Viaggio in Italia, di Gianni Rodari

Viaggio in Italia
Ore 9: lezione di geografia fantastica. Dove si scopre perché a Milano non si riesce a prendere il volo e a Trieste o in Romagna sì. Dove in quel di Perugia si riescono a imparare 214 lingue e dialetti diversi. Dove si capisce come si possa allungare il corso del Po. Dove si viene a conoscere che a Bologna si costruiscono i palazzi di gelato e in quel di Barletta le strade di cioccolato… Tante storie e tante rime con le quali Gianni Rodari racconta il nostro paese.

Titolo: Viaggio in Italia
Autore: Gianni Rodari
Illustrazioni: Elenia Beretta
A cura di: Arianna e Davide Tolin
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi Ragazzi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Rodari ci accompagna in un viaggio senza frontiere per l’Italia, riunendo posti lontanissimi fra di loro magari in una stessa strofa, rendendoli vicini. Ma anche la lingua può essere una frontiera superabile, e lui lo fa giocando con le parole, l’ortografia e l’alfabeto.

LA CITAZIONE:

“Siamo tutti sulla stessa Terra,
marinai dello stesso bastimento:
perché farci la guerra
invece di filare
avanti sempre con le vele al vento?”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio
  • fratellanza
  • libertà
  • fantasia

PAROLE CHIAVE:

  • Filastrocche e giochi di parole
  • Lezioni di geografia fantastica

L’AUTORE:

Gianni Rodari nasce il 1920 a Omegna, sul lago d’Orta e muore nel 1980 a Roma. Ben noto per il suo contributo alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi, oltre che scrittore è stato anche maestro elementare, giornalista e pedagogista. Durante la Seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza, e solo dopo la sua conclusione, negli anni ’50 inizia la sua produzione letteraria. Nel 1970 viene insignito del prestigioso premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. A Omegna, città dei suoi natali, gli è stato dedicato un parco, il Parco della Fantasia Gianni Rodari.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Viaggio in Italia è un’antologia curata da Arianna e Davide Tolin che raccoglie tutte le poesie, le filastrocche e i testi di Gianni Rodari che ci portano in viaggio per il nostro paese. Ecco i volumi da cui i due curatori hanno attinto: Il secondo libro delle filastrocche, Fiabe lunghe un sorriso, Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Filastrocche per tutto l’anno, Filastrocche lunghe e corte e Il Pianeta degli alberi di Natale.
  • Riguardo all’antologia, dice David Tolin, uno dei curatori: “Ci piacerebbe che il libro diventasse un prontuario per le agenzie di viaggio capaci di creare itinerari per turisti curiosi e alla ricerca di nuove modalità per scoprire il nostro paese. Nell’opera Il gioco dei quattro cantoni, c’è un testo, Codice d’avviamento fantastico, che è forse alla base dell’idea di creare una piccola antologia che avesse come filo conduttore la ‘geografia fantastica’ di Rodari. Il testo raccoglie infatti filastrocche e racconti.”.
  • Davide Tolin non parla a caso di “prontuario per le agenzie di viaggio”, infatti nel retro del volume è presente un QR code attraverso il quale si può scaricare un file PDF in cui si troverà un lungo elenco (ben 34 pagine!) di tutti i posti che Rodari visita nei suoi testi. Visita anche un po’ della Sardegna: in Codice di avviamento fantastico son citati Bari Sardo, Samassi, Samatzai e San Sperate.
  • Se volete ascoltare la voce di Gianni Rodari recitare una delle sua filastrocche, in questo video, al minuto 1:19, legge Un tale di Macerata, che trovate nel volume a pag. 82.
  • In occasione del Festival letterario Pordenonelegge 2018, i Gatti Ostinati (un duo, formato da Davide Fischanger e Cataldo Nalli, che si occupa di animazione culturale e di promozione della lettura) ha presentato uno spettacolo proprio sulla base dei viaggi in Italia di Rodari: come la definiscono loro, “una lettura animata per viaggiatori da tre a novantanove anni”. Hanno poi composto una canzone in omaggio allo scrittore e ai suoi fantastici viaggi, s’intitola Un filo e la potete trovare sul loro sito.
  • Il volume è illustrato da Elena Beretta, illustratrice italiana, di stanza a Berlino. Collabora con diverse case editrici e riviste italiane e ha partecipato con le sue opere a diverse mostre. Per scoprire qualcosa di più su di lei e sui suoi lavori potete visitare il suo sito ufficiale.

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La battaglia del burro, del Dr. Seuss

La battaglia del burro
Gli Zighi e gli Zaghi sono due popolazioni tra loro in lotta per uno strano motivo: gli uni imburrano le fette di pane nella parte superiore, gli altri inferiore. Da questa insignificante (ma per loro importantissima) diversità scaturisce un conflitto destinato a inasprirsi, con l’uso di tante e strampalate armi, fino a quando…

Titolo: La battaglia del burro
Autore: Dr. Seuss
Traduzione: Anna Sarfatti
Anno prima edizione: 1984
Editore: Giunti

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

La maggior parte delle frontiere, dei muri, delle divisioni le creiamo noi, spesso per motivi futili, per niente importanti. Capire il valore dell’armonia rispetto al far valere le proprie idee, questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Sul finir dell’estate
venerdì, son sicuro…
… fui portato dal nonno
al cospetto del Muro.
[…] ‘Come sai, qua dal Muro
ci viviamo noi Zaghi.
Oltre il Muro, al di là,
vivono tutti gli Zighi.’
[…] Disse il nonno tra i denti:
‘Occhio a quegli elementi!
Ogni Zigo è un nemico
che nel cuore ha un intrico!’”

TEMI TRATTATI:

  • discutibili origini dei conflitti
  • l’odio
  • creare divisione
  • condizionamento delle nuove generazioni

PAROLE CHIAVE:

  • Muro
  • Corsa agli armamenti

L’AUTORE:

Theodor Seuss Geisel (1904-1991) è il più amato autore di libri per bambini nella storia della letteratura infantile americana, e non solo. Nel corso della sua lunga vita ha scritto e illustrato più di quaranta libri firmandosi “Dr. Seuss”, pseudonimo con il quale è passato alla storia. Nel 1984 viene insignito del premio Pulitzer “per il suo contributo di quasi mezzo secolo all’educazione e al divertimento dei bambini americani e dei loro genitori”. Le sue storie, quasi tutte in rima, sono divertenti, tenere e allo stesso tempo profonde. Con l’aiuto dei suoi personaggi fantastici, Seuss affronta temi come l’adozione, la fedeltà alla parola data, la tutela delle minoranze e dei loro diritti, l’inquinamento, la folle corsa agli armamenti. Seuss non si stanca mai di sottolineare il contrasto tra il bisogno di fantasia dei bambini e l’incapacità degli adulti di andare oltre la realtà e, attraverso i suoi disegni e le sue filastrocche solo apparentemente assurde, ci insegna a osservare la vita da ogni angolazione possibile, ma sempre con grande delicatezza e umorismo.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • De La battaglia del burro è stato anche fatto nel 1989 un adattamento animato sceneggiato dallo stesso Dr. Seuss e diretto da Ralph Bakshi. Lo potete vedere, in lingua originale, qui.
  • Il Dr. Seuss non è solo lo scrittore del libro, ma anche l’illustratore. Il suo stile di disegno è talmente particolare, che non faticherete mai a riconoscerlo! Cercando un po’ all’interno di questa pagina, potete trovare alcuni suoi disegni originali, realizzati con penna, pastelli, matite e pennarelli, proprio come fate voi!
  • La storia degli Zighi e gli Zaghi ha volutamente un finale aperto, ma in molti hanno provato a pensare un finale alternativo con lieto fine: una classe ha creato un breve fumetto in cui gli Zighi e gli Zaghi scoprono che unendo i due pezzi di pane con il burro sopra e il burro sotto… si crea un gustoso panino! Un alunno ha invece avuto la brillante idea di far fermare la guerra da Lorax, il protettore degli alberi protagonista di un altro libro del Dr. Seuss, infatti le bombe avrebbero distrutto anche le sue amate piante.
  • Il libro edito dalla Giunti contiene alla fine anche il breve racconto I Rax, scritto nel 1961, inserito in origine nel libro The Sneetches and other stories. Anche di questo breve racconto esiste la versione animata, la trovate qui.

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ALCUNI LIBRI DELLO STESSO AUTORE:

Mortina. Una storia che ti farà morire dal ridere, di Barbara Cantini

Mortina
Mortina è una bambina, ma è diversa dagli altri: è una bambina zombie Vive a Villa Decadente con la zia Dipartita e per amico ha un levriero albino di nome Mesto, da cui non si separa mai. Mortina vorrebbe avere amici della sua età con cui giocare e divertirsi, ma le è proibito farsi vedere dagli altri: potrebbero spaventarsi. Un giorno però arriva l’occasione giusta: la festa di Halloween! Mortina non deve nemmeno travestirsi… Ma cosa succede quando gli altri bambini scoprono che lei non indossa nessuna maschera?

Titolo: Mortina. Una storia che ti farà morire dal ridere
Autrice: Barbara Cantini
Anno prima edizione: 2017
Editore: Mondadori

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Chi stabilisce chi è normale e chi no? E, dopotutto, cos’è la normalità? Mortina è una bambina zombie, ma non si sente particolarmente diversa dagli altri bambini, eppure la zia le impedisce di farsi vedere e giocare con loro. Quella che le viene imposta è una frontiera inesistente, che vive solo nella mente, ma, nonostante ciò, per molti è la più difficile da superare.

LA CITAZIONE:

“Martina non era una bambina normale. Ma lei non si sentiva nemmeno così diversa. […] Ok, d’accordo, c’era anche quel piccolo particolare che poteva staccarsi parti del corpo come un pupazzo se gliene veniva voglia. Ma lei era una zombie, una bambina zombie. E questo per lei era la normalità.”

TEMI TRATTATI:

  • integrazione
  • relatività della normalità
  • paura del diverso
  • amicizia

PAROLE CHIAVE:

  • Bambina zombie
  • Famiglia protettiva

L’AUTRICE:

Barbara Cantini (Firenze, 1977) nasce come animatrice e illustratrice, solo di recente si è dilettata anche nei testi, proprio con la serie di Mortina con la quale ha raggiunto un gran successo, e non solo in Italia: la serie è già stata tradotta in più di venti lingue!
La sua carriera inizia come animatrice cartoon, lavorando ad alcune serie TV per la RAI, che la porta nel 2011 a vincere il concorso di Città del Sole “L’illustratore dell’anno”. Successivamente si è dedicata principalmente all’illustrazione, collaborando con editori italiani, ma anche inglesi e americani. Vive nella campagna fiorentina con il marito, le due figlie, quattro gatti e un impavido criceto… ormai zombie.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • La storia della vivace Mortina non si conclude con questo libro, ma continua negli altri due volumi della serie: Mortina e l’odioso cugino e Mortina e l’amico fantasma.
  • In un’intervista viene chiesto all’autrice com’è nata l’idea di Mortina, ecco la sua risposta: “Mortina, oltre ad essere un libro sull’amicizia è anche un libro sulla paura. Non tanto sulla paura di zombie e fantasmi, quanto sulla paura di ‘non piacere abbastanza’, di essere accettati per quello che siamo, nonostante le nostre ‘mostruosità’, ovvero quelli che sappiamo (o crediamo) essere i nostri difetti. Mortina sta abbastanza bene con se stessa e con la sua famiglia, ha Mesto, il suo amico cane che sta sempre insieme a lei.
    Ma come tutti i bambini, anche Mortina ha bisogno di stare anche con i suoi coetanei e vorrebbe poter condividere un po’ del suo tempo e dei suoi giochi con altri bambini. Per questo è inquieta e decisa a tentare di tutto pur di riuscire nell’impresa. Andrà prima di tutto contro i divieti della zia, ma soprattutto contro la sua stessa paura di non essere accettata. Il suo coraggio verrà premiato e scoprirà che quelli che credeva fossero i suoi limiti, le cose da nascondere, sono invece la sua forza e il suo tratto distintivo.
    Dall’altro lato i bambini saranno entusiasti di poter avere un’amica così speciale e vivere con lei avventure un po’ diverse dalla loro quotidianità. Il libro parla di amicizia, però non nasce dall’intento premeditato di scrivere una storia sull’amicizia, la diversità e l’accettazione, ma nasce dall’idea del personaggio stesso. L’idea di Mortina, questa simpatica bambina zombie che ‘vedevo’ giocare felice col suo cane, ma sola, in una dimora un po’ isolata, è nata molti anni fa.
    Alla fine mi sono decisa ad ‘ascoltarla’ e a fare in modo che non fosse più sola e trovasse degli amici. Ma come poteva fare una bambina così ‘particolare’ a farsi degli amici senza terrorizzare tutti? Da lì è nata la storia e l’idea del ‘piano di fuga’ per la festa di Halloween. La messa a fuoco dei vari personaggi e la scelta dei loro nomi è dettata dal mio amore per i giochi di parole buffi, per le citazioni e ispirazioni.”.
  • Nella pagina web dedicata ai libri per ragazzi della Mondadori, Barbara Cantini rivela che il primo bozzetto di Mortina risale a 11 anni prima della pubblicazione del libro (“ho ritrovato un primo abbozzo di Mortina addirittura in un vecchissimo blocco da disegno che usavo durante la scuola di animazione e che avevo totalmente dimenticato”). Racconta poi: “La messa a fuoco dei vari personaggi e la scelta dei loro nomi è dettata dal mio amore per i giochi di parole buffi e per le citazioni, nonché dal mio vissuto. Non è difficile per me vedere mia nonna brontolona nella zia
    Dipartita, o il mio vecchio prozio centenario nel prozio Funesto. E chissà, molto probabilmente c’è qualcosa di me in Mortina! Certo è che mostri, zombie e vampiri fin da piccola mi hanno sempre attratto e anche in un certo senso… divertito, sia nei giochi che nei travestimenti.”.
  • Sono tante le fonti a cui l’autrice si è ispirata durante la creazione della storia: si va da La sposa cadavere di Tim Burton alla serie televisiva Zombie Hotel e alle illustrazioni di Edward Gorey (qualche esempio qui), mentre per i personaggi i riferimenti più diretti sono Mercoledì de La famiglia Addams per Mortina, la personalità di Snoopy, con il suo saper fare tutto, per il fedele cane Mesto, ed Henri Toulouse-Lautrec, con la postura elegante che conferiva ai suoi personaggi, per la Zia Dipartita.
  • Qui potete trovare il booktrailer del libro, ossia un video animato di presentazione alla storia, realizzato dalla Studio Cartobaleno.
  • Accanto alla testa del prozio Funesto, nel cassettone di zia Dipartita c’è anche un libro: è Il gatto nero di Edgar Allan Poe, considerato il maestro della letteratura horror americana.

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ALCUNI LIBRI DELLA STESSA AUTRICE:

Il bar sotto il mare, di Stefano Benni

Il bar sotto il mare
Tutto può accadere nel bar sotto il mare. Un bar in cui tutti vorremmo capitare, una notte, per ascoltare i racconti del barista, dell’uomo col cappello, dell’uomo con la gardenia, della sirena, del marinaio, dell’uomo invisibile, della vamp e degli altri misteriosi avventori. Sompazzo, il paese più bugiardo del mondo – Gaspard Ouralphe, il più grande cuoco di Francia – Il verme mangiaparole e l’incredibile storia del capitano Charlemont – La disfida di Salsiccia – Il dittatore pentito – Kraputnyk, il marziano innamorato Priscilla Mapple e il delitto della II C – Il folletto delle brutte figure, il diavolo geloso e la chitarra magica – La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case – Il mistero di Oleron e l’Autogrill della morte – Californian crawl – Il pornosabato del cinema Splendor – I capricci del dio Amikinont’amanonami-kit’ama – Arturo Perplesso Davanti alla Casa Abbandonata sul Mare – Il racconto più breve del mondo, la fatale Nastassia e la grande Traversata dei Vecchietti.

Titolo: Il bar sotto il mare
Autore: Stefano Benni
Anno prima edizione: 1987
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Sommergendoci nel bar sotto il mare attraversiamo una frontiera particolare: ci lasciamo alle spalle la realtà, ma soprattutto il realismo. Gli avventori del bar condividono storie stravaganti, esilaranti e surreali, in cui si gioca con il linguaggio e coi genere letterari… eppure fra le righe si racconta, con grande arguzia, ciò che si trova nei nostri abissi interiori e in quelli della nostra società.

LA CITAZIONE:

“Non so se mi crederete. Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono.”

TEMI TRATTATI:

  • persone, vita e società… in chiave sottomarina
  • giocare col linguaggio, gli stili e i generi letterari

PAROLE CHIAVE:

  • Racconti brevi
  • Ironia
  • Satira

L’AUTORE:

“Non esiste una biografia del lupo Benni perché da trent’anni, tutte le volte che gliela chiedono, il lupo la cambia, dicendo un sacco di balle, o quasi-balle. Poiché nessuno ha mai controllato, Benni si è divertito a costruirsi almeno dodici biografie diverse.
Eccone una che è quasi vera.” (dal sito ufficiale dell’autore)

Quel che è abbastanza certo è che Stefano Benni nacque a Bologna nel 1947 e che, dopo aver scritto per varie riviste e giornali, pubblicò i suoi primi libri negli anni ’70. Il suo primo libro, Bar Sport, è anch’esso una raccolta di racconti. Ha lavorato anche per il teatro e per il cinema, ed è grazie a lui che la Feltrinelli iniziò a tradurre e a portare in Italia i romanzi di Daniel Pennac (i due sono anche grandi amici). Ha scritto più di 20 libri, e il suo preferito è Blues in sedici.

APPROFONDIMENTI:

  • La struttura per cornice narrativa de Il bar sotto il mare è quello dell’italico Decameron di Boccaccio, in cui un gruppo di giovani fugge da Firenze, dove imperversa la peste nera, e per intrattenersi si narrano vicendevolmente delle novelle. Ma forse lo stile è ancora più simile a quello de I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer, successivo al Decameron, in cui anche il narratore è protagonista. Qui si narra del viaggio di un gruppo di 30 pellegrini (29 + il narratore) verso la Cattedrale di Canterbury, e il loro incontro avverrà proprio in una taverna, dove stabiliranno che ognuno di loro dovrà raccontare delle storie per allietare il viaggio. (Qui un approfondimento sull’opera e sull’influenza del Decameron).
  • L’illustrazione di Giovanni Mulazzani presente ad inizio libro ci permette di conoscere tutti gli ospiti del bar sotto il mare, dando un volto (spesso noto) ai narratori delle varie storie presenti nel volume. L’immagine faceva anche da copertina nelle edizioni passate del libro (per questo a pag. 10 si legge: “Come potete constatare dal disegno di copertina, [gli avventori del bar] formavano il gruppo più stravagante che io avessi mai visto.”).
  • La storia inizia con il narratore (forse l’autore?) che segue un personaggio elegante con una gardenia all’occhiello. Nell’illustrazione di Mulazzani questo personaggio ha le fattezze sospettosamente simili a quelle di Freud, padre della psicoanalisi. Sarebbe particolare il fatto che proprio colui che ha studiato gli abissi dell’inconscio umano porti il narratore giù, verso gli abissi del bar sotto il mare, quasi fosse una discesa nella nostra psiche.
  • Matu-Maloa, il racconto del marinaio, si apre con una citazione del Moby Dick di Melville, e ne è sotto un certo punto di vista l’antitesi: nella versione “sotto il mare” il rapporto fra il capitano e la balena non è certo d’odio, anzi…
  • Il racconto dell’uomo col mantello, Oleron, è un chiaro omaggio e parodia della letteratura horror/gotica dell’Ottocento, e nell’immagine degli ospiti del bar di Mulazzani, l’uomo col mantello somiglia proprio ad Edgar Allan Poe, uno degli scrittori che più ha reso celebre il genere. La storia è ricca di allusioni e citazioni: il valzer del pipistrello di Strauss (qui l’ouverture), le illustrazioni di Aubrey Beardsley per i racconti di Poe, sebbene non ve ne sia una per Ligeia (potete vederne alcune qui), Gilles de Rais, assassino seriale del XV secolo, nonché amico di Giovanna D’Arco e fonte d’ispirazione per la fiaba Barbablù di Charles Perrault (qui un approfondimento su questo controverso personaggio storico), e diversi riferimenti ai topoi letterari del genere. Trovate un’analisi più approfondita del racconto in questo post. Qui invece potete trovare il racconto sotto forma di copione teatrale.
  • La storia di Pronto Soccorso e Beauty Case è raccontata dall’uomo con gli occhiali neri, che è la copia perfetta dell’attore John Belushi in The Blues Brothers, e, guarda caso, è proprio sua la citazione (da Animal House) presente ad inizio storia.
  • Il racconto della vecchietta, Priscilla Mapple e il delitto della II C, è chiaramente uno strampalato omaggio ai gialli di Miss Marple, personaggio di Agatha Christie, famosa giallista degli anni Venti, citata dalla stessa Priscilla a pag. 143. (Qui un approfondimento sulla scrittrice.)
  • Il bar sotto il mare diventa nel 1992 uno spettacolo teatrale per il gruppo comico dei Broncoviz, diretti da Giulio Gallione. Nel 2007 si trasforma in un monologo di Fabio De Luigi, sempre con la regia di Gallione. In quest’ultimo rifacimento l’antefatto narrativo è un po’ diverso: tutti i personaggi si ritroveranno giù, sotto il mare, per aver seguito un’affascinante sirena. In questo video potete vedere un breve momento dell’inizio dello spettacolo.
  • Si possono trovare alcuni collegamenti fra le storie e i personaggi nel bar, come Priscilla Mapple, cui viene dedicata una storia ma che a fine libro si rivela essere la bambina del bar, ma c’è chi ha provato a trovare un collegamento fra tutte le storie e tutti i personaggi. Se siete curiosi, potete leggere questo interessante tentativo qui.
  • In questo video potete vedere una breve intervista di Stefano Benni del 2007, in cui parla del suo rapporto con le storie, e con i bar (“Il bar per me non è il posto dove si va a prendere il cappuccino, ma è il luogo della narrazione, dove la gente s’incontra e racconta le storie”).

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