel 2016: Samantha parla del suo intento nel scrivere il libro, del messaggio che voleva comunicare e del suo lavoro.
  • Nel 2016 è uscito al cinema un documentario dal titolo Astrosamantha – La donna dei record nello spazio, che racconta i 200 giorni dell’aeronauta sulla ISS, ma anche tutto il periodo precedente di preparazione e addestramento. Qui potete vedere il trailer.
  • Il libro è ricco di citazioni e riferimenti alla Guida Galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams… dopotutto si tratta della 42esima missione di lunga durata verso la Stazione Spaziale Internazionale, e, se avete letto questo libro o la Guida galattica, sapete che il numero 42 è molto importante, anzi, fondamentale. Anche la NASA ha riconosciuto questo legame, infatti uno dei poster dedicati alla missione è una vera a propria citazione al libro di Adams.
  • In questo video potete ascoltare Samantha recitare… le rime di una filastrocca di Gianni Rodari! L’autore è anche presente nella bibliografia di quest’anno con la raccolta di racconti Viaggio in Italia.
  • Il volume è illustrato da Alessandro Baronciani, che ritroviamo anche in un altro libro presente nella bibliografia di quest’anno, Il tuo nome è coraggio di Aquilino. Baronciani oltre ad essere un illustratore è anche fumettista e musicista. Qui trovate il suo blog con l’elenco delle sue opere.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Continua a camminare, di Gabriele Clima

Continua a camminare
Una ragazzina cammina nella notte, diretta verso un campo militare. Sotto il niqab indossa una cintura esplosiva. Nello stesso momento, un ragazzino cammina nel deserto. Come talismano ha un libro di poesie appartenuto al fratello. Scappa dalla guerra, vuole arrivare in Europa. Siamo a Raqqa, capitale del sedicente Stato islamico, occupata dagli uomini di Daesh. È qui che vivono Salìm e Fatma, che alternano le loro voci per raccontare la propria storia. Salìm ha tredici anni, è coraggioso e testardo, e ha visto morire l’adorato fratello sotto le bombe mentre entrambi erano impegnati a recuperare i libri dagli edifici sventrati. Il fratello era convinto che solo i libri potessero fermare i kalashnikov, “perché se salvi i libri, salvi la tua anima e il paese”, ma la guerra se l’è preso. Fatma ha tredici anni, gli occhi dolci come il velluto, che cercano la bellezza di Raqqa sotto la polvere e le macerie. Anche lei prova un amore incondizionato per suo fratello, che però è un fanatico del regime. È lui a convincerla a farsi esplodere, a sacrificarsi per la gloria di Dio. E Fatma e Salìm camminano, quella notte, lei verso la morte, lui verso una nuova vita.

Titolo: Continua a camminare
Autore: Gabriele Clima
Anno prima edizione: 2017
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Siamo abituati a considerare le frontiere come un qualcosa che divide nazioni e popoli diversi, ma le frontiere possono esistere anche fra persone che continuano a camminare su strade parallele e vicine, ma allo stesso tempo distanti. I destini di Salìm e Fatma sono opposti: uno va verso la vita, l’altra verso la morte… ma forse anche questa distanza di destini è una frontiera che si può superare.

LA CITAZIONE:

“Non so bene cosa cerco, forse qualcosa che non sembri Raqqa, che non sia così nero, e aspro, e ruvido, che mi possa far capire che c’è spazio, lì, per qualcos’altro, che c’è spazio per cambiare.
[…] Io lo so che, se uno cerca, qualcosa trova sempre. Basta un fiore, una luce, una pietra che brilla a lato della strada, qualcosa di bello, insomma, un sorriso che si apre sul volto di chi passa; se uno cerca la trova la bellezza, anche quando si nasconde. Ed è lì, è dentro alla bellezza che le cose possono cambiare.”

TEMI TRATTATI:

  • famiglia
  • guerra
  • migrazione
  • estremismo religioso
  • riconoscere la bellezza

PAROLE CHIAVE:

  • Storie parallele ma distanti
  • Islam
  • Raqqa
  • “Continua a camminare”
  • “I libri fermano i kalashnikov”

L’AUTORE:

Gabriele Clima nasce a Milano nel 1967. Scrittore e illustratore per ragazzi, ha pubblicato moltissimi libri per diverse fasce d’età, dalla prima infanzia alla narrativa per giovani adulti. Tiene incontri e laboratori nelle scuole sulla lettura e la scrittura, proponendo la letteratura per ragazzi come strumento per leggere e comprendere la realtà contemporanea. Le sue storie toccano spesso tematiche sociali quali il disagio, la diversità, l’integrazione, l’immigrazione. È membro dell’ICWA, Associazione Italiana Scrittori per Ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in una quindicina di lingue. Il sole fra le dita ha vinto il premio Andersen 2017 come miglior libro oltre i 15 anni, ed è entrato nella selezione IBBY dei 50 migliori libri al mondo che parlano di disabilità.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • “In particolare, questo libro racconta due storie vere, romanzate qui a fini narrativi: la storia di Abu Malek, che salva i libri dalle case bombardate per ridare storia e anima alla propria gente; e quella di Spozhmay, spinta dai propri famigliari a un’azione kamikaze in un posto di controllo a sud-ovest di Kabul.
    Le due vicende, apparse tempo fa sui quotidiani, si possono trovare online; consiglio di cercarle, e approfondire la ricerca per capire le ragioni che muovono chi rischia la vita per salvare la storia del proprio paese e chi è pronto a sacrificarla in nome di qualcosa che gli viene imposto” (pag. 9).
    Le vicende reali che hanno ispirato i personaggi di Abèd, il fratello di Salìm, e di Fatma sono raccontate in diversi articoli: in questo troviamo un accenno alla devastante storia della piccola Spozhmay, con un approfondimento sul perché stia sempre più aumentando il numero di bambini kamikaze, mentre in questo breve servizio la bambina racconta alle telecamere la sua storia. In questo articolo si parla della biblioteca creata da Abu Malek e dagli altri volontari, perlopiù ragazzi dell’università di Damasco che hanno interrotto gli studi a causa della guerra. Qui invece si elencano tutte le biblioteche nate da giovani volontari in quelle realtà e territori afflitti dalla guerra.
  • Gabriele Clima ad inizio libro scrive che la storia raccontata si svolge all’interno del conflitto siriano, “una guerra fra le più complesse di questi ultimi tempi”. La guerra civile in Siria, ancora in corso, nasce all’interno della cosiddetta Primavera Araba, quel periodo di rivolte che ebbe inizio in Tunisia nel 2010. Nel marzo del 2011 in Siria iniziarono le proteste contro il regime di Assad: si trattava di un evento fisiologico dopo 40 anni di dittatura di Hafiz Assad prima e di suo figlio Bashar poi. Ma quelle proteste, ben presto, sono state strumentalizzate da pesanti intromissioni straniere, che hanno creato, in alcune zone, una voragine di potere, di cui hanno subito approfittato gli jihadisti, i radicalisti islamici (le cui bandiere vede Fatma a pag. 107), tra cui figura anche l’Isis. In poco tempo, quelle rivolte si sono trasformate in una delle peggiori guerre civili della storia: il patrimonio storico e culturale (proprio quello che il fratello di Salìm tiene a recuperare) è stato in gran parte annientato, e sono milioni e milioni le vittime civili e gli sfollati.
    Qui trovate un approfondimento completo sul conflitto siriano, con anche la timeline delle sue tappe principali.
  • Una parte della storia si svolge a Raqqa, un posto che Fatma descrive come “nero, e aspro, e ruvido”. Nel periodo in cui si svolge il racconto, Raqqa è in mano all’Isis, la città verrà poi liberata in seguito a numerosi e continui bombardamenti nell’ottobre del 2017, ma a quale costo: “Alla fine della guerra, l’80 per cento di Raqqa è stato dichiarato inabitabile dall’Onu. […] Da ottobre, mese della riconquista da parte delle forze curdo siriane, Raqqa sta ancora contando i danni: la città, che un tempo era abitata da più di 400 mila persone, è oggi un ammasso di macerie, priva di servizi e ancora disseminata di ordigni esplosivi. […] In città manca tutto: non ci sono acqua potabile e luce. Né personale a sufficienza per estrarre dalle macerie i cadaveri che sono ancora lì a sei mesi dalla proclamata vittoria.”. Trovate qui l’intero articolo con le foto di Raqqa dopo i bombardamenti.
  • Il tema della bibliografia di quest’anno è “la frontiera”, ed è interessante scoprire cosa al riguardo pensano gli autori dei libri scelti. Dice Gabriele Clima in un’intervista riguardo ai conflitti fra le nazioni (quindi fra le frontiere): “Aprire un dialogo, invece, creare ponti, gettare le basi per un reale scambio di pensiero, mediare, costruire relazioni (non muri), questa è l’unica via.”. Qui potete leggere l’intervista completa all’autore, in cui parla delle ragioni che l’hanno spinto a scrivere il libro e di ciò che voleva comunicare ai lettori, spigando inoltre la scelta del suo finale.
  • Qui trovate un’altra intervista all’autore, più generale, in cui parla delle sue storie, del suo stile narrativo, delle sue ispirazioni… e parla un po’ anche di Continua a camminare: Continua a camminare è raccontato da due personaggi molto diversi l’uno dall’altro che parlano entrambi in prima persona. È un modo per cercare di vedere una stessa realtà – la guerra – da due prospettive differenti, in quel caso addirittura opposte.”.

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ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Piccola staffetta, di Gianluca Alzati

Piccola staffetta
Come si fa da genitori, da insegnanti e da educatori a trasmettere ai ragazzi del nostro tempo l’amore per la libertà conquistata in Italia dalla Resistenza il 25 Aprile del 1945? È questa la difficile domanda dalla quale prende le mosse e prova a dare delle risposte questo piccolo romanzo. I protagonisti e narratori sono un gruppo di ragazzi, studenti della generazione digitale, che crescono alle prese con la diversità, i pregiudizi, la perdita dei valori, ma che durante l’avventura della loro crescita, guidati da una giovane partigiana novantenne, scoprono la solidarietà, l’integrazione e il fascino di ideali che sentono di dover tramandare con passione alle generazioni future.

Titolo: Piccola staffetta
Autore: Gianluca Alzati
Anno prima edizione: 2015
Editore: Bellavite

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Il passato e il presente spesso appaiono separati da un muro, da una frontiera… abbattere quel muro e capire come si è raggiunta la nostra liberà e i nostri diritti, anche questo è attraversare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Penso che sia giunto il momento di sapere. Soprattutto dopo le esperienze fatte insieme a Marco e agli altri amici, dopo aver visto i luoghi della memoria dei partigiani qui in città, dopo aver sentito le storie di Lidia, di Milena e di Rossella, dopo aver conosciuto Goran, ho capito quanto siano importanti le radici, conoscere e non dimenticare la propria storia, per essere consapevoli di quello che è stato e vivere meglio il nostro presente.”

TEMI TRATTATI:

  • ritrovare sé stessi
  • lotta per la libertà
  • memoria
  • cambiamenti
  • bullismo e violenza

PAROLE CHIAVE:

  • Resistenza
  • Staffetta

L’AUTORE:

Gianluca Alzati nasce a Milano nel 1970, ed è insegnante, scrittore e cantautore. Si è laureato in Lettere Moderne con una tesi sugli Indiani d’America e ha anche lavorato nel sociale come operatore con ragazzi diversamente abili. Insieme alla Controvento Acoustic Band ha scritto, cantato e suonato Controvento, una canzone dedicata al partigiano Giancarlo Puecher.

APPROFONDIMENTI:

  • A fine libro è presente la cronistoria dei grandi eventi che portarono alla Seconda guerra mondiale, con uno sguardo più attento ovviamente alla situazione italiana e alla nascita del movimento partigiano. Sono utili riferimenti per comprendere meglio la storia raccontata dalla staffetta Lidia e dagli altri testimoni presenti fra queste pagine. Se però cercate un approfondimento su quella fatidica data dell’8 settembre del 1943 da cui partì la scintilla che avrebbe portato alla nascita dei partigiani, potete leggere un approfondimento sui giorni successivi a quel giorno in questo articolo, dove si parla anche del generale Kesserling citato a pag. 136. Qui trovate invece tutti gli avvenimenti, dal governo del generale Badoglio alla Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolini, che portarono alla nascita del movimento partigiano.
  • Nel parco dove porta a spasso Zampa e gioca a pallone con gli amici, Marco a un certo punto incontra una signora dai capelli bianchi: è Lidia Menapace, non solo personaggio del libro, ma donna realmente esistente le cui testimonianze nel libro son tutte reali. Se avete già letto il libro, sapete quasi tutto su di lei e sulla sua esperienza da staffetta, ma spesso è importante associare alle parole un viso e una voce, e in questo video potete trovare una breve intervista a questa coraggiosa donna.
  • Lidia Menapace era, come si è detto, una staffetta partigiana, il cui compito era quello di curare “i collegamenti tra le varie formazioni impegnate nella lotta armata, permettendo la trasmissione di ordini, direttive, informazioni, e il conferimento di beni alimentari, medicine, armi, munizioni, stampa clandestina. […] Le staffette solitamente non sono armate e quindi si trovano nell’impossibilità materiale di difendersi. Molte sono quelle che pagheranno con le torture e la vita il loro impegno, che tuttavia è indispensabile. Senza le staffette, la guerra partigiana sarebbe stata inattuabile.” (Fonte).
    In questo articolo potete trovare le testimonianze di altre due staffette, Tina Anselmi e Marisa Ombra.
  • A pag. 106 Lidia fa conoscere a Marco e i suoi amici altre due donne che hanno molto da dire sulla Resistenza, queste sono Milena Bracesco e Rossella Stucchi. In questo video Milena parla della storia del padre, il partigiano Enrico Bracesco, nel Bosco della Memoria (menzionati entrambi anche nel libro), in questo articolo invece potete leggere la testimonianza di Rossella.
    A pag. 111 Rossella mostra a Marco e ai suoi amici una foto di suo padre in una marcia organizzata in seguito alla liberazione di Milano il 25 aprile 1945: probabilmente la foto è questa e Giovanni Battista Stucchi, il padre di Rossella, è il primo da sinistra.
  • Sempre a pag. 111 viene menzionata la Repubblica dell’Ossola, breve oasi democratica creata dai partigiani nel settembre del 1944, ma che fu riconquistata dai nazi-fascisti nel successivo ottobre. In questo articolo si racconta la breve storia di questa Repubblica e degli ideali con cui venne costruita (“La provincia del Verbano-Cusio-Ossola continua a mantenere viva la memoria di coloro che si sono immolati e che hanno creduto che un futuro migliore era possibile. Ciò che noi diamo per scontato, come la libertà e la democrazia, in alcuni Paesi la lotta verso i diritti fondamentali è ancora lunga. E purtroppo ciò che è accaduto potrebbe verificarsi di nuovo. L’impegno della pace non è rivolto soltanto ai capi di governo, ma è rivolto soprattutto a noi.”).
  • A pag. 113 si fa riferimento al “folle progetto Aktion T4” il programma nazista di eutanasia per le vite considerate “indegne di essere vissute”. Nel libro Milena spiega in breve come funzionava il progetto, in questo articolo trovate invece un più lungo approfondimento.
  • A pag. 70 la professoressa Lorella coglie di sorpresa gli alunni della sua classe con una lezione sulle Olimpiadi tenutesi a Berlino nel 1936, parlando in particolare del rapporto di amicizia fra Jesse Owens, atleta americano medaglia d’oro nel salto in lungo, e Luz Long, atleta tedesco arrivato al secondo posto in quella stessa gara. Dice la professoressa: “Questa è la più lampante dimostrazione dell’idiozia del razzismo, dell’infondatezza delle razze superiori e di quelle inferiori: gli esseri umani sono tutti uguali, anche se tutti diversi!”. In questo articolo trovate un lungo approfondimento sul rapporto fra questi due atleti e su quella gara in cui Owens vinse, grazie proprio a un consiglio delle stesso Luz Long. I due resteranno amici anche in seguito a quell’esperienza, scambiandosi spesso lettere, e in una di queste Long scriveva: “Dopo la guerra, va’ in Germania, ritrova mio figlio e parlagli di suo padre. Parlagli dell’epoca in cui la guerra non ci separava e digli che le cose possono essere diverse fra gli uomini su questa terra. Tuo fratello, Luz”.
  • A pag. 77 si fa riferimento al libro La Resistenza in Brianza: 1943-1945 di Pietro Arienti. In questo articolo trovate un’intervista all’autore, insieme a una riflessione sull’importanza della Resistenza ieri e oggi.
  • A pag. 90 Lidia racconta a Marco dell’applicazione in Italia delle leggi razziali nel 1938 (“Quello là – Mussolini –, ne ha fatta un’altra delle sue!”). Qui trovate il Manifesto sulla Razza pubblicato il 14 luglio 1938, i cui articoli verranno raccolti nelle leggi razziali che verranno promulgate di lì a breve (al punto 9: Gli ebrei non appartengono alla razza italiana).
  • A pag. 124 si fa riferimento a una data: il 27 gennaio 1945, giorno in cui le armate russe entrarono per la prima volta ad Aushwitz liberandone i prigionieri. Nel 2000 si decise di istituire in quella data il Giorno della Memoria, e qui trovate la legge n. 211 del 20 luglio 2000 con cui in Italia si sancì l’istituzione (Art. 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.).
  • A pag. 133 si fa riferimento al Mausoleo dei Visconti di Modrone, in cui, racconta la mamma di Marco, molti partigiani si nascosero durante la Resistenza. Qui trovate una foto e un breve approfondimento sulla storia di questo edificio.
  • Sono tanti i nomi delle persone che hanno fatto la storia d’Italia menzionati in questo libro, è difficile pensare di poter approfondire adeguatamente la storia di ciascuno di loro, però, nel caso, qui potete trovare delle brevi biografie su alcuni di loro: Piero GobettiAntonio GramsciCarlo Levi, Emilio LussuEgeo Mantovani (presente nel libro anche come personaggio), Giacomo MatteottiGiuseppe Mazzini, Giancarlo Puecher, i fratelli Rosselli, Giovanni Battista Stucchi.
  • Qui potete ascoltare un’intervista all’autore, in cui parla del suo libro, dell’importanza della liberazione d’Italia e della democrazia.
  • Gianluca Alzati oltre ad essere scrittore è anche cantante, e con la sua band (la Controvento Acoustic Band citata anche nel libro) ha composto un album dal titolo Normalmente diversi (espressione che dovrebbe risultare famigliare a chi ha già letto il libro), che contiene anche una canzone proprio dal titolo Piccola staffetta. In questo video potete vedere l’autore che la canta davanti al giovane pubblico di una scuola. Qui invece potete ascoltare la canzone citata a pag. 142 (“Se le farfalle danzano in cima alla collina, tu seguile se vuoi e lasciale posare…”).

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ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Le cicogne nere. Hidma. La mia fuga, di Abdelfetah Mohamed

Le cicogne nere
La cicogna nera è un uccello che vive spostandosi tra l’Europa e l’Africa. Hidma, in lingua tigrina, significa “fuga”. I due termini segnano il parallelismo tra i volatili che migrano verso l’Africa e gli uomini che invece l’abbandonano nella speranza di poter avere nuove opportunità di vita. Abdel ripercorre la sua fuga, iniziata insieme alla famiglia nel campo profughi di Wadsharifi, e i ricordi dei genitori e dei fratelli. Gli anni in Eritrea, il passaggio dal Sudan e infine la Libia. Un percorso di ricerca dell’identità, tra esili, prigionie e il lavoro nei campi di cotone, fino all’arrivo in Italia e il viaggio a ritroso da Nord a Sud. Una narrazione di rara intensità conduce il lettore al fianco di Abdel, per accompagnarlo nel suo cammino ostacolato dalle contraddizioni dell’esistenza.

Titolo: Le cicogne nere. Hidma. La mia fuga
Autore: Abdelfetah Mohamed con Saul Caia
Anno prima edizione: 2017
Editore: Istos Edizioni

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Per molti la frontiera è quel mare che li porta lontano da guerre e sofferenza… è un mare che porta speranza, la promessa di un futuro che sembrava impossibile.

LA CITAZIONE:

“Chi decide di fuggire dalla guerra o dalla povertà si lascia tutto alle spalle scappando per continuare a vivere, a prescindere da tutto.

TEMI TRATTATI:

  • immigrazione
  • accoglienza
  • traffico umano
  • fuga dalla guerra
  • storia contemporanea dell’Eritrea

PAROLE CHIAVE:

  • “Hidma” (fuga)
  • Centri di accoglienza in Italia
  • Guerra Etiopia-Eritrea

L’AUTORE:

Abdelfetah Mohamed nasce in un campo profugo in Sudan vicino al confine dell’Eritrea, se volete una data di nascita precisa, lui non la sa, ma se per voi è importante, allora il 26 dicembre 1981 (“sono le prime parole che mi escono dalla bocca, ricordando il giorno della mia libertà, quando ero fuggito dal campo militare in Eritrea dove ero tenuto prigioniero; il mese di dicembre è quello in cui è nata mia figlia, mentre il 1981 è l’anno dell’elezione del presidente statunitense Reagan.”). La sua vita è fra le pagine di questo libro, dove ci racconta il suo viaggio verso l’Europa, attraverso l’Eritrea, il Sudan e la Libia. Ora lavora in Italia come mediatore culturale e partecipa alle operazioni di recupero di migranti nel Mediterraneo sulle navi delle Organizzazioni non governative.

APPROFONDIMENTI:

  • Abdelfetah racconta di esser nato negli anni Ottanta in un campo di rifugiati vicino al confine fra il Sudan e l’Eritrea, patria dei genitori, ma da cui son dovuti scappare a causa della guerra che imperversava nel paese: in quegli anni infatti era ancora in corso la lotta dell’Eritrea per l’indipendenza dall’Etiopia di cui era provincia, indipendenza che conquisteranno solo all’inizio degli anni Novanta (come racconta Abdel a pag. 50). Ma la pace non era destinata a durare: nel 1998 l’Etiopia invade la città di Badme reclamandola come propria e da questo momento ha inizio una guerra che porterà alla morte di un numero impressionante di persone. Il conflitto si conclude sulla carta nel 2000, ma le tensioni e gli attacchi andranno avanti ancora per molti anni, fino all’estate del 2018 che vedrà un un accordo di pace fra il primo ministro etiope Abiy Ahmed e il dittatore eritreo Isaias Afewerki. Qui potete trovare maggiori informazioni sulla storia del conflitto fra Eritrea ed Etiopia, con un approfondimento delle conseguenze della guerra.
  • Nel capitolo La notte della libertà (pag. 50-52), Abdel racconta la delusione del padre dopo l’iniziale gioia per la conquista dell’indipendenza da parte dell’Eritrea. L’indipendenza non portò quella pace per cui molti avevano lottato, infatti il nuovo Governo adottò subito una politica di repressione: vennero negati i diritti civili ai cittadini e soppresso ogni partito di opposizione. E venne cambiata la bandiera che tanti combattenti per la libertà facevano sventolare durante la lotta per l’indipendenza: anche solo il possederla era diventato un reato per il nuovo Governo. Ne venne elaborata una nuova con più colori, rappresentanti la giustizia, l’uguaglianza, l’unità, la pace e il progresso… promesse che non vennero mantenute. Qui potete vedere il passaggio delle bandiere negli anni.
  • Ad un certo punto della storia Abdel racconta della sua prigionia in Eritrea: cos’è successo? L’Eritrea post indipendenza era diventata una dittatura, e Abdel, come molti altri, aveva provato a ribellarsi e aveva rifiutato il servizio militare obbligatorio a tempo indefinito (uno dei tanti motivi che spinge ancora oggi gli eritrei alla fuga).
  • A pag. 127 Abdel fa riferimento ad una strage avvenuta a Lampedusa nel 2013: si tratta del naufragio di un barcone che portò alla morte di 368 migranti. Trovate in questo articolo i fatti completi di quella giornata, con le conseguenze politiche della strage.
  • Il viaggio di Abdelfetah verso la sua nuova vita ha una tappa obbligatoria: le mezra in Libia. “Mezra” in arabo significa “magazzino”, ed è di questo che si tratta: di magazzini dove i trafficanti rinchiudono le persone paganti in attesa di compiere il viaggio in mare. Trovate un approfondimento sulla realtà dei mezra in questo articolo.
  • Da piccolo Abdel scappa di casa e va a lavorare nei campi di cotone, nel campo 9. Questo, spiega, “è stato fondato nel 1900; i colonizzatori italiani sentivano una responsabilità morale nei confronti del popolo eritreo, per questo hanno creato il progetto.”. L’Eritrea è infatti la prima colonia italiana, costituita dopo l’acquisto da parte del governo italiano (1882) della baia di Assab, sul mar Rosso, dalla Società Rubattino che, a sua volta, l’aveva acquistata dieci anni prima da sultani locali. Il 1° gennaio 1890, il governo italiano, dopo avere rilevato la proprietà di tutte le zone acquistate, decise di fare ordine con un Regio Decreto in cui, all’articolo 1, era scritto: «I possedimenti italiani del Mar Rosso sono costituiti in una sola colonia col nome di Eritrea» Il nome “Eritrea” viene dal greco ἐρυθρός, “rosso” appunto. Qui trovate un approfondimento della storia coloniale italiana in Africa.
  • Una volta arrivato in Italia, Abdel viene portato in un centro di prima accoglienza, e poi, in seguito ad una sua protesta per il nuovo stato di semi prigionia in cui si trovava per l’attesa del permesso di soggiorno, viene mandato a Caltanissetta in un centro d’identificazione ed espulsione (CIE) o centro di permanenza per i rimpatri (CPR), come verrà poi rinominato. Cosa sono questi centri? Sono strutture dove di fatto vengono detenuti i cittadini stranieri sprovvisti di regolare titolo di soggiorno: “Nonostante i cittadini stranieri si trovino all’interno dei CPR con lo status di trattenuti o ospiti, la loro permanenza nella struttura corrisponde di fatto ad una detenzione, in quanto sono privati della libertà personale e sono sottoposti ad un regime di coercizione che, tra le altre cose, impedisce loro di ricevere visite e di far valere il fondamentale diritto alla difesa legale.”. Trovate una spiegazione più approfondita, con la storia legale di questi centri qui.
  • Potete trovare un’intervista all’autore su questo sito, e una breve intervista video qui.
  • Qui potete vedere il viaggio di Abdel ricreato su mappa.
  • La copertina del libro è una foto di Francesco Malavolta, fotoreporter che dal 2011 documenta ciò che accade sulle frontiere europee per conto dell’Agenzia dell’Unione Europea Frontex, concentrandosi in particolare sui viaggi dei migranti via mare. Qui trovate il suo sito ufficiale, e, fra i suoi lavori, anche la foto originale della copertina de Le cicogne nere.
  • Il titolo del libro, Le cicogne nere, è spiegato in quarta di copertina: la cicogna nera è un uccello che durante l’inverno cerca un clima tropicale umido, migra così verso l’Africa, in contrapposizione a tante vite umane che invece migrano non verso, ma via dall’Africa. Questi volatili non dovrebbero esserci troppo sconosciuti, infatti negli ultimi anni hanno iniziato a svernare anche in Sardegna (fonte).

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