Saltafrontiera, di Lucia Tumiati

Saltafrontiera
Giorgio ha inventato un gioco, che è anche una parola: saltafrontiera. Il suo papà ha un lavoro da “giramondo”, ed è una gran fortuna per tutta la famiglia, che così riesce a conoscere persone di tutti i tipi e di tutti i colori! Dalla Calabria alla Svizzera, da New York alla Cina, salto dopo salto, fino in Groenlandia e in India… i tanto poveri e i tanto ricchi, piccole ladre generose di baci, non-pastori con centinaia di pecore, tappeti e perfino… un gatto!

Titolo: Saltafrontiera
Autrice: Lucia Tumiati
Illustrazioni: Paolo D’Altan
Anno prima edizione: 1962
Editore: Giunti

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Come dice Giorgio nell’introduzione del libro: “Saltare le frontiere vuol dire vivere meglio, coi popoli vicini e quelli lontani. Vuol dire saltare sui pregiudizi, sulle divisioni e sentirsi amico dei cinesi come dei messicani, dei neri, dei verdi, dei rossi, dei blu…
Il mondo è grande, bellissimo, appunto. E non ti basterà una vita per conoscerlo tutto. Ma saltando le frontiere si fa prima.”

LA CITAZIONE:

“Io, che ho dovuto seguire la mia famiglia (il babbo ha un lavoro per cui deve viaggiare molto), di frontiere ne ho passate tante. Guardie, passaporti, vaccinazioni. Ti senti un intruso, alla frontiera, e sei guardato con sospetto. Ma dall’aereo, se guardi giù, vedi che non ci sono frontiere e il mondo, tutto unito, è bellissimo.

TEMI TRATTATI:

  • amicizia
  • viaggio
  • tradizioni e costumi diversi

PAROLE CHIAVE:

  • Saltafrontiera

L’AUTRICE:

Nata a Venezia nel 1926 da Corrado Tumiati, medico scrittore antifascista, e Maria Luzzatto, ebrea, Lucia Tumiati a causa delle leggi razziali fu costretta, con la madre, a vivere nascosta. Successivamente, entrò a far parte delle staffette partigiane per Giustizia e Libertà, a Padova e Venezia. Laureata in lettere con una tesi su Collodi, ha iniziato a scrivere romanzi, racconti, fiabe e testimonianze per adulti, ma soprattutto per ragazzi e bambini. Nelle sue opere la storia si mescola alla fantasia e la fantasia trova radici nella realtà, senza mai abbandonare l’impegno sociale. La fantasia e l’esperienza di vita, oltre all’amicizia con Gianni Rodari, costituiscono la base di ciò che scrive, e di come lo scrive. Ha ottenuto numerosi e importanti riconoscimenti, fra i quali i premi Orvieto (vinto proprio per Saltafrontiera), Salvemini. Olzai, Bitritto, Giunti.

APPROFONDIMENTI:

  • Dice Lucia Tumiati sul libro: “È stato il mio primo libro per ragazzi, scritto poco dopo la fine della guerra (sta parlando della Seconda guerra mondiale), e voleva essere il contrario di quanto era accaduto a me e ad altri: era l’idea di un mondo di amicizia proprio per rifiutare quanto la guerra aveva significato per milioni di bambini ed adulti: dolore, disprezzo, diffidenza. No, volevo scrivere un invito all’amicizia. Ogni paese ha cose buone, belle, importanti da conoscere. Saltare le frontiere era allora quasi un miraggio. Oggi saltare le frontiere è diventato una gioiosa scoperta per molti giovani, e l’amicizia fra i popoli è un poco più attuabile. Ma non per tutti. Vale ancora la fatica e la speranza di saltare tutti i confini del mondo.” (Fonte).
  • A pag. 21 Hanka parlando a Giorgio del suo paese cita anche una torta natalizia: la Kutia. Questo “è un piatto speciale tradizionalmente preparato come parte della cena Ucraina della Vigilia di Natale e in molti paesi dell’Europa dell’Est. Infatti, è tipico in Ucraina, Bielorussia, Polonia, è molto popolare in Russia e dolci similari si trovano anche in Libano e Grecia.”. Se volete provare a farlo, qui trovate la ricetta.
  • Nel racconto Adlata, Giorgio viene ospitato da Adlata e dalla sua famiglia all’interno del loro igloo: queste sono delle costruzioni realizzate interamente col ghiaccio, che però in realtà sono cadute in disuso già da molto tempo, infatti gli inuit (il vero nome delle popolazioni chiamate impropriamente “eschimesi”) ormai vivono in case di mattoni, e questo già dal periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, quindi dalla metà del secolo scorso. Se volete scoprire tutte le curiosità sugli igloo, come funzionano, come si costruiscono e il perché non faccia poi così freddo al loro interno nonostante siano fatti di ghiaccio, leggete questo articolo.
  • A pag. 49 si fa riferimento a Pancho Villa, una sorta di Robin Hood messicano, egli infatti rubava ai ricchi proprietari terrieri e difendeva i peones, i poveri contadini e braccianti. Nel libro si fa riferimento a un film, ma Pancho Villa è un personaggio storico realmente esistito: partecipò e guidò la rivoluzione messicana in difesa dei peones contro il dittatore Porfirio Díaz, e poi andò contro i gringos, ossia gli americani, che appoggiarono Venustiano Carranza, nuovo presidente dopo Diaz e Francisco Madero, il presidente appoggiato da Pancho Villa, ma che venne ucciso dopo breve tempo. In questo articolo trovate un approfondimento sulla sua figura.
  • Nel racconto Daniele, Giorgio fa la conoscenza di un bambino israeliano che gli racconta del conflitto con i loro vicini palestinesi: “Ce l’hanno con noi, perché dicono che gli abbiamo portato via la terra.” (pag. 80). Nei fatti, quello che dicono i palestinesi è vero: dopo le persecuzioni ai tempi del nazismo, le Nazioni Unite decisero di dare alle popolazioni ebraiche un pezzo di terra della Palestina… ovviamente già occupato dalla popolazione locale palestinese. Da questo momento inizierà un conflitto fra i due popoli che purtroppo ancora oggi non vede la sua fine. All’inizio di questo corto animato viene spiegata la storia del conflitto fra i due popoli, dal principio fino a oggi.
  • A pag. 82 si fa riferimento alla Città Proibita, l’immenso Palazzo Imperiale dove un tempo viveva l’Imperatore della Cina con la sua famiglia e tutta la sua corte. Se voleste vedere il palazzo e sentire qualche accenno storico e curiosità, ecco un breve documentario in due parti: parte 1 e parte 2.

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Viaggio in Italia, di Gianni Rodari

Viaggio in Italia
Ore 9: lezione di geografia fantastica. Dove si scopre perché a Milano non si riesce a prendere il volo e a Trieste o in Romagna sì. Dove in quel di Perugia si riescono a imparare 214 lingue e dialetti diversi. Dove si capisce come si possa allungare il corso del Po. Dove si viene a conoscere che a Bologna si costruiscono i palazzi di gelato e in quel di Barletta le strade di cioccolato… Tante storie e tante rime con le quali Gianni Rodari racconta il nostro paese.

Titolo: Viaggio in Italia
Autore: Gianni Rodari
Illustrazioni: Elenia Beretta
A cura di: Arianna e Davide Tolin
Anno prima edizione: 2018
Editore: Einaudi Ragazzi

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Rodari ci accompagna in un viaggio senza frontiere per l’Italia, riunendo posti lontanissimi fra di loro magari in una stessa strofa, rendendoli vicini. Ma anche la lingua può essere una frontiera superabile, e lui lo fa giocando con le parole, l’ortografia e l’alfabeto.

LA CITAZIONE:

“Siamo tutti sulla stessa Terra,
marinai dello stesso bastimento:
perché farci la guerra
invece di filare
avanti sempre con le vele al vento?”

TEMI TRATTATI:

  • viaggio
  • fratellanza
  • libertà
  • fantasia

PAROLE CHIAVE:

  • Filastrocche e giochi di parole
  • Lezioni di geografia fantastica

L’AUTORE:

Gianni Rodari nasce il 1920 a Omegna, sul lago d’Orta e muore nel 1980 a Roma. Ben noto per il suo contributo alla letteratura per l’infanzia e per ragazzi, oltre che scrittore è stato anche maestro elementare, giornalista e pedagogista. Durante la Seconda guerra mondiale ha fatto parte della Resistenza, e solo dopo la sua conclusione, negli anni ’50 inizia la sua produzione letteraria. Nel 1970 viene insignito del prestigioso premio Hans Christian Andersen, considerato il Nobel della letteratura per ragazzi. A Omegna, città dei suoi natali, gli è stato dedicato un parco, il Parco della Fantasia Gianni Rodari.

Sito ufficiale.

APPROFONDIMENTI:

  • Viaggio in Italia è un’antologia curata da Arianna e Davide Tolin che raccoglie tutte le poesie, le filastrocche e i testi di Gianni Rodari che ci portano in viaggio per il nostro paese. Ecco i volumi da cui i due curatori hanno attinto: Il secondo libro delle filastrocche, Fiabe lunghe un sorriso, Filastrocche in cielo e in terra, Il libro degli errori, Favole al telefono, Filastrocche per tutto l’anno, Filastrocche lunghe e corte e Il Pianeta degli alberi di Natale.
  • Riguardo all’antologia, dice David Tolin, uno dei curatori: “Ci piacerebbe che il libro diventasse un prontuario per le agenzie di viaggio capaci di creare itinerari per turisti curiosi e alla ricerca di nuove modalità per scoprire il nostro paese. Nell’opera Il gioco dei quattro cantoni, c’è un testo, Codice d’avviamento fantastico, che è forse alla base dell’idea di creare una piccola antologia che avesse come filo conduttore la ‘geografia fantastica’ di Rodari. Il testo raccoglie infatti filastrocche e racconti.”.
  • Davide Tolin non parla a caso di “prontuario per le agenzie di viaggio”, infatti nel retro del volume è presente un QR code attraverso il quale si può scaricare un file PDF in cui si troverà un lungo elenco (ben 34 pagine!) di tutti i posti che Rodari visita nei suoi testi. Visita anche un po’ della Sardegna: in Codice di avviamento fantastico son citati Bari Sardo, Samassi, Samatzai e San Sperate.
  • Se volete ascoltare la voce di Gianni Rodari recitare una delle sua filastrocche, in questo video, al minuto 1:19, legge Un tale di Macerata, che trovate nel volume a pag. 82.
  • In occasione del Festival letterario Pordenonelegge 2018, i Gatti Ostinati (un duo, formato da Davide Fischanger e Cataldo Nalli, che si occupa di animazione culturale e di promozione della lettura) ha presentato uno spettacolo proprio sulla base dei viaggi in Italia di Rodari: come la definiscono loro, “una lettura animata per viaggiatori da tre a novantanove anni”. Hanno poi composto una canzone in omaggio allo scrittore e ai suoi fantastici viaggi, s’intitola Un filo e la potete trovare sul loro sito.
  • Il volume è illustrato da Elena Beretta, illustratrice italiana, di stanza a Berlino. Collabora con diverse case editrici e riviste italiane e ha partecipato con le sue opere a diverse mostre. Per scoprire qualcosa di più su di lei e sui suoi lavori potete visitare il suo sito ufficiale.

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Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità, di Teresa Radice e Stefano Turconi

Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Il Cirque de la Lune ha in programma una tournée in Inghilterra e si imbarca su un immenso piroscafo che attraverserà la Manica. Ma una notte di tempesta mette fuori uso la bussola e lascia la nave in balia delle onde.. Per fortuna Viola, Samir e uno strambo nonnetto con il pallino per l’avventura, tale Jules Verne, hanno un piano folle ma geniale per portare tutti in salvo!

Titolo: Viola Giramondo Vol. 3. Il ritratto della felicità
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2017
Editore: Piemme

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Viola e gli altri membri del Cirque de la Lune sono alle prese con una frontiera fisica: l’attraversamento della Manica, ma la vera frontiera che verrà superata è quella dell’arrendersi alla sorte avversa. La frontiera può essere anche un ostacolo, superarla vuol dire ingegnarsi e affrontare le sfide che la vita ci pone davanti.

LA CITAZIONE:

“- Ma dico: possibile che nessuno di voi capisca che per andare avanti bisogna restare con i piedi per terra?
– Zio, chi tiene entrambi i piedi per terra… sta fermo.”

TEMI TRATTATI:

  • ricerca di sé stessi
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • superamento di sfide

PAROLE CHIAVE:

  • Attraversamento del canale della Manica
  • Jules Verne, Nadar e Viola… inventori improvvisati

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il ritratto della felicità è il terzo libro di una serie di “romanzini”, così definiti dagli stessi autori, che vedono protagonista la Viola della graphic novel Viola Giramondo (presente in bibliografia). Il personaggio nasce lì, e in questi romanzini la ritroviamo più giovane e alla ricerca di un suo particolare talento speciale con il quale potrà dare il suo contributo all’interno del Cirque de la Lune, il circo dove è nata e cresciuta.
  • Sul Dauphin, il piroscafo su cui i membri del Cirque stanno viaggiando attraverso la Manica, Viola incontra due simpatici vecchietti: Jules Verne e Gaspard-Félix Tournachon, meglio noto come Nadar. Verne e Nadar sono due personaggi storici straordinari: il primo è stato uno dei più grandi scrittori di avventura di tutti i tempi, considerato, insieme a H.G. Wells, il fondatore della moderna fantascienza; il secondo è stato un grande fotografo ritrattista francese, fra i nomi più celebri che hanno posato dietro la sua macchina fotografica troviamo Victor Hugo, Alexandre Dumas, Manet e gli italianissimi compositori Gioacchino Rossini e Giuseppe Verdi.
  • Il padre di Viola, Konrad Vermeer è un grandissimo appassionato dei libri di Jules Verne, ne cita diversi alla figlia, e inizia a raccontarle la storia di Ventimila leghe sotto i mari. Ma l’elenco di papà Konrad è molto ridotto: ne I viaggi straordinari, il ciclo di libri che raccoglie tutti i romanzi d’avventura di Verne, si contano più di 50 opere! Qui trovate l’elenco completo.
  • Riguardo a Jules Verne, il sito della Mursia, la casa editrice che ha portato in Italia i suoi Viaggi Straordinari, scrive: “La sua vita presenta molte pagine misteriose come quelle delle carte geografiche che ammaliavano i protagonisti delle sue avventure. Venne al mondo con la passione per i viaggi: all’età di quindici anni s’imbarcò di nascosto su una nave diretta verso le Indie, e al padre che lo recuperò al primo scalo spiegò di essere partito alla ricerca di coralli per la cugina Carolina. Scrittore generoso – i numerosi romanzi che compongono il ciclo dei viaggi straordinari sono fra i più tradotti al mondo – Verne è considerato il padre della fantascienza: la passione per l’ignoto e le esplorazioni, l’amore per la tecnologia e l’attrazione per mondi misteriosi sono i mattoni su cui sono costruite a mano le sue avventure, che hanno per protagonisti uomini dal genio visionario, che amano la sfida e che estendendo la conoscenza del mondo approfondiscono la conoscenza di se stessi.”.
  • Come raccontato nella storia, Jules Verne e Nadar era sul serio grandi amici, e non solo il protagonista di Dalla Terra alla Luna, Michel Arden, è ispirato a Nadar, come aveva ben capito papà Konrad, ma anche Cinque settimane in pallone è un romanzo che nasce grazie all’amico: Nadar fu infatti un appassionato amante dell’aerostatica e costruì un enorme pallone ad aria calda battezzato Le Géant (Il gigante).
  • Se Viola e gli altri membri del Cirque avessero attraversato la Manica nei giorni nostri, avrebbero potuto scegliere di non viaggiare sulla superficie dell’acqua, ma… sotto. Il 6 maggio 1994 viene infatti inaugurato il tunnel della Manica, una galleria ferroviaria lunga circa 50 km scavata sotto il fondo del Canale, che unisce il comune britannico di Cheriton al comune francese Conquelles, nei pressi di Calais. Per la maggior parte il tunnel si trova a 40 metri sotto il fondo del mare. È il tunnel con il percorso sottomarino più lungo al mondo.

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ALCUNI LIBRI DEGLI STESSI AUTORI:

Viola Giramondo, di Teresa Radice e Stefano Turconi

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Viola Vermeer, della grande famiglia del Cirque de la Lune, è una ragazzina curiosa, allegra ed espansiva, con una spiccata sensibilità per la bellezza in tutte le sue forme. Nel suo cammino in giro per il mondo – da Parigi a New York, dalla laguna veneziana all’India, dal Canada ad Amsterdam, da Damasco alle vette dell’Himalaya – incontrerà personaggi straordinari (come il pittore Toulouse-Lautrec o il compositore Antonín Dvorák) che, contagiati dal suo ottimismo, l’accompagneranno attraverso quell’età in bilico tra la voglia di spiccare il volo e il bisogno di avere un posto cui tornare.

Titolo: Viola Giramondo
Autrice: Teresa Radice
Illustrazioni: Stefano Turconi
Anno prima edizione: 2013
Editore: Tunué

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare tutte le frontiere del mondo: i confini tra i Paesi, la distanza fra persone di diverse etnie e fra culture diverse… Viola Vermeer lo fa, insieme alla sua grande famiglia del Cirque de la Lune.

LA CITAZIONE:

“Ma chi stabilisce cos’è la normalità e cos’è la bellezza? Se un uomo non marcia al passo dei suoi compagni, magari è perché ode un tamburo diverso, dico io! Lasciatelo marciare al suono della musica che sente! Allora si che sarà veramente sé stesso e potrà esprimere la propria bellezza!”

TEMI TRATTATI:

  • scoprire la bellezza che ci circonda
  • multiculturalità
  • famiglia
  • amicizia
  • il ciclo della vita

PAROLE CHIAVE:

  • “Cittadina del mondo”
  • Incontri che arricchiscono

GLI AUTORI:

Teresa Radice e Stefano Turconi s’incontrano per una storia sul Topo più famoso del mondo, e da lì non smetteranno mai di creare storie insieme. Lei le scrive e lui le disegna, iniziano sul settimanale di Topolino, con cui ancora collaborano, e continuano poi creando personaggi straordinari e storie indimenticabili pubblicati da diverse case editrici. In bibliografia trovate anche il curioso Orlando, oltre alla radiosa Viola Vermeer di Viola Giramondo. E, a proposito di “giramondo”, se non sono impegnati a crear storie, potete trovare i due in giro per il mondo alla scoperta di luoghi affascinanti, che i lettori potranno poi ritrovare nelle loro opere (e nel recente carnet di viaggio Fumettìsti a zónzo). Il valore delle loro storie è stato riconosciuto più volte, in Italia e all’estero, con diversi premi.

Blog personale.

APPROFONDIMENTI:

  • Le vicende di Viola Giramondo sono ambientate verso la fine del XIX secolo, e durante i viaggi del Cirque de la Lune Viola incontrerà diverse personalità di spicco di quel periodo.
  • Il nome della protagonista, Viola, non è scelto a caso, esso contiene “un intero universo di cose belle: un fiore (la natura), un colore (l’arte), uno strumento dell’orchestra (la musica)” (fonte), e inoltre è il nome della protagonista della commedia di Shakespeare (La Dodicesima Notte) citata a pag. 106 da Konrad Vermeer, il padre di Viola.
  • Nel primo capitolo della storia, Un tesoro in ogni dove, Viola fa la conoscenza di un bizzarro personaggio: Toulouse-Lautrec, una delle figure che più hanno lasciato il segno nell’arte e nella vita parigina di fine Ottocento. Potete trovare un approfondimento sull’artista qui. A pag. 16 sono visibili anche due suoi quadri: uno è una litografia ispirata a Le Cirque Fernando, l’altro è il dipinto Ballo al Moulin Rouge. Figura importante nella vita dell’artista, nonché sua musa ispiratrice è Jane Avril, ballerina del Moulin Rouge che ritroviamo anche fra le pagine di questo primo capitolo.
  • Nel secondo capitolo, Sinfonia d’autunno, Viola incontra un altro grande nome della Storia: Antonín Leopold Dvořák, uno dei più grandi compositori del XIX secolo. Fra le pagine del capitolo vediamo parti dello spartito della sua “nuova” composizione, è la sinfonia n. 9, Nuovo Mondo. Qui potete ascoltare il quarto e ultimo movimento.
  • Nel terzo capitolo, Ritorno a casa, papà Konrad fa trovare alla figlia diversi libri per tenerle compagnia durante il viaggio del circo vero l’Himalaya, questi sono: Il piccolo Lord, Il giro del mondo in 80 giorni, Le avventure di Tom Sawyer, L’isola del Tesoro, Alice nel Paese delle Meraviglie, Piccole donne e Il Milione.
  • Tra le pagine del libro riecheggiano spesso citazioni provenienti da diversi autori: da Tiziano Terzani a Kahlil Gibran, dal mistico persiano Rumi ai romantici inglesi.
  • Nel loro blog i due autori condividono spesso le fasi di lavorazione delle loro opere: qui potete trovare gli studi dei personaggi, e qui le diverse fasi di creazione di una tavola.
  • Viola Giramondo ha vinto nel 2014 il Premio Boscarato come Miglior fumetto per bambini/ragazzi.
  • Dalla graphic novel, cioè dalla versione a fumetti di Viola, è nata poi una serie di “romanzini”, come li definiscono i due autori, dove troviamo una Viola più giovane alle prese con mille avventure. La serie è pubblicata dalla PIEMME nella collana del Battello a Vapore, il terzo volume è presente in bibliografia.

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L’occhio del lupo, di Daniel Pennac

L'occhio del lupo
In uno zoo, un ragazzo si sofferma affascinato davanti alla gabbia di un lupo e, siccome l’animale ha soltanto un occhio, anche il ragazzo, con estrema sensibilità, tiene chiuso uno dei suoi. Questo colpisce il lupo che, per la prima volta, supera l’atavica diffidenza nei confronti degli esseri umani e decide di raccontare al ragazzo la sua storia, tutta vissuta sullo sfondo di paesaggi nevosi e cacce solitarie. Anche il ragazzo si confida col lupo e gli parla delle tre Afriche per cui è passato, quella Gialla, quella Grigia e quella Verde: l’Africa dei deserti, L’Africa delle savane e l’Africa equatoriale delle foreste. Il paesaggio, con i suoi colori e le sue atmosfere, ha molta importanza sia nella storia del lupo che in quella del ragazzo africano.

Titolo: L’occhio del lupo
Autore: Daniel Pennac
Illustrazioni: Paolo Cardoni
Traduzione: Donatella Ziliotto
Anno prima edizione: 1984
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Superare la frontiera è anche capire l’altro, conoscere la sua storia. L’esperienza di profonda condivisione che vivono Lupo Azzurro e Africa è di quelle che superano tutte le frontiere.

LA CITAZIONE:

“Ma il ragazzo sa benissimo che un nome non significa nulla senza la sua storia. È come un lupo nello zoo: una bestia in mezzo alle altre se non si conosce la storia della sua vita.”

TEMI TRATTATI:

  • solitudine
  • amicizia
  • dialogo fra mondi diversi
  • condivisione

PAROLE CHIAVE:

  • Vedere attraverso gli occhi dell’altro

L’AUTORE:

“Daniel Pennac è nato nel 1944 durante uno scalo a Casablanca. Nel periodo della sua felice infanzia ha viaggiato moltissimo, in Africa, Asia, Europa, Alpi Marittime, ed è rimasto sempre interessato al destino di tutti gli immigrati, animali o uomini che siano, tant’è vero che per vent’anni è vissuto a Belleville, il quartiere di Parigi dove più si trovano mescolate razze e mestieri. Ha anche insegnato per più di vent’anni a ragazzi difficili, a parte un’interruzione di due anni in Brasile, dove si è innamorato delle amache, «letto fra cielo e terra, in cui si possono concepire le idee più geniali», e da dove probabilmente hanno origine le sue migliori fantasticherie!” (Fonte)

APPROFONDIMENTI:

  • Ne L’occhio del lupo viaggiamo attraverso paesaggi completamente diversi fra loro, fra distese di sabbia e distese di neve. Attraverso l’occhio di Lupo Azzurro vediamo le Barren Lands, un territorio del Canada Settentrionale definito anche come “il Grande Nord”, mentre l’occhio di Africa ci porta nelle tre Afriche: quella Gialla del grande deserto del Sahara, quella Grigia della Savana (“Sassi infuocati, cespugli spinosi e, ancor più a sud, grandi distese di erba secca”) e quella Verde della Foresta Tropicale. Qui potete vedere come sono ripartite le tre zone geograficamente. Infine c’è l’Altro Mondo, che è quello nostro, della civiltà.
  • Il rapporto fra Lupo Azzurro e Africa si basa su una profonda comprensione fra l’uno e l’altro: Lupo Azzurro all’inizio deve guardare guardare i due occhi di Africa con il suo solo occhio, e questo lo mette “maledettamente a disagio”, perché è costretto a far saltare lo sguardo da sinistra a destra e viceversa. Il suo “non è dolore, è impotenza, e collera”. Il ragazzo quindi a sua volta chiude un occhio, e questo fa sentire il lupo a suo agio. Da questo semplice, ma profondo gesto, i terapeuti hanno intravisto un metodo di approccio per relazionarsi con chi ha bisogno di aiuto. Trovate un approfondimento al riguardo in questo articolo.
  • Da L’occhio del lupo è stato tratto uno spettacolo teatrale, arrivato anche in Italia nel 2013. In questo video potete vedere parti dello spettacolo e brevi interviste alla regista, agli attori e allo stesso Daniel Pennac.
  • Oltre ad uno spettacolo teatrale, nel 1998 è uscito anche un corto d’animazione prodotto da Les Films de l’Arlequin. Si può trovare qui la versione integrale, ma solo in lingua originale (francese).
  • In questo video potete ascoltare Daniel Pennac leggere un brano tratto dal libro, nella sua lingua madre, il francese, sottotitolato in italiano.
  • L’occhio del lupo è illustrato da Paolo Cardoni, grande illustratore italiano, coinvolto anche nel mondo dell’animazione. Qui trovate il suo sito interattivo, e nascoste per la camera che vedrete son nascosti gli elenchi di tutte le sue opere.

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Non restare indietro, di Carlo Greppi

Non restare indietro
Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l’hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio “per non dimenticare” in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così – K. – perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti – se si vuole pensare al futuro – a non restare indietro.

Titolo: Non restare indietro
Autore: Carlo Greppi
Anno prima edizione: 2015
Editore: Feltrinelli

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Alcuni episodi della Storia sembrano ormai separati dal presente da una frontiera invalicabile, pagine talmente forti e crudeli che sembrano non appartenere alla realtà. Distruggere quella frontiera e capire come noi in passato si sia potuti arrivare a commettere certi crimini, capire come persone comuni si siano rese complici di un genocidio… togliere il velo dell’irrealtà e capire di cosa siamo capaci, essere coscienti che la storia “fa le rime” e non si può mai essere certi che le cose non riaccadano, anche questo è superare la frontiera.

LA CITAZIONE:

“Erano quasi tutti d’accordo, sul fatto che una storia del genere potrebbe ricapitare, o che addirittura fosse già successa dopo il 1945, come se un’altra tabellina invisibile continuasse a battere il tempo, e ogni tot anni, in qualche parte del mondo, qualcuno provasse a spazzare via dalla faccia della terra un altro gruppo umano individuato sulla base di caratteristiche più o meno reali. Gianluca aveva ritirato fuori la roba delle rime: ‘La storia non si ripete mai uguale a se stessa: al massimo fa le rime’, aveva detto.”

TEMI TRATTATI:

  • genocidio
  • demitizzazione della Shoah
  • ritrovare sé stessi
  • amicizia
  • lutto

PAROLE CHIAVE:

  • Nuova Scuola
  • Auschwitz
  • Shoah
  • La storia “fa le rime”

L’AUTORE:

Carlo Greppi nasce nel 1982 a Torino, è uno storico, collabora con Rai Storia come conduttore, inviato e ospite, fa parte del Comitato scientifico dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, collabora inoltre con il blog Doppiozero e la Scuola Holden, ed è, ovviamente, scrittore. È anche socio fondatore dell’associazione Deina, il cui intento è realizzare percorsi formativi per i giovani legati al tema della memoria. Per Non restare indietro ha vinto il premio premio Adei-Wizo 2017, sezione ragazzi.

APPROFONDIMENTI:

  • Come raccontato a pag. 17, il Giorno della Memoria è un’istituzione recente, degli anni Duemila. Qui trovate la legge n. 211 del 20 luglio 2000 con cui in Italia si istituisce il Giorno della Memoria (Art. 1: La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.).
  • A pag. 19 si fa riferimento al processo di Adolf Eichmann, ufficiale nazista a capo della sezione che si occupava della deportazione delle persone considerate di “razza ebraica”. In questo articolo trovate un approfondimento sulla persona di Eichmann e sul suo processo a Gerusalemme, qui invece trovate un video del processo (che fu ripreso dalle telecamere americane) sottotitolato in italiano. Nell’articolo si fa riferimento ad Hannah Arendt, citata anche nel libro, i cui pensieri su Eichmann e il suo processo vennero riuniti nel libro La banalità del male (“Arendt non disse che Eichmann era semplicemente un burocrate, nonostante le sia stata attribuita questa versione che apparteneva piuttosto alla linea degli avvocati della difesa: per lei Eichmann rappresentava «l’assenza di pensiero» cioè l’assenza di una dimensione interiore etica della coscienza. Tale assenza di pensiero era anche assenza di responsabilità, ossia incapacità di elaborare il significato del proprio agire e dunque le sue conseguenze.”).
  • Nel libro si fa riferimento diverse volte a foto risalenti al regime nazista e alla persecuzione ebraica, eccone alcune: foto dell’uomo con le braccia conserte, Amburgo 1936 (pag. 28), in questo articolo trovate la storia di quest’uomo, August Landmesser; foto del giovale ufficiale nazista col fucile puntato contro sei uomini (pag. 52); “L’ultimo ebreo di Vinnycja” (pag. 54); il Battaglione 101 (pag. 90); il Battaglione 101 in festa (pag. 104); Sonderkommandos ad Auschwitz (pag. 148).
  • Da pag. 78 vengono citati diverse parti della poesia Messaggio, letta da un’anziana signora che racconta la sua esperienza dopo la promulgazione in Italia delle leggi razziali. Questa signora è Nedelia Lolli, scappata al destino di tanti ebrei come lei grazie all’aiuto di Dalmiro e Verbena Costa, torinesi, che nell’inverno tra il 1943 e il 1944 nascosero l’allora tredicenne Nedelia, spacciandola come educatrice dei loro figli Marcello e Giorgio. Qui trovate riportata per intero questa storia di coraggio e di salvezza.
  • “La signora si mette a raccontare di quando arrivarono le leggi razziali: a nove anni lei scoprì di essere di una razza inferiore. Secondo le logiche deliranti del fascismo, naturalmente, aggiunge con un mezzo sorriso, prima di farsi seria.” (pag. 82). Qui trovate tutti gli articoli de Il manifesto della razza pubblicato in Italia nel 1938, pochi mesi dopo verranno promulgate le leggi razziali. Al punto 9 si può leggere “Gli ebrei non appartengono alla razza italiana”.
  • A pag. 80 si fa riferimento al corto animato Educazione alla morte: è un corto realizzato dalla Disney che denuncia la manipolazione dei bambini tedeschi avviati all’ideologia nazista sin dalla tenera età. Lo trovate qui con i sottotitoli in italiano.
  • A pag. 140 si fa riferimento allo psichiatra Franco Basaglia, che oggi viene ricordato soprattutto per la legge 180/1978, chiamata proprio “Legge Basaglia”, grazie alla quale vennero chiusi i manicomi in Italia.
  • A pag. 165 si fa riferimento a un tentativo di fuga del 7 ottobre 1944: quel giorno a Birkenau alcuni elementi di due Sonderkommandos si ribellano alle SS, uccidono tre soldati nazisti e distruggono un forno crematorio con esplosivo ottenuto grazie alla collaborazione di alcune donne polacche impiegate presso alcune fabbriche di munizioni nei dintorni. La rivolta si conclude in un bagno di sangue, con lo sterminio dei deportati ribelli e l’impiccagione, alcuni mesi dopo, di quattro donne polacche. Qui trovate un approfondimento sugli accadimenti di quel giorno.
  • L’autore del libro ha partecipato ad una puntata del programma Il tempo e la storia (citato anche da lui a pag. 218) prodotto dalla Rai in cui si parla proprio dei Lager nazisti, potete vedere l’episodio qui.
  • Dopo aver letto il libro potrebbe essere interessante associare delle immagini ai luoghi raccontati, in questo breve video potete vedere ciò che i ragazzi della III C hanno visto in quella fredda giornata ad Auschwitz.
  • Qui potete trovare una breve intervista all’autore Carlo Greppi, in cui parla del libro, dei suoi obiettivi e del viaggio ad Auschwitz.
  • Non restare indietro non è il primo libro di Carlo Greppi con a tema la Shoah, ha scritto anche L’ultimo treno. Racconti del viaggio verso il lager, e La nostra Shoah. italiani, sterminio, memoria, di cui potete trovare qui un estratto.

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Il bambino che sognava l’infinito, di Jean Giono

Il bambino che sognava l'infinito
Un bambino e suo padre tutte le domeniche fanno una passeggiata in campagna. Ma le siepi di biancospino e gli alberi ostruiscono la vista del bambino che vorrebbe vedere le stesse cose che vedono gli uccelli che passeggiano nel cielo. Il bambino è bravo ad arrampicarsi e conquista la cima di un albero ma anche questo non gli basta. Vuole più spazio. I colori, i profumi, le geometrie dei campi coltivati, la lentezza del volo degli uccelli, i ritmi placidi della vita contadina nella prosa limpida e splendente di Giono.

Titolo: Il bambino che sognava l’infinito
Autore: Jean Giono
Illustrazioni: Spider
Traduzione: Leopoldo Carra
Anno prima edizione: 1995
Editore: Salani

LA “FRONTIERA” PERCHÉ:

Nella vita bisogna essere curiosi, mai accontentarsi di conoscere ciò che abbiamo vicino: cercare di scoprire cosa c’è oltre il nostro orizzonte, superando tutti i limiti… questo è superare la frontiera!

LA CITAZIONE:

“‘Adesso so come superare tutte le siepi e andarmene molto più in alto di tutti gli alberi’ disse tra sé il bambino. ‘Ormai so fare qualcosa di molto importante.’

TEMI TRATTATI:

  • cercare di superare i nostri limiti
  • curiosità verso ciò che non vediamo
  • natura
  • vita di campagna

PAROLE CHIAVE:

  • Limite del nostro orizzonte
  • Guardare oltre
  • Potere dell’immaginazione

L’AUTORE:

Jean Giono nasce a Monosque, in Provenza, nel 1985, il padre è di origine piemontese e fa il calzolaio, la madre, la stiratrice. Per venire incontro alle difficoltà finanziarie dei genitori, è costretto a lasciare il collegio e a diventare impiegato di banca, fino alla guerra del 1914, esperienza che lo segnerà molto. Solo nel 1930 lascerà il lavoro per dedicarsi alla carriera di scrittore. Giono lascerà Monosque soltanto per dei brevi soggiorni a Parigi e per dei brevi viaggi all’estero, tra cui quello che gli ha permesso di scrivere il suo Viaggio in Italia, nel 1953. Muore nel 1970 nella sua città natale.

APPROFONDIMENTI:

  • In questa storia ha un ruolo importante l’albero, mezzo attraverso cui il bambino cerca di arrivare a vedere oltre le siepi. Non è il primo libro in cui Jean Giono attribuisce grande importanza agli alberi, lo fa infatti con un suo precedente libro, L’uomo che piantava gli alberi, in cui si racconta di un vecchio signore che anno dopo anno continuava a piantare semi in un terreno vuoto e triste, e i suoi sforzi saranno ricompensati negli anni successivi, quando grazie a lui il paesaggio si modificherà radicalmente diventando florido e ricco di vita. De L’uomo che piantava gli alberi esiste anche un cortometraggio animato che ha vinto il premio Oscar nel 1988, lo potete vedere qui.
  • In questo sito potete trovare un interessante articolo sulla figura degli alberi nella letteratura per ragazzi.
  • Il bambino protagonista voleva vedere al di là delle siepi, voleva scorgere cosa ci fosse oltre e sognava l’infinito… c’è un componimento italiano che subito salta in mente parlando di siepi, orizzonti ed infinito: L’Infinito di Giacomo Leopardi, che similmente parla di una siepe che impedisce all’autore la visione dell’orizzonte, ma anche lui, come il bambino protagonista, usa l’immaginazione e con lo sguardo va oltre. Qui potete trovare la poesia con una semplice spiegazione di ciò che voleva comunicare Leopardi.
  • Il libro è illustrato da Spider, nome d’arte di Daniele Melani, di origine slava ma nato a Firenze. Ha esposto i suoi lavori in diverse mostre, e non si limita solo ad illustrare libri, alcuni li ha anche scritti! In questo sito trovate alcuni dei suoi lavori.

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